ADDIO AL BARONE, UNA VITA DA SPIRITO LIBERO

ADDIO AL BARONE, UNA VITA DA SPIRITO LIBERO

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ADDIO AL BARONE, UNA VITA DA SPIRITO LIBERO

Ci ha lasciato il popolare Antonio Taffo, 85 anni, leader di tante imprese para sportive al Diana


Si è spento a 85 anni, nel letto d’ospedale del S.S. Benvenuto e Rocco, Antonio Taffo, per tutti gli osimani “Il Barone”, un appellativo a sangue blu scelto forse in contrasto con il suo lavoro di scopino di piazza (all’epoca il termine radical chic operatore ecologico non era ancora stato inventato).

In effetti nel modo di fare Antonio Taffo aveva poco di nobiliare… in compenso era uno straordinario capo popolo, quasi esclusivamente per l’amata Osimana, fin dai primi anni ‘60, che per il partito comunista di lotta sociale cui, probabilmente, era simpatizzante.


Antonio Taffo tanti anni fa con Giuseppe Petroselli, il gatto e la volpe

Affetto da una zoppia che rendeva il personaggio ancor più riconoscibile (specie in trasferta, dalle tifoserie avversarie), Antonio non ha però mai sofferto di questo handicap avendo una forza fisica e un coraggio di pari uguali.

Più che capo-popolo, però, il “Barone” era un leader solitario; il meglio di se nelle sue imprese anti arbitro o anche anti tifoseria avversaria (il numero dei contendenti non è mai stato di ostacolo nel decidere di parteciparvi) Antonio Taffo lo dava, incredibilmente, quando agiva da solo, senza dare vantaggi… neanche ai suoi amici.

Memorabili per chi frequentava il Diana negli anni ‘70-’80 e ‘90 le autentiche battaglie contro chiunque, a giudizio insindacabile, si fosse reso colpevole ai suoi occhi di un danno all’Osimana ottenuto in maniera non sportiva.
Oltretutto il Barone aveva il pregio di non dimenticare. Poteva passare un anno o anche due ma se l’arbitro, l’allenatore, il giocatore o il tifoso dell’altra squadra “fotografato” nella sua mente come colpevole avesse avuto l’ardire di rimettere piedi al Diana… certamente non sarebbe finita a bicchier di vino…

Tra i tanti ricordiamo un paio di episodi, ben stampati nella memoria di chi li ha vissuti, allorquando Taffo, al termine di un Osimana-Tolentino di Promozione di oltre 40 anni fa, conquistò il tetto degli spogliatoi agitando un bandierone giallo-rosso.

Un fallo di reazione di Giacco sul centravanti cremisi costò all’Osimana l’espulsione, il rigore e la vittoria proprio al 90°.
Il Barone per l’occasione la prese sportivamente salvo, il giorno dopo, chieder conto a Giacco di cosa gli fosse saltato in testa: “Mi ha dato un pugno in faccia – spiegò il futuro D.S. giallorosso – e gliel’ho ridato”. Secca la risposta: “Allora hai fatto bene”.

Mitici i suoi duelli personali anche con le tifoserie ospiti, specie di Civitanova Marche, Ancona e prima ancora di Castelfidardo, con tanto di rincorsa di chi se le era cercate fin dentro il pulmann; mitici anche i suoi inseguimenti, almeno fino ad Ancona o più degli arbitri “colpevoli” di qualche misfatto; scortati da Polizia o Carabinieri, in genere, fino alla Stazione di Ancona, il Barone riusciva a trovare il modo per cantarne almeno quattro alla spaurita giacchetta nera.

Così come mitica ed indimenticabile, ad inizio carriera di tifoso ultras (quando gli ultras non esistevano neanche nei libri di fantascienza) rimarrà la inseparabile sirena a manovella, che dalla vecchia tribuna dello spelacchiato Diana anti litteram, dava la carica una squadretta di I categoria ancora incapace di prendere il volo.

O delle cavalleresche scazzottate a Castelfidardo, praticamente post partita fisso, tutte combattute lealmente, dentro o fuori il campo sportivo, senza mai alcun a dover ricorrere alle cure di pronto soccorso o altro; insomma altri tempi che da un pezzo non accompagnavano più il quotidiano del Barone… sia per il lento assommarsi degli anni (ma questo, al solito, non sarebbe stato un problemissimo) sia soprattutto perchè non c’è più, di fatto, la gloriosa Osimana… vicinissima al secolo di vita ma dimenticata ormai da tutti.


Un Barone giovanissimo, anni ’50, con la 1100 targata PCI per il Borgo

Così come non ci sono più, da tempi, gli amici pre e post partita come Beppe lo scopino, al secolo Giuseppe Petroselli con cui formava la mitica coppia “Il Gatto e la Volpe” o le serate dei lontani tempi belli ad Osimanello con l’altro amico Zazzera (Ennio Dionisi), da tempo scomparsi.

Extra calcio rimarranno mitici gli scontri con il gigante buono Faulenza, un tipo alla Carnera affrontato senza paura in mitici, lontanissimi, scontri in piazza o le scazzottate d’ordinanza in piazza Dante tra i compagni di Radio Popolare e i camerata di Radio Mantakas.

Scontri a muso duro ma senza mai eccessivo rancore. Da uomini veri. Insomma col Barone i cazzotti si potevano prendere e dare (più prendere, ovviamente) senza per questo guardarsi in cagnesco per il resto della vita.

Antonio Taffo ha così chiuso, di sabato mattina, come in un pre partita, la sua parabola terrena, lasciando nello sconforto i quattro figli Serenella, Donatella, Tony e Cinzia.

I funerali sono in programma nel pomeriggio, ore 15.30, presso la chiesa della Misericordia e da qui al vicino cimitero Maggiore dove le spoglie del Barone, dopo tante battaglie, riposeranno in terra.


 

DA PALO A TOM TOM... GRAZIE ALL’ASTUZIA DEI CARABINIERI
GPS IN AUTO E L’AUTISTA GUIDA ALLA CATTURA DEI COMPLICI
ELISABETTA CAPPELLA, MISS 1992, ASPETTANDO LAURA
“IL CONCORSO MI PORTO’ FORTUNA E DECISE LA MIA VITA!

1 Comment

  1. Anche questo capitolo è chiuso con la morte del mitico Barone, per coloro che lo hanno conosciuto come me era una brava persona forse era soltanto esuberante, lo ricordo ancora a distanza di 25 anni circa quando andava a fare le sue famose soste a Offagna, si fermava ogni giorno al bar tabacchi da Pattatina, il Barone a Sandro il gestore del locale lo chiamava Zangolas, aveva anche l’attestato emesso dall’ordine supremo della Sbornia, rilasciato da sua Maestà Alzagomito Costante..
    Erano famose le sue merende che organizzava assieme a Sandro Spadari detto per gli amici Mimmi, era l’edicolante del Borgo, quello che girava per Osimo con il motorino con il portapacchi dietro con dentro il suo cane, recentemente Mimmi lo avevano soprannominato anche Polifemo per via del suo occhio attappato, Antonio Taffo era una brava persona e purtroppo oggi persone come lui non ne esistono più, e quando litigava sotto alle logge con sua sorella la Baronessa…….eh già povero Antonio, riposa in pace……Osimo e tutti gli Osimani non ti dimenticheranno mai..

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