LA GUERRA NON SPOSTA L’INTENZIONE DI VOTO DEGLI ITALIANI
IL 50% NETTO A FAVORE DI UN GOVERNO DI CENTRO-DESTRA

LA GUERRA NON SPOSTA L’INTENZIONE DI VOTO DEGLI ITALIANI IL 50% NETTO A FAVORE DI UN GOVERNO DI CENTRO-DESTRA

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Da un anno all’altro – marzo 2021, marzo 2022 – l’alleanza Meloni, Salvini e Berlusconi, con il concorso della quarta gamba, ha comunque perso parte del favore. Ad oggi Fratelli d’Italia recupera solo il 60% dei transfughi leghisti. Sull’altro fronte molto bene il Partito Democratico (+3.20) mentre non si esaurisce l’emorragia dei 5 Stelle: -0.70% e nuovo record negativo al 12.50%



Da un anno all’altro, marzo 2021 e marzo 2022, l’intenzione di voto degli Italiani continua a premiare i partiti del Centro-Destra.
Ammesso e non concesso che una tale distinzione di schieramento, dopo lo strappo per convergere sul MATTARELLA bis da parte di Lega e Forza Italia, possa ancora essere ritenuta corretta, i danni politici prodotti nel raggruppamento MELONI, SALVI e BERLUSCONI dal distinguo politico, ad oggi non paiono facilmente ricomponibili.
Ciò nonostante, si votasse in queste ore per il nuovo Parlamento, il voto della maggioranza sarebbe ancora ad appannaggio dell’alleanza o ex allenza Fratelli di Italia, Lega e Forza Italia più l’aggiunta, decisiva, della solita quarta gamba dei partiti minori.
Il settimanale appuntamento con i rilievi demoscopici stilati da DIRE-TECNE’ regala a Fratelli d’Italia un trend a crescere del +4.20% che bilancia solo parzialmente la perdita di consenso del movimento di Salvini -7.30% in giusto dodici mesi. Sostanzialmente stabile Forza Italia e i cespugli elettorali della quarta gamba, per un 50% netto e complessivo, in calo di oltre punti rispetto agli umori ad inizio primavera ’21.
Sull’altro fronte da registrare, al contrario, il sensibile recupero del Partito Democratico, forte di oltre quattro punti, a cui si sommano i + di Italia Viva e dei partitini senza rappresentanza per un totale Centro-Sinistra del 31.70%. Con l’eventuale sostegno di Sinistra italiana stimato in crescita dello 0.30% al 3.50% totale.
Quasi un punto in meno, per finire, per i 5 Stelle (dal 13.20% al 12.50%), oltre al voto disperso per le liste di pura presenza. Il tuuto sottoscritto da un campione rappresentativo di 1.000 votanti di cui solo il 57% ha comunque inteso partecipare al rilievo statistico.

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