RICETTE MEDICHE GONFIATE, “COLPEVOLE” UN SOLO FARMACISTA
CORTE DEI CONTI, CONTESTATI 92.000 EURO DI TICKET A STORANI

RICETTE MEDICHE GONFIATE, “COLPEVOLE” UN SOLO FARMACISTA CORTE DEI CONTI, CONTESTATI 92.000 EURO DI TICKET A STORANI

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L’inchiesta sulla clamorosa vicenda contabile innescata, anni fa, da un paziente del dottor Ginnetti. L’oncologo, accertate a proprio nome una serie di prescrizioni mai aggiunte e di conseguenti false firme, denunciò la macchinazione nonostante l’impegno in politica del professionista, nel 2014, nello stesso movimento civico


Responsabile di aver falsificato per anni svariate centinaia di ricette mediche; sia aggiungendo costosi farmaci che aumentando a piacimento la prescrizione originale.
Protagonista della macchinazione ai danni della Asur il farmacista osimano Federico STORANI, 36 anni, condannato recentemente dalla Corte dei Conti a rifondere lo Stato di circa 92.000 euro indebitamente accumulati grazie ai falsi in serie prodotti; cifra per altro già recuperata alla comunità in quanto sequestrata preventivamente da un provvedimento cautelare emesso dal Gip Antonella MARRONE.
Secondo i giudici contabili Federico STORANI – laureatosi farmacista nel 2008 alla Sapienza di Roma e ben conosciuto in città, oltre che per la propria attività all’epoca in centro storico, anche per aver preso parte alle consultazioni comunali 2014 con la Lista civica Patto sociale e 65 voti di preferenza – ha ideato e messo in atto in esclusiva il marchingegno; il suo socio di maggioranza e datore di lavoro, finito contemporaneamente sotto accusa con la medesima accusa, è infatti stato riconosciuto dalla Corte all’oscuro di quanto messo in atto da STORANI per ottenere dalla Regione maggiori ed indebiti rimborsi farmaceutici.

Federico STORANI, 36 anni, farmacista osimano

Cosa è accaduto, allora, per lungo tempo ad Osimo – dal 2014 al 2016 circa – ai mutuati che, appena usciti da un ambulatorio medico, si rivolgevano alla prima farmacia a tiro per portare a casa la terapia indicata?
Raramente nulla di particolare se la ricetta, quella rossa, un tempo redatta a mano dal medico di famiglia, era già al limite di legge di pezzi consentiti; se però il documento offriva ancora spazio legale utile per aggiunte, poteva benissimo finire alterata; sia aggiungendo quantità al farmaco già prescritto dagli ignari medici di famiglia che aggiungendone a piacere, di fantasia… a questo punto badando di scegliere tra le specialità salvavita e/o gli antitumorali, non per nulla i più costosi dea sostenere per il sistema sanitario nazionale.
Il facile giochino, portato avanti all’insaputa del socio e datore di lavoro di Federico STORANI (liquidato ad inizio 2018 con il diffondersi della notizia e da allora al lavoro ad Ancona presso la farmacia del Pinocchio) probabilmente sarebbe ancora in auge, essendo stato ideato basandosi essenzialmente sulla quasi assoluta certezza di mancati controlli in casa Asur; ovvero da parte di chi rimborsa a piè di lista le fustelle presenti sulla ricetta.
Ad Osimo però un piccolo particolare, non prevedibile, è sfuggito a questa logica allorquando un paziente del dottor Achille GINNETTI, oncologo e per ironia della sorte nel 2014 in lista nello stesso raggruppamento civico, denunciò al medico una stranezza nella propria ricetta.
GINNETTI, anzichè sorvolare sull’accaduto, pensò bene di andare a vedere cosa fosse successo nello specifico, scoperchiando di fatto un calderone tutto uguale di ricette gonfiate. Bastava un semplice tratto di pennarello e una firma a mò di imitato scarabocchio per aggiungere all’originale costosissimi medicinali o inventarne di sana pianta.
Ai clienti, inoltre, venivano consegnate solo le esatte medicine previste, ottenendo in tal modo il risultato di non allarmare il paziente e soprattutto precostituirsi un piccolo magazzino di preziosi medicinali, per ogni possibile utilizzo illecito. Compreso la commercializzazione sul mercato parallelo, all’estero, in nero, degli ambiti prodotti farmaceutici.
Tutto questo fino alla fine, grosso modo, del 2017 quando il dottor GINNETTI venne casualmente a scoprire e denunciare l’inghippo.

Ad Achille GINNETTI il merito di aver intuito la frode

Ad operare per primi furono i Carabinieri del Nas, con il Maggiore Sandro SBORGIA a coordinare le indagini promosse dal Pubblico ministero della Procura di Ancona Ruggiero DI CUONZO; l’inchiesta, inizialmente a carico anche dell’altro farmacista, si rivelò di tutta sostanza, tanto da portare a chiedere e ottenere il sequestro preventivo di circa 92.000 euro, pari al danno equivalente evidenziatosi in casa Asur, dai conti dei due professionisti. Oltre alla momentanea interdizione dalla professione, coincidente per STURANI con il cambio del datore di lavoro da Osimo ad Ancona.
Nei giorni scorsi, con la definizione della Corte dei Conti, non appellata, il primo punto fermo sulla vicenda con l’attribuzione delle responsabilità di falso e truffa in danno dello Stato in esclusiva al solo Federico STORANI; non ancora fissato, dati i tempi della giustizia notoriamente elenfatiaci e appensantiti ancor più dallo scoppiare della pandemia Covid, il processo in Tribunale chiamato a far luce, anche sul piano penale, sulle ultime ombre non ancora squarciate dalla luce della verità.


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