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Soltanto ieri il TG5 delle 13 ha aperto il giornale annunciando, nei primi tre titoli, altrettanti episodi di cronaca nera riconducibili o a imprese di qualche baby gang o a legate a personaggi comunque appena maggiorenni.

In confronto – e qui siamo d’accordo – i fatti di Campocavallo – consistenti, al massimo, in scorribande notturne su motorini rombanti, in qualche bestemmia ostentata nel piazzale del Santuario, in piccoli danneggiamenti più o meno volontari e/o più in generale in una sensazione diffusa di pervaso degrado (che contrasta col quieto cicaleggio dei vecchi della frazione all’ombra del quadrivio) – rappresentano il nulla.

La locandina affissa in Parrocchia col tema in discussione venerdì scorso

Troppo spesso però, l’amore incondizionato verso i figli, specie quando male indirizzato e volto a coprire o sminuire le varie magagne dei pargoli, viene mal ripagato dai ragazzi che, non ripresi, si sentono autorizzati a proseguire nei propri atteggiamenti, a volte al limite del ricatto inconscio.

Tema dell’animata serata in parrocchia di venerdì, conclusasi senza cavare un ragno dal buco rispetto al tema in oggetto, era la richiesta, pare pressante, di reperire degli spazi al chiuso dove i giovani della frazione possano ritrovarsi e fare baldoria.

Richiesta quasi legittima, non fosse per il fatto che i ragazzi non hanno più 6-7 o 8 anni ma una decina di più e quindi già in grado di risolvere da soli la questione, senza rompere troppo a papà e mamma: e ancor meno agli abitanti della frazione.

Silvia MEZZELANI, Presidente del Consiglio di quartiere di Campocavallo

Pare assodato, infatti, che la settimana scorsa i giovanissimi partecipanti ai lavori in parrocchia siano stati quasi una trentina, tutti di Campocavallo e quindi senza infiltrazioni “straniere”, assiepati in buon ordine sull’ingresso in sala, ad ascoltare, senza troppa attenzione, le parole degli esperti e dei grandi.

Diciamo pare in quanto non è stato facile trovare conferma della descrizione fatta a caldo degli avvenimenti, sia per la indisponibilità a collaborare dei due avvocati relatori (Donatella BALEANI e Paolo MENGONI) che il venir meno alle proprie responsabilità di due o tre adulti, sui circa venti partecipanti ai lavori, rintracciati per fornire un chiarimento.

Padre Domenico SPADAFINA ha ospitato la serata parrocchiale sui temi giovanili della frazione

Abbiamo quindi dovuto forzatamente limitarci alle parole di Silvia MEZZELANI, Presidente del Consiglio di quartiere di Campocavallo, purtroppo, come noi, non presente alla serata.

Secondo la MEZZELANI, quindi, essendo innegabile il problema (di cui la riunione in parrocchia), si è trattato di una serata certamente animata, aperta al contributo dei giovani della frazione (quasi una trentina i partecipanti), purtroppo inutile sul piano dei risultati prodotti e segnata, semmai, dal comportamento sopra le righe di alcuni genitori, diciamo così… troppo temperamentali.

Più di una volta, esaurito il lessico imparato sull’antico abecedario, in cinque o sei si sono alzati in piedi e al limite del corpo a corpo han provato a spiegare, con le buone e le meno buone, che le proprie soluzioni erano di sicuro migliori di qualsiasi altra da esaminare.

Con simili presupposti e tali esempi, è già tanto che i soggetti dell’incontro se ne siano rimasti buoni ad osservare e giudicare, senza prendere le parti per l’una o l’altra posizione, consentendo quindi ai due oratori di concludere la lettura delle proprie tesi e dichiarare l’incontro chiuso, senza vinti o vincitori.

Di seguito la BALEANI e MENGONI hanno potuto lasciare il salone parrocchiale con le proprie gambe, senza l’ausilio dell’intervento dei Carabinieri – come accaduto in passato, a partire dalla scorsa estate, per qualche incursione notturna di rombanti motorini – a ripristinare un ordine pubblico talmente rientrato nella norma da vedere giovani e genitori chiudere il venerdì sera con una sfida a bigliardino.

Campocavallo, un tempo isola felice…

Riportando la “vicenda Campocavallo” nell’alveo di quanto verosimilmente accaduto, i presupposti per la nascita e lo sviluppo di qualche ben funzionante gang minorile, al limite infiltrata da possibili soggetti esterni e magari motivata dalla impossibilità di fare localmente gruppo (causa mancanza di spazi dedicati) registra al momento buone radici ma non ancora frutti maturi. Che si spera non debbano mai cogliersi.

A preoccupare, piuttosto, sono gli “alberi” di Campocavallo (e dell’Italia intera), ovvero i genitori chiamati a dare il buon esempio, troppo spesso “professionalmente” fuori contesto o indottrinati solo dalla Rete… e per questo convinti di essere in grado di insegnare qualcosa di utile anche ad altri o a qualcuno.

Tutta roba utile per organizzare una nuova serata sul tema: noi genitori, questi sconosciuti.

QUI io tuo commento:

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