CENTINAIA DI ANZIANI IN FILA PER ORE AL CIMITERO!
CON L’ORDINANZA DI PUGNALONI IL VIRUS RINGRAZIA…

CENTINAIA DI ANZIANI IN FILA PER ORE AL CIMITERO! CON L’ORDINANZA DI PUGNALONI IL VIRUS RINGRAZIA…

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Follia sanitaria, almeno due ore di attesa, stretti sul viale, per circa 500 cittadini a rischio Covid! Il Sindaco è intervenuto in ritardo per calmare i presenti. Autorizzato l’ingresso a più persone rispetto ai 15 alla volta previsti. Purtroppo il danno potrebbe già essere stato fatto


Il commento più centrato, su tre ore di programmata e insistita follia pugnaloniana – convinta, anche di fronte all’evidenza, della giustezza di regolamentare l’accesso ai camposanti – l’abbiamo letto da Moreno Perpè, fornaio di San Marco, che ha così sottolineato, in diretta Facebook, il grottesco caos in corso al cimitero Maggiore: “Ricordatevi che il Cimitero è un luogo pace!”.

Eh si. Per la prima volta il vostro cronista – 34 anni di servizio anche su vicende francamente scabrose – si trova in forte imbarazzo nell’inquadrare la notizia del giorno, macchè giorno, diremmo dell’anno; anzi degli ultimi sei anni a guida Pugnaloni.



Ce la caviamo così. Se con la scusa del virus l’intento del nostro Sindaco, oggi per la prima volta meno amato di ieri da un doppio migliaio di osimani, era quello di far parlare di se… diciamo che l’obiettivo è stato centrato con brillantezza di commenti.

Dal Brennero a Lampedusa la calca di persone registrata a Osimo – vecchietti in paziente attesa per ore, in fila, gomito a gomito, per poter entrare nel Cimitero dopo mesi di stop – potrà rallegrarsi di essere stata l’unica in Italia a sperimentare l’innovativa tecnica salva vita pensata da Pugnaloni.

Il Sindaco, giunto sul posto attorno le 10, una volta preso definitivo atto che la situazione della doppia fila di anziani, di nuovo gomito a gomito per entrare nel Cimitero, non poteva più essere ignorata, si è alla fine materializzato sul viale affollato, consapevole del rischio di rimediare dai suoi elettori persino qualche ceffone poco metaforico.

In pratica, ha inutilmente provato a spiegare ad una folla sempre più spazientita, al punto da sfiorare, più volte, un clamoroso ammutinamento e l’assalto incontrollato e di massa alle tombe dei propri congiunti, Pugnaloni non si è perso d’animo improvvisandosi poco credibile avvocato difensore di se stesso.


Ore 9:50, a danno ormai procurato, il tardivo intervento di PUGNALONI presso il cimitero Maggiore

“Perchè – si è chiesto – non è possibile entrare più di 15 persone e intrattenersi giusto 20 minuti, con facoltà di ingresso solo il giovedì e il sabato? Semplice! Perchè al di la del cancello, dovesse succedere qualcosa (Pugnaloni non ha però mai accennato alla natura di questo misterioso “qualcosa” da cui difenderci) la responsabilità sarebbe mia!”.

Molto meglio, rovesciando il discorso, che i cazzi – scusate il francesismo – restino personali. Anche a costo di sottoporre per ore a concreto rischio (personalmente, dopo 70 giorni di confinamento casa-Redazione non mi sento granchè bene…) quegli stessi osimani che vorrebbe difendere a parole.

Non ci vuole uno studio particolare per calcolare, tra i presenti, in almeno un centinaio gli asintomatici costretti a scambiarsi aliti, anzi clamorose urla di protesta, con tutto quello può uscire dalla bocca in simili pericolose occasioni.

E si perchè dalla bocca, di osimani e non, questa mattina è uscito davvero di tutto. In particolare ad arrabbiarsi di più, chissà perchè, gli utenti addirittura da fuori città,anconetani in testa, increduli oltre ogni modo della rischiosa usanza Senza Testa di accedere alle tombe.

In almeno tre occasioni si è stati davvero sul punto della “rivolta popolare” al grido ideale “il morto è mio e me lo gestisco io…”; più volte sarebbe bastato che qualcuno, dal fondo fila, avesse gridato “forza andiamo…” per far si che la folla travolgesse i due poveri addetti, Mauro Gramuglia in testa, posti al controllo degli ingressi.

Nessuna forza pubblica a far da cuscinetto con il cancello di ingresso in balia del solo buon senso, fortunatamente dimostrato.

Troppo anziana la platea dei presenti – età media 75 anni – perchè per davvero i nostri nonni potessero passare dalle parole ai fatti, in un moto di Liberazione degno del 25 Aprile.

Solo in tre o quattro occasioni, spinti dall’orgoglio di difendere l’indifendibile, qualche raro cittadino, politicamente innamorato delle idee brillanti promesse e mantenute da Pugnaloni, ha provato a prendere le difese del Sindaco. Subito zittiti.

“Ma che dovrebbe fare… è per il nostro…”. La parola “bene”, in genere, è stata soffocata e puntualmente fatta rimangiare dal grosso dei presenti che, in questo astruso modo di fare deresponsabilizzato, davvero non hanno notato nulla di cui poter salvare.



E dire che Pugnaloni era stato ampiamente avvertito. Da se stesso, da OSIMO OGGI (più volte abbiamo descritto in anticipo ciò che sarebbe accaduto) e anche dall’opposizione civica, incredula con Monica Bordoni dei provvedimenti anti cimitero adottati, inutilmente spesasi a suggerire la resa del proprio io pugnaloniano a favore del comune buon senso.

Tutto inutile. Almeno oggi.

Tutto probabilmente molto utile, forse, già da sabato pomeriggio quando, dalle 16 alle 19, andrà in onda il replau del caos odierno. Forse anche aumentato.

Eh si perchè se è vero che alle 11, dopo tre ore di tregenda, la situazione del cimitero Maggiore è tornata alla normalità con code smaltite (anche grazie all’allentamento delle misure che hanno portato a far entrare fin quasi il doppio dei 15 previsti, senza stare a guardare il rispetto dei 20 minuti concessi)… è già sicuro che dopo domani gli osimani torneranno a rischio cronaca nera.

Cosa potrà salvare la città e i suoi abitanti, vivi e morti, da una nuova puntata degna di “Scherzi a parte?” Quasi sicuramente il ritorno sulla Terra di Simone Pugnaloni.

Convinto, anche dopo la dimostrazione di questa mattina, di aver fatto benissimo a non prendersi alcuna responsabilità verso i propri cittadini (ai miei tempi si votavano Sindaci gli amministratori vogliosi e soprattutto capaci di decidere e assumersi l’onere di quanto deciso per il bene di tutti) è molto probabile che la notte non passerà senza aver portato consiglio.

Una nuova ordinanza è stata promessa da Pugnaloni ai più animosi degli osimani in fila; una ordinanza che dovrebbe raddoppiare gli accessi da 15 a 30 e forse aumentare i giorni di apertura all’intera settimana.

Tutto questo, al momento, è comunque solo una fondata ipotesi, una promessa quasi elettorale (per la prima volta il consenso è bruscamente calato), un più ragionevole modo di affrontare e risolvere i problemi.

Come? Andando nella direzione di tutti i 7.903 Sindaci d’Italia, Pugnaloni escluso, che non hanno messo lacci e lacciuoli alle preghiere degli italiani verso i nostri cari.

Quando, riponendo momentaneamente la proverbiale lampadina di Archimede, Pugnaloni riuscirà a trasformarsi in un Sindaco normale?

Nell’attesa ordinanza bis la risposta ad ogni interrogativo. 

Nel frattempo un pò di sana vergogna, per un teatrino voluto a tutti i costi, dovrebbe accomunare elettori ed eletto… insieme ad una domanda senza risposta: perchè proprio ad Osimo, cazzo!


ORDINANZA REVOCATA, DA LUNEDÌ VIA LIBERA IN TUTTI I CIMITERI

ULTIMA ORA: Apprendiamo che il Sindaco è finalmente tornato a ragionare annullando immediatamente, senza dormirci sopra, l’ordinanza che limitava l’accesso ai cimiteri.

La nuova legge osimana, da quanto anticipato, si adeguerà a quanto deciso da tutti gli altri Sindaci consentendo, in tutti i cimiteri osimani, il libero accesso TUTTI I GIORNI, sei ore al giorno, senza vincoli di ingresso. Esclusa la domenica.

Pugnaloni, benvenuto in Italia. Ben tornato alla capacità di ragionare.


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