GIOVANNI BETTO GIURA: “NON SONO IO IL KILLER DEI CANI”
L’85ENNE DI BRECCE BIANCHE TEME UNO SCAMBIO DI PERSONA

GIOVANNI BETTO GIURA: “NON SONO IO IL KILLER DEI CANI” L’85ENNE DI BRECCE BIANCHE TEME UNO SCAMBIO DI PERSONA

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Due denunce in undici mesi minano la serenità di un Sottufficiale di Marina militare indicato dalla Polizia Locale come l’autore dei bocconi ripieni di chiodi. “Da oltre un anno la mia vita si è trasformata in incubo quotidiano”. Il Comandante Rovaldi, peraltro, conferma la stessa identità per ciascuna delle denunce depositate in Procura mentre il Sindaco Mancinelli esulta: “I vili gesti verranno puniti… ora è possibile tirare un sospiro di sollievo”. In azione Striscia la notizia


A Brecce Bianche tutti giurano trattarsi di un pervicace anziano, refrattario ad ogni avvertimento. Anziano che i quotidiani dorici, scritti e on line, identificano con precisione in un 85enne ormai prossimo agli 86.
Quasi tutte le testate, poi, concordano persino sull’indirizzo – via Crocioni – al cui civico 1 l’ignoto odiatore, di cui mezza Ancona bisbiglia da circa un anno, abiterebbe con la famiglia.
Secondo “Il Resto del Carlino” che sabato ha firmato lo scoop di intervistare, sia pur in maniera anonima, il vecchietto non identificato, il mancato killer dei cani (nessuna bestiola, per fortuna, sembra averci lasciato la pelle, nonostante centinaia di esche disseminate) sarebbe da ricercarsi, con sicurezza assoluta, tra gli ex ufficiali di Marina.
Un particolare che restringe di molto l’ambito di esplorazione del possibile protagonista, da individuarsi a questo punto tra gli 85enni residenti in via Crocioni e dal passato in Marina militare.

Due auto di Polizia Locale in via Crocioni 1 ad Ancona

Un identikit stuzzicante ma incompleto che domenica mattina e pomeriggio ha spinto OSIMO OGGI in trasferta, ad indagare sul terreno su un allarme – quello della salvaguardia della vita dell’amico dell’uomo per antonomasia – che esce prepotente da Ancona per trasformarsi in sdegno e rabbia crescente in tutto il Paese.
Così, mentre da da Cologno Monzese la troupe di Striscia la Notizia, giunta fino ad Ancona per mettere insieme l’intricato puzzle di informazioni accumulatesi in due anni, rincorreva in strada possibili testimoni dei testimoni… e mentre il Sindaco Valeria MANCINELLI, dalla propria pagina Fb, nell’invitare la gente a tirare un sospiro di sollievo, assicurava gli anconetani che il vile gesto “verrà punito”, plaudendo all’operato della Polizia locale… insomma mentre tutto questo accadeva, siamo andati a toccare con mano, sino a svelare, l’identità del sin qui mancato protagonista: Giovanni BETTO, 86 anni a marzo, età decisamente avanzata ma ben portata, ancora lucido di mente e già Capo segnalatore, in congedo, di Marina militare: da 40 anni residente nel quartiere bersaglio delle esche al chiodo, più esattamente giusto al ricordato 1 di via Crocioni.
Ad inchiodare l’anziano sotto Ufficiale, per ora, a responsabilità documentate da due diverse denunce (a firma della Comandante di P.L. Liliana ROVALDI, rispettivamente inoltrate in Procura a marzo ’21 e a febbraio ’22) è il paziente lavoro messo insieme, negli ultimi 11 mesi, da una “pattuglia anti killer” dedicata appositamente dal Comando anconetano ad indagini per ora – sembrerebbero – a lieto fine.
“Più che ad un servizio mirato – ha specificato la ROVALDI – abbiamo dato vita ad un lavoro finalizzato, quando possibile – per tipicità di giornata e orario – al contrasto di azioni a dir poco inqualificabili, specie se a danno di animali indifesi come i cani, ormai parte integrante di moltissime famiglie.

Wurstel ai chiodi ritrovati alle Brecce Bianche

Confermiamo che entrambe le denunce, formalizzate a marzo e la scorsa settimana, riguardano la stessa persona, quantunque i casi di esche disseminate nel quartiere e in mezza Ancona, non siano diminuiti tra una denuncia e l’altra.
Posso aggiungere che, tra un caso e l’altro, abbiamo operato in maniera diversa. Mentre nella prima denuncia si è ricorso anche all’utilizzo di telecamere e relativi filmati, che in alcuni casi riprendono il gesto dell’uomo nel lasciar cadere a terra, estratto dalle tasche, il ghiotto pasto purtroppo arricchito da chiodi, viti e aghi (in genere a doppia punta, NdR.) – spiega la Comandante della Polizia locale di Ancona – nel caso della seconda denuncia abbiamo operato cercando di venire a contatto fisico del nostro uomo il più possibile, così da coglierlo in fallo attraverso modalità non dubbie”.
Se queste doppie accuse, accumulate da un anno all’altro, basteranno per rimandare a giudizio il militare Giovanni BETTO, sarà il lavoro di analisi della Procura dorica, con i tempi della Giustizia, a darne conto alla pubblica opinione.
Al momento, per restare in argomento, tutto tace sulla sorte degli atti sottoscritti domenica 14 marzo 2021, quando BETTO, dopo l’esordio con una segnalazione casuale, fatta da una donna al proprio convivente Carabiniere, venne “riconosciuto” una prima volta.
Ad oggi, anzi, facendo nostra l’intervista rilasciata al “Carlino” dal sicuro protagonista alla collega Marina VERDENELLI, Giovanni BETTO per quanto indicato dalle carte e battezzato dall’opinione pubblica del quartiere come sicuro colpevole della lunga scia di bocconi appuntiti, pare da considerarsi come un possibile innocente, vittima di un clamoroso scambio di persona.

Giovanni BETTO, 85 anni, Sottufficiale di Marina militare in congedo

“Non odio i cani – ha evidenziato il marinaio in pensione nel corso dell’intervista – e davvero non comprendo perchè, secondo i tanti del quartiere che da un anno mi guardano male, dovrei essere considerato il responsabile di quanto accade per Ancona. Per questa storia mi sono ammalato. Da quando è finita sui giornali, tutti a Brecce Bianche hanno compreso, pur senza il mio nome, che il bersaglio da colpire ero io! Per il dolore accumulato mi trovo in cura, alle prese con una tachitardia, costretto a pillole giornaliere. Addirittura non mi sento più libero neanche di uscire di casa da solo o di mettere una mano in tasca per prendere il fazzoletto e soffiarmi il naso… ho paura che risucceda, come un anno fa, che qualcuno torni ad aggredirmi, pensando a chissà cosa stia facendo…
Prima di tutto questo avevo una consuetudine: mi piaceva uscire di casa e farmi un giretto mangiandomi una banana. Ho smesso da tempo di fare anche questo. Non so cosa pensare di questa storia e non perchè sono stato individuato, addirittura due volte, come responsabile di quanto accaduto. Io, in coscienza, so di non aver mai acquistato wurstel in vita mia… non mi credete? Guardatevi gli scontrini della spesa… In ogni caso non c’è l’ho con nessun cane, credetemi. Avete sbagliato persona”.

Il Comandante della PL di Ancona Liliana ROVALDI

Sulla stessa linea, stando all’intervista de “Il Resto del Carlino”, anche la moglie e il resto dei familiari, increduli nel riconoscere l’anziano capo famiglia quale responsabile dei bocconi-trappola.
E nessuno, in casa, ha dubbi. “Le due denunce? Lo hanno solo identificato senza dare troppe spiegazioni… non si capisce bene neanche a cosa fanno riferimento. Possiamo assicurare il quartiere e tutti che Giovanni è estraneo ai fatti e a ciascuno di quegli episodi descritti”.
Appartamento decoroso, in ordine, curato anche nei particolari. La famiglia BETTO ci osserva mentre gettiamo un occhio ai tanti diplomi conseguiti dal Capo segnalatore di Marina in anni di vita militare; documentazione in aperto contrasto con la personalità di chi si vorrebbe divertire a girare attorno casa o per Ancona alla ricerca di spazi verdi su cui lasciar cadere invitanti bocconi di morte.
E allora? Chiusura affidata ad un Giovanni BETTO sfinito da una vicenda che, in tarda vecchiaia, certo mai più pensava di vivere: “Giuro, non sono io. Si stanno sbagliando tutti. E questa accusa non mi fa più vivere. Ormai è un anno che subisco, in silenzio, una autentica e gravissima calunnia… così non vivo più”.

Anche il Gabibbo in azione ad Ancona
Anche il Gabibbo in azione ad Ancona

L’anziano, indicato dall’inchiesta di Polizia locale due volte possibile protagonista, ricorda con commozione l’episodio di 11 mesi fa. “Fu di domenica. Era il 14 marzo e mi trovavo praticamente davanti la chiesa di San Gaspare quando un giovane mi bloccò alle spalle accusandomi di avermi visto gettare in terra dei bocconi. Arrivò un Carabiniere e poi la Polizia locale. Proposi io stesso di perquisirmi. Se ero stato io a buttare del cibo avrei potuto averne delle tracce in tasca. Ci pensò mia figlia a farlo, svuotandole davanti a loro. Da allora la mia vita si è trasformata in incubo quotidiano e in una brutta accusa che non passa mai: un’accusa senza basi che i miei 40 anni in questo quartiere non avrebbero meritato. Io non ho fatto nulla”.

Valeria MANCINELLI, 67 anni, Sindaco Ancona

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