𝗟’𝗲𝘅 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼, 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗿𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲, 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮 𝘀𝘂𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 – 𝗱𝗮 𝗢𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲 – 𝗮𝘂𝗴𝘂𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀-𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼-𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮. 𝗜𝗱𝗲𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝘁𝗮𝗻𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗢𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼… 𝗮𝘂𝘀𝗽𝗶𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗯𝗶𝘀 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲
di Sandro PANGRAZI
E’ un PUGNALONI che promette battaglia quello che incontriamo, ben disposto ad una chiaccherata telefonica sulla Osimo che verrà.
L’ex Sindaco 2014-2024, da un anno fedele ad un klischee di basso profilo che non tolga riflettori alla candidata Michela GLORIO, in realtà in questi dieci mesi di sostanziale silenzio, un pensierino a ritornare alla politica attiva l’ha sempre mantenuto, confermando di rendersi “utilizzabile dal partito” per un prossimo impiego da candidato.
“Ciò che intendo dire – spiega PUGNALONI – è che dopo l’ottima serata di RICCI che ha scelto non a caso Osimo e che proprio in città ha sciolto le ultime riserve circa la candidatura a Presidente della nuova amministrazione regionale, anch’io mi sento di condividere, con Osimo e la platea allargata della Val Musone, un ruolo propositivo che possa vedermi al fianco dell’amico Matteo. A decidere, ovviamente, sarà il Direttivo provinciale del Partito Democratico, immagino già da luglio e comunque una volta archiviato il dato fondamentale delle Amministrative del 25 maggio”.

In effetti, in pochi mesi, tra il 25 maggio e il 28 settembre, Osimo potrebbe dettare e persino decidere la partita regionale, fino ad indirizzare i marchigiani ad un cambio di campo clamoroso, a distanza di appena 5 anni. Ce la vedi una nuova filiera istituzionale che, magari passando da PUGNALONI, possa raccordare il Sindaco GLORIO e il Presidente RICCI verso intese di spessore per la città e il comprensorio?
“Dal 6 dicembre, fin dalla caduta di PIRANI, stiamo lavorando per questo. Ad Osimo crediamo di essere arrivati ad un buon punto, con i cittadini che sempre più numerosi, in particolare quanti non ci hanno votato lo scorso anno al ballottaggio, ci ascoltano con interesse, disponibili a darci fiducia per una svolta di ripresa, troppo a lungo rimandata per effetto di quanto accaduto internamente al Centro-Destra.
A livello regionale, ugualmente, possiamo parlare di presupposti positivi che, dovessero realizzarsi proprio a partire dal voto su Michela GLORIO, porterebbero ad una sostanziale ribaltamento di quella filiera Istituzionale di cui, con ACQUAROLI e PIRANI, abbiamo trovato traccia solo nei discorsi e nelle promesse elettorali”.

Bene. Prefigurando un cambiamento a 180 gradi della politica, proviamo a spaziare con lo sguardo sui temi di respiro regionale che potrebbero tradursi in realtà. Strada di bordo: come andrà a concludersi questa vicenda ormai ultra ventennale che soffoca ogni giorno il traffico cittadino?
“Reputo la soluzione un traguardo a portata di mano per le possibilità economiche e politiche che verranno, ad iniziare dal nome della questione che ribattezzerei, in modo più appropriato, strada a scorrimento veloce o tangenziale su cui dirottare il traffico pesante e gran parte del flusso veicolare Ancona-Macerata non osimano.
Sia il tracciato (confermato a nord, NdR.) che l’impegno di spesa, limitato tra i 15 e i 20 milioni, possono farci sperare, una volta insediate le nuove Giunte ad Osimo e in Regione, in una soluzione rapida. Ricordo che fu proprio la mia Amministrazione ad approvarne il percorso attraverso l’inserimento del progetto nel Puc (piano urbanistico comunale), conforme quindi allo sviluppo urbanistico della città”.

Se la strada di bordo, da oggi tangenziale, rappresenta un problema storico ma con idee chiare di soluzione, altrettanto storica è la questione sanitaria con il vecchio S.S. Benvenuto e Rocco e poliambulatorio: come uscirne e cosa farne?
“Anche sul tema sanitario crediamo di avere idee chiare, già sottoposte, in parte, al giudizio degli osimani. Fondamentale sarà, da questo punto di vista, attendere l’entrata in funzione, riteniamo tra un paio di anni, massimo tre, del nuovo ospedale di Rete in corso di ultimazione all’Aspio di Camerano.
Il trasferimento dei servizi ospedalieri dell’Inrca non deve però farci perdere di vista sia l’attualità (da qui al 2027-2028) che il progetto di cosa far diventare il nostro ospedale in futuro.
Per l’immediato, se Osimo e la Val Musone potranno giovarsi dell’auspicata filiera istituzionale, propongo, da subito, che il S.S. Benvenuto e Rocco possa godere di una Direzione autonoma rispetto ad Ancona, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo.
Con simili presupposti sarà relativamente più semplice, una volta ottenuto il trasferimento al nuovo ospedale, ottenere per la città l’obiettivo di una “Casa di comunità” (nuovo appellativo del vecchio concetto di poliambulatorio, NdR.) e di un piccolo ospedale, cosiddetto “post acuzie” (termine orribile, quanto meno da rivedere, NdR.) in cui prendersi cura degli ammalati reduci da una fase acuta della malattia o post intervento chirurgico, ovvero quando la persona non è ancora in grado di fare rientro a casa e necessita di ulteriori interventi terapeutici e/o riabilitativi.
Entrambe le soluzioni, a nostro modo di vedere, potranno trovare casa presso il vecchio ospedale, così di mantenere un servizio importante nel centro della città e risparmiare, contemporaneamente, le esose soluzioni di affitto ventilate in questi anni dal Centro-Destra, vedi la vicenda per fortuna disinnescata, del poliambulatorio a San Biagio con costi e rischi ambientali terribili per la comunità.
Anche sul fronte sanitario non possiamo esimerci da critiche alla politica di ACQUAROLI, in particolare per aver ignorato, per non dire totalmente escluso, Osimo dai fondi possibili del Pnrr sanità”.

Terzo tema quello del lavoro e dello sviluppo economico: quale la ricetta di Simone PUGNALONI nel caso…
“Vedo nel prossimo futuro, per Osimo, uno spazio fisico in grado di ospitare un polo tecnologico fondato sulla collaborazione degli Istituti superiori, dell’università e del mondo delle imprese. Un centro ideato per consentire a queste tre distinte “gambe” della nostra economia pensante di collaborare per costruire relazioni, ad esempio, tra le diverse categorie produttive e il mondo della scuola, così da formare, nell’auspicio, le future nuove leve imprenditoriali sia a livello di manager che di lavoro specializzato. Insomma la migliore risposta per fronteggiare e vincere le nuove sfide che il mondo futuro ci porrà innanzi”.
Chiudiamo con una idea legata al turismo legato ad una visione, anch’essa, di possibile ricaduta economica sulla città. Cosa propone PUGNALONI se tutto…
“Propongo una soluzione sempre caldeggiata ma mai divenuta realtà quale Osimo Comune capofila della Riviera del Cònero in un mix tra mare e turismo extra spiaggia di qualità. Penso al quadrilatero Osimo-Loreto-Offagna-Camerano-Castelfidardo-Recanati che, unite alle bellezze della Riviera, potrebbe per davvero consentire al territorio un salto ulteriore nell’offerta complessiva. Una giornata ad Osimo alle sue Grotte e ai suoi Palazzi, a Castelfidardo al mondo della Fisarmonica, a Loreto col Santuario della Santa Casa e/o a Recanati attraverso la poesia di Leopardi, tutto racchiuso in 20 chilometri dalle spiagge di Numana, Sirolo e Porto Recanati, costituisce un vero tesoro che continuare a non sfruttare sarebbe un peccato.
Inoltre, non ultimo, desidererei spendere due parole sul turismo lento, fatto con la bicicletta, alla scoperta della natura, dei paesaggi e delle nostre contrade e anche dei piatti della nostra gastronomia. Anche da questo punto di vista Osimo può essere scoperta come baricentrica, a livello ciclo turistico, tra le spiagge della Riviera e le prime colline verso Filottrano e oltre utilizzando il patrimonio ciclabile giù esistente e che intendiamo ampliare.
Per essere più chiari, la nostra intuizione prevede, grazie ad un accordo da mettere a punto con le Ferrovie dello Stato, di eleggere Osimo stazione a punto snodale strategico di questo particolare turismo su due ruote, in partenza futura proprio dalla Stazione di Osimo, al centro di un territorio che pone in comunicazione il mare e la collina, la cosiddetta mobilità sostenibile attraverso l’intermodalità treno-bicicletta finalizzato alla massima valorizzazione di un territorio con ancora Osimo al centro”.

Per essere parole colte al volo, il confronto parrebbe aver spaziato su temi di discreto interesse. Come chiudiamo PUGNALONI?
“Con l’auspicio che gli osimani e i marchigiani possano davvero tornare a darci, in contemporanea, le chiavi della città e della Regione offrendo in cambio una visione di coerenza e capacità in grado di fare la differenza attraverso decisioni il più possibile condivise con la gente e i cittadini”.
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