ADDIO AD ALDO TESEI, CONTRARIO AL NUOVO OSPEDALE DI OSIMO
DA ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITÀ INSABBIÒ IL PROGETTO

ADDIO AD ALDO TESEI, CONTRARIO AL NUOVO OSPEDALE DI OSIMO DA ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITÀ INSABBIÒ IL PROGETTO

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Tra il 1992 e il 1993 dimenticò volutamente nel cassetto lo studio esecutivo per un nosocomio da 140 posti letto, già finanziato dallo Stato per l’equivalente di 29 milioni di euro, che sarebbe dovuto sorgere sulla collina di Monteragolo. L’ex politico stroncato a 82 anni da un malore improvviso nella propria abitazione di Ancona


Il solo nome, Aldo TESEI, 82 anni, dirà poco agli osimani delle ultime due generazioni.
Informati o meno che possano essere, tutti i cittadini di Osimo, da oltre 30 anni stanno pagando (e pagheranno per sempre chissà fino a quando) le interessate scelte politiche, in campo ospedaliero, del fu Assessore regionale alla Sanità negli anni 1990-93, Presidente Rodolfo GIAMPAOLI.
Interventi interessati, chiariamo subito, mossi dai superiori obiettivi che la politica regionale di allora, pre Tangentopoli, a trazione Dc-Psi, aveva ben individuato con Osimo e gli osimani vittime sacrificali del sistema.
Parliamo del periodo fine anni ’80, ancor più lontano, e della fase caratterizzata dalle allora scelte del Governo nazionale in tema sociale; decisioni che si tradussero, nella Finanziaria 1989, con il finanziamento statale a firma del Ministro Donat Cattin per la realizzazione, in tutta Italia, di nuovi ospedali e nuove case di riposo.
Dalle nostre parti la palla al balzo fu colta al volo, per quanto riguarda Osimo, dalla felice coincidenza che poneva Paolo POLENTA, ex Sindaco, ad insolito Assessore regionale alla Sanità, ovvero la persona giusta, al posto giusto, soprattutto nel momento giusto.
Grazie a quella norma ministeriale, per andare al dunque, Osimo si vede riconoscere dallo Stato finanziamenti ad hoc per addirittura due progetti; 40 miliardi per il nuovo ospedale cittadino e altri 15 per la rimessa a nuovo del vecchio Muzio Gallo, per un totale di 55 miliardi di vecchie lire oggi riconvertibili in circa 29 milioni di euro.

1989, dallo Stato 40 miliardi per il nuovo ospedale di Osimo…

Erano quelli tempi in cui i Comuni, ancora, avevano voce in capitolo in tema sanitario, quantomeno per deciderne la localizzazione; tanto che il Consiglio comunale di Osimo in fretta e furia, per rispettare i tempi della concessione miliardaria inaspettata, si riunì più volte per prendere in considerazione i punti strategici ritenuti geograficamente più favorevoli, premiando alla fine la collina di Monteragolo, esattamente sopra la Gironda.
Furono effettuati controlli geologici approfonditi per toccare con la mano l’eseguibilità dei lavori su un terreno temuto a rischio frana; tanto che alla fine, seppur nei tempi stretti di dover cogliere al volo un finanziamento piovuto dal cielo, i risultati dissero che la zona era in grado di sopportare gli scavi importanti, necessari ad un nuovo ospedale da 120/140 posti letto.
Sempre a tambur battente la il Consiglio di allora, Sindaci a cavallo tra CARTUCCIA e ORSETTI, mutarono di destinazione l’intera area della collina, adibendo l’intero Monteragolo ad area di interesse ospedaliero.
Insomma mai come allora, 33 anni fa, Osimo fu vicina ad autentico miracolo: mandare in meritata pensione il vecchio S.S. Benvenuto e Rocco e inaugurare nuovi spazi in una struttura sanitaria, si diceva allora, “filtro” verso le specialità mediche offerte dalla vicina Ancona.
Addirittura c’era già chi fantasticava, sull’area del vecchio ospedale, la conseguente nascita di una nuova Osimo residenziale; un luogo privilegiato, baciato dal sole e da un panorama come pochi, da adibire a costruzioni di pregio in grado di rivitalizzare, abbellire e dare un nuovo senso estetico al centro storico.
Tanti bei progetti – a partire da quello commissionato dal Comune alla Italsanità di Roma – che, purtroppo, grazie alla decisione del non solo TESEI ma certamente con TESEI protagonista, finirono con il far ammuffire deliberatamente il progetto, in un dimenticato cassetto dell’Assessore regionale; fin quando qualcuno, all’improvviso, si accorse che i tempi per beneficiare del finanziamento ad hoc erano tragicamente scaduti!
Chiaramente agli osimani, per lungo tempo e ancora oggi, fu venduta tutta un’altra verità; tanto che lo stesso TESEI, nelle varie elezioni regionali a cui ebbe modo di partecipare, prima e dopo il fattaccio, ha sempre avuto l’abilità di incassare dagli osimani una cospicua dote di consensi, cambiali in bianco per un eterno progetto inevaso di cui l’ex Assessore regionale non apparì mai responsabile; uno dei principali padri della colpa, ribadiamo politica, che voleva quei soldi far gola all’intero sistema sanitario regionale e non certo destinati, nei desiderata, alla sola Osimo!
Nel giorno della sua scomparsa, avvenuta nel pomeriggio di Pasqua, all’età di 82 anni, nella sua casa anconetana al Pinocchio, ci sembra giusto ricordare agli osimani (nel frattempo costretti a beneficiare, di fatto, dello stesso S.S. Benvenuto e Rocco di sempre, nel frattempo declassato da Asur ad Inrca) la figura di Aldo TESEI, per Osimo e i suoi cittadini meno bello, meno bravo, meno buono di quanto dipinto.

L’ex Assessore regionale alla Sanita Aldo TESEI (Dc) scomparso a Pasqua all’età di 82 anni. Avversò la nascita del nuovo ospedale di Osimo

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