𝗨𝗻 𝗼𝘀𝗶𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝟱𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗯𝗼𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘁𝗿𝘂𝗳𝗳𝗮. 𝗛𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗯𝗮𝗻𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝗿𝗼𝗱𝗶 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼. 𝗣𝗼𝗶, 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗱𝗶𝗲𝗰𝗶 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶, 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗿𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘃𝗶𝘃𝗼 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 “𝗰𝗹𝗼𝗻𝗮𝗻𝗱𝗼” 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗹’𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶… 𝘀𝗽𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼!
La brutta moda di buttare nei discorsi, sempre più spesso, termini inglesi di cui, da buoni italiani, ignoriamo e/o neanche immaginiamo lontanamente il significato… sta facendo la fortuna dei nuovi truffatori on line, sempre attenti ad aggiornarsi alle novità offerte dalla tecnologia.

Se i giornali, ad esempio, avvisassero la popolazione della nuova truffa, detta in parole povere ma chiare “della presa in giro”, decine e decine di migliaia di possibili prede alzerebbero subito le antenne… quanto meno per non essere etichettati, da parenti e amici, come i nuovi fessacchiotti di turno.
Ovviamente in Italia è molto più figo storpiare termini sconosciuti, in questo incoraggiati tutti i giorni da media e Istituzioni, con sempre più italiani invitati a comportarsi da perfetti babbei… grazie alle nuove sceneggiate infiocchettate, ad esempio, con termine piacevole di “spoofing telefonico”.

Spoofing che altro non significa l’atto di scaricare su un cellulare, attraverso una banale applicazione pirata, la tecnologia utile a far apparire, al numero chiamato, un mittente noto o rassicurante, in genere di una utenza telefonica fissa. Esempio: la propria banca; oppure come accaduto ad Osimo, persino visualizzare il numero dei Carabinieri!
Ovviamente la tecnologia nulla potrebbe se, dall’altra parte, a rispondere “pronto”, non ci fosse lo sciocco di turno, facile ad impaurirsi e a credere alla chiunque.

Attenzione. Non stiamo parlando di truffe agli anziani (che presuppongono tutt’altra tecnica e abilità) ma di banali tentativi basati sulla stupidità del pollo agganciato.
Ad Osimo, venendo quindi alla notizia, a rispondere “pronto”, nei giorni scorsi, è toccato ad un 57enne (parrebbe teoricamente dotato di normale intelligenza) sul cui display è comparsa l’utenza della propria banca, esattamente l’ufficio antifrode.
Il bancario, in parole povere, informava, tutto trafelato, di aver scoperto un tentativo di intrusione informatica sul proprio conto corrente e che si rendeva necessario, per evitare di vedersi prosciugati i risparmi depositati in banca, trasferire con bonifico l’intero capitale su un conto protetto.
Il tutto con la massima urgenza dettata in minuti.

Comunicato all’osimano l’iban su cui eseguire il giroconto necessario, il 57enne, per fortuna almeno dubbioso, è stato raggiunto nel giro di poco da un’altra telefonata. Stavolta a chiamare erano persino i Carabinieri della Compagnia di via Saffi, in persona del comandante Maggiore Gianluca GIGLIO.
Cosa c’entrassero i Carabinieri con una incursione informatica ancora da avvenire, lo lasciamo alla fantasia e alla buona volontà del prossimo truffatore. Probabilmente, così facendo, dall’altra parte del telefono una seconda persona voleva avvertire il malcapitato, dopo la segnalazione dell’ufficio antifrode, di accelerare i tempi.
E per essere ancora più credibile lo sconosciuto affermava di essere nientemeno che il Maggiore GIGLIO in persona e anzi, se avesse voluto essere gentile per la premura, poteva, già che c’era, riconoscere una mancia pure all’ufficiale! Pronto il numero di PostePay 5333 1711….
Roba da pazzi o da troppo furbi. In questo caso pazzi furbi ma non troppo.
L’osimano, mangiata ampiamente la foglia, ha intuito la stranezza di queste telefonate preferendo, anziché effettuare il giroconto e salvare i risparmi, telefonare in caserma alla ricerca del Maggiore GIGLIO, quello vero.
A questo punto c’è voluto meno di un attimo, comunicati ai Carabinieri i dati della Postapay (unica cosa vera dell’intera operazione) risalire al proprietario, intestatario della tentata truffa. Trattasi di un poveraccio di Frosinone, 39 anni, sin troppo noto alle Forze dell’Ordine per dedicare il proprio tempo a turlupinare i sempre notevolissimi ingenui sparsi nello Stivale, facendo proprio il motto, per intenderci di quella autentica maestra di nome Wanda MARCHI.
“Ogni mattino, al risveglio, centinaia di cretini si sono appena alzati con me… al lavoro!”.
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