IL VIRUS PRETENDE LA MORTE NUMERO 14: CHIUDE G MODA
DOPO I DECESSI DELLE PERSONE E’ IL TURNO DEI NEGOZI

IL VIRUS PRETENDE LA MORTE NUMERO 14: CHIUDE G MODA DOPO I DECESSI DELLE PERSONE E’ IL TURNO DEI NEGOZI

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Sincera commozione per Barbara Fani: “Dopo 16 anni è arrivato il momento di riflettere, fermarsi e chiudere”. Per l’atelier di Campocavallo liquidazione totale fino al 30 giugno, poi lo stop


Quattordicesimo decesso in città per Covid, primo caso tra gli esercizi commerciali. A rendere l’anima a Dio è Barbara Fani, titolare dal 2004 del negozio di abbigliamento femminile “G Moda”, a Campocavallo.

Certo, diversamente dalla vicenda toccata al ristoratore Tarcisio Morbidoni o al fruttivendolo Benedetto Spinsante, solo per restare ai casi osimani più eclatanti di coloro che hanno pagato con la vita la pandemia cinese, la signora Fani può ancora dirsi “fortunata” riuscendo a raccontare la propria disavventura.

Raccontarla a chi? Forse alle proprie ex clienti superstiti che, dal 30 giugno, non rivedranno più alzata la serranda del negozio, chiuso ufficialmente per Covid.

Il negozio di abbigliamento femminile in Via Saragat a Campocavallo, vittima del Covid

Non certo al primo Ministro Conte che per mesi ha sbandierato agli italiani bazooka economici capaci di potenze mai viste. Appunto mai viste. Talmente mai viste che, come era troppo semplice immaginare, le nuove vittime del virus hanno iniziato da tempo a proliferare nel silenzio di attività chiuse, aperte a mezzo servizio, con personale ridotto e sempre maggiori costi e incassi svaniti come ricordi lontani.

L’attività della signora Barbara Fani, originaria di Arezzo ma residente a Castelfidardo, rientrerà tutto al più nell’elenco, super affollato quanto anonimo, delle vittime collaterali, quelle senza un volto; eliminate di fatto da un Governo incapace di fronteggiare, al tempo stesso, emergenza e strategia, sicurezza e rilancio, salute dei cittadini e tutela delle imprese.

A riportare tutti alla realtà, come sempre, tocca ai cittadini, a quelli rimasti indietro, dimenticati e quindi costretti a morire.

La notizia della chiusura obbligata per fine mese di “G Moda” è stata data, non a caso, dalla stessa titolare con un comunicato ai giornali.

“E’ con grande rammarico che mi trovo costretta ad annunciare la definitiva chiusura, il prossimo 30 giugno, di “G Moda”.

Dopo 16 anni di intensa attività, sono tanti i ricordi e i momenti passati insieme, all’interno di questo negozio. Ogni persona entrata – ricorda Barbara Fani – ha raccontato una storia e lasciato un segno; i vestiti scelti, le occasioni per cui vengono acquistati, le storie che raccontano, spesso mi hanno fatto sentire parte della vostra vita.

Se mi stai leggendo – continua la negoziante – probabilmente sei una di quelle persone che, almeno una volta, ha avuto il piacere di sorridere con un vestito scelto insieme; una di quelle persone con cui ho trascorso del tempo felice; una di quelle persone che, entrata per un vestito è rimasta a raccontarmi la propria vita, i desideri, le proprie sofferenze. Probabilmente tu sei una di quelle persone che in 16 anni mi ha supportato affidandomi la responsabilità di colorare i momenti felici di una vita.

Una bella immagine di Barbara FANI, titolare toscana del negozio G Moda

Purtroppo il nostro Paese è stato sottoposto ad una sfida durissima, una sfida che in qualche modo ci pone davanti a delle scelte anche difficili… ma sono sicura che sapremo cambiare e sapremo ricominciare a vivere come facevamo prima!

In tanti anni trascorsi a fare quello che più amavo, non mi sono mai tirata indietro, anche di fronte a momenti difficili… ma questo è arrivato il momento in cui riflettere non basta più. Occorre fermarsi, riflettere e chiudere…

Scrivo queste parole – termina l’accorato ragionamento – con le lacrime agli occhi… voglio davvero ringraziare tutti per i momenti felici che mi sono stati concessi, la fiducia e l’amicizia avuta di cui sarà per sempre immensamente grata. Un abbraccio da Barbara Fani”.

Fin qui il commovente addio della commerciante. Raggiunta al telefono la donna ha confermato di essersi ritrovata sola di fronte ad una crisi improvvisa, col negozio chiuso per mesi ma ricolmo di nuove collezioni per matrimoni, comunioni e cresime andate ovviamente perse. A tutto questo, poi, ovvero oltre alla merce da pagare senza aver avuto la possibilità di avere incassi, la necessità comune a molti negozianti, di far fronte alla rata di affitto e a tutte le altre spese che non conoscono il Covid.

Un ultimo scorcio dell’atelier di Campocavallo, messo in ginocchio dal Coronavirus

“Fossi stata in un negozio di proprietà – ha amaramente commentato la donna – quantomeno avrei potuto tentare di andare avanti. Ma così è impossibile. Poi Campocavallo, per quanto la clientela mi abbia sempre sostenuto e voluto bene, non avrebbe potuto offrire occasioni extra per rientrare… la comunità è piccola e simili occasioni, una volta perse, devi solo avere la forza di riattenderle il prossimo anno”.

Una semplice lezione di economia – quella che viene da Campocavallo – unita a passione e spirito di sacrificio per il proprio lavoro; caratteristiche del tutto ignote ai nostri saccenti governanti.



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