ABORTO, LA GIUNTA ACQUAROLI NEGA LA RU486 ALLE MARCHIGIANE!
LA REGIONE OSTACOLA LE LINEE GUIDA DEL GOVERNO SU PILLOLA E 194

ABORTO, LA GIUNTA ACQUAROLI NEGA LA RU486 ALLE MARCHIGIANE! LA REGIONE OSTACOLA LE LINEE GUIDA DEL GOVERNO SU PILLOLA E 194

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La Lega con gli Assessori Latini e Saltamartini contraria, di fatto, ad attuare l’indirizzo del Ministro Speranza, dell’Oms e dell’agenzia del Farmaco, favorevoli all’introduzione della prescrizione nei Consultori e/o in regime di day hospital. Dura replica della Bora (Pd): “Non vi consentiremo di riportare le donne indietro di mezzo secolo!”


A sorpresa, dalla nuova Regione a guida Centro-Destra, preannunciato un secco no al Governo contro l’introduzione dell’aborto farmacologico! Dunque il ricorso per legge all’alternativa in pillola all’interruzione volontaria della gravidanza (tradizionalmente eseguita in Italia per via chirurgica) rischia seriamente di restare tabù per le 300.689 donne marchigiane, dai 15 ai 50 anni, in età fertile!
A mettere in discussione le nuove linee guida, introdotte dal Governo il 12 agosto scorso in fatto di libera circolazione della pillola Ru486, è addirittura l’unica donna presente in Giunta nell’amministrazione ACQUAROLI, vale a dire l’Assessore leghista alle Pari opportunità Giorgia LATINI, supportata non a caso dal collega alla Sanità e di partito Filippo SALTAMARTINI.

L’introduzione della pillola abortiva ancora un miraggio per le donne marchigiane

Ignorata bellamente dalla Regione, dunque, forse per ragioni anagrafiche visto che all’epoca la LATINI non era ancora venuta al mondo, come la libera opzione delle donne a ricorrere all’aborto sia legge dello Stato già dal 1978, con tanto di doppio referendum abrogativo ripudiato nel 1981 dalla volontà di 27.395.909 di italiani e italiane. Scusi la LATINI se troppo pochi.
Ma cosa ha preannunciato, seppur in politichese, l’Assessore LATINI? “Avvieremo una verifica di compatibilità tra le linee guida ispirate dal Ministero della Salute (in tema di introduzione pratica della pillola oggi riservata nelle Marche ai soli ospedali di Urbino, Senigallia e San Benedetto del Tronto, NdR.) e la legge 194”.
Ed ancora, entrando nel merito di norme che le varie regioni, Marche compresa, dovrebbero esclusivamente attuare essendo state abbondantemente studiate dal Governo in carica… “Riteniamo i Consultori luoghi di assistenza e approfondimento, non di esecuzione dell’interruzione volontaria di gravidanza”.
Peccato che le norme esplicative varate dal Ministro SPERANZA mettano nero su bianco l’esatto contrario. Dal 12 agosto 2020, in forza di una triplice raccomandazione, dell’Organizzazione mondiale della Sanità, del Consiglio superiore di Sanità e dell’agenzia italiana del Farmaco, l’Italia ha fatto proprio l’orientamento di annullare l’obbligo di ricovero, per dar luogo ad una interruzione volontaria di gravidanza più agevole e meno traumatica per la donna attraverso l’assunzione di farmaci indotti.

L’Assessore alle Pari opportunità Giorgia LATINI, contraria all’attuazione delle linee guida del Governo

E c’è di più: il libero utilizzo extra ospedaliero della pillola (di libera circolazione da anni in Europa) è esteso fino al limite della nona settimana dal concepimento. Alle singole Regioni, dice lo Stato, il compito di organizzarsi e attuare l’indirizzo, a partire dai Consultori o in regime di day hospital.
Dalle nuove Marche a trazione Centro-Destra si levano, però, come visto, autorevoli voci contrarie. Silenzioso in argomento il Presidente ACQUAROLI, le parole dei suoi principali collaboratori in tema non lasciano presagire nulla di buono per migliaia di donne e di elettrici che appena a settembre, in perfetta buona fede, hanno votato Lega.
La conferma di grossi problemi in arrivo e che passare dai buoni propositi della legge… all’incasso dei benefici farmacologici che la medicina pone a disposizione, non sarà ne semplice, ne rapido, si è avuta ieri in Consiglio regionale.
In risposta all’interpellanza di Manuela BORA (Pd) che chiedeva all’Assessore Giorgia LATINI di rendere conto delle modalità di applicazione della 194 in relazione al numero record di obiettori di coscienza presenti negli ospedali marchigiani (vedo Fermo dove tutti obiettano!) la LATINI ha provato a nascondere la mano, dopo aver tirato il sasso della propria personale contrarietà in una recente intervista al TG3 regionale.
“Non ho mai detto – ha rimarcato la LATINI – che le donne marchigiane (specie le 300.689 in età favorevole, NdR.) non possano scegliere in modo libero e diverso dal mio pensiero (!). Ognuna (grazie Assessore, NdR.) può decidere cosa fare della propria vita… anche compiere scelte che io non condivido”.

Le Marche rischiano di ritornare effettivamente mezzo Secolo indietro sulle passate conquiste sociali

E poi entrando tecnicamente, pur non dovendo, sull’argomento. “Bisogna applicare la 194 nel suo senso originario, con l’individuazione di un percorso che inserisca la donna in un contesto assistenziale, in una vera condizione di libertà e quindi con diverse opzioni”.
Ed entrando nella libera scelta delle donne: “Il Consultorio va potenziato e dotato di ulteriori strumenti utili a superare le cause che inducono le donne ad interrompere la gravidanza… Questo – getta la maschera LATINI – l’obiettivo della Giunta ACQUAROLI”.
Insomma altro che pillola, la tesi della LATINI rappresenta una vera e propria dichiarazione di guerra alla legge, alle donne e ai marchigiani.
“Guerra” così giustificata ulteriormente. “Stiamo vivendo una decrescita demografica senza precedenti (effettivamente appena 9.670 nascite nel 2019 contro 17.442 decessi e soprattutto un trend in diminuzione, dal 2009 ad oggi, con circa 500 bimbi marchigiani in meno ogni anno, NdR.). Qui servono politiche di sostegno alla nascita – ha affermato la LATINI mettendo insieme mele e pere – e le Istituzioni debbono impegnarsi a promuovere la vita. Il nostro obiettivo – ha chiuso l’Assessore ritornando in argomento – è quello di mettere le donne nella condizione di non vivere la maternità come una tragedia…”.
Peccato che il legittimo, anzi auspicabile, sostegno alla vita con il varo di norme che accompagnino soprattutto economicamente le famiglie a riprendere a fare figli, nulla abbia a che fare con la libera scelta di una maternità non desiderata.
Concetto semplice da comprendere, sempre che si abbia la volontà di rispettare, con la legge, anche l’intelligenza delle persone.
Dunque tempi duri in arrivo per le circa 1.500 donne l’anno che, mediamente, affrontano nelle Marche la non semplice esperienza di non diventare mamme. Esattamente 1.450 casi (a fronte di 9.670 fiocchi rosa o celeste) che portano gli aborti a pesare, quasi tutti senza ricorso alla pillola di cui in oggetto, per circa il 13% degli 11.120 concepimenti registrati l’anno scorso.

Oltre 300.000 mila le marchigiane, dai 15 ai 50 anni, in età fertile

Da parte sua la consigliera BORA, preso atto dell’annunciata volontà contraria alla legge, ha così duramente replicato. “Vede Assesore LATINI, a noi non interessa particolarmente conoscere e discutere delle sue posizioni personali ma di valutare quali argomentazioni porterà in Giunta, oltretutto in qualità di unica donna. Crediamo che lei avrebbe dovuto quantomeno tentare di ergersi a portavoce di battaglie per i diritti, vecchi e nuovi, sanciti dalla legge 194. Ci aspettavamo che non avrebbe permesso che i diritti fondamentali delle donne potessero in qualche risultare negati proprio nelle Marche e da una marchigiana. Ma questo è affar suo. Di certo – ha tuonato con piglio deciso l’ex Assessore della Giunta CERISCIOLI – non vi consentiremo di limitare la facoltà delle donne di questa regione di decidere l’interruzione della propria gravidanza, ne tantomeno ostacolare l’accesso a terapie farmacologiche come la pillola RU486”.

Per le marchigiane assicurato, a fatica, il solo aborto chirurgico negli ospedali di URBINO, SENIGALLIA e BENEDETTO DEL TRONTO

E rivolta all’Assessore alla Sanità SALTAMARTINI, che meno di due anni fa, da Sindaco di Cingoli, fece scaricare davanti la Regione un camion carico, per fortuna, di sola… neve, la BORA ha così ammonito ACQUAROLI e i suoi:
“Se vi azzarderete solo a tentare di mettere in discussione la libertà di scelta di noi donne… noi non porteremo sotto la Regione un solo camion ma autobus e pullmann carichi non di neve ma di uomini e donne e famiglie in protesta, contrari a realizzare il sogno che cullate in segreto: impedire alle donne l’interruzione della propria libera gravidanza! Vi piacerebbe cancellare la 194 e riportare in auge mammane e metodi clandestini rischiosissimi o a caro prezzo; qui vi annunciamo che non riuscirete mai a realizzare questo vostro sogno perverso e riportare la Marche indietro di mezzo secolo”.


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