NOMINE CAMPANA, CONTESTATE AD APRILE, RICONTESTATE A MAGGIO
TERZO MASCHIETTO SU TRE NEL CDA… E LA PARITÀ DI GENERE?

NOMINE CAMPANA, CONTESTATE AD APRILE, RICONTESTATE A MAGGIO TERZO MASCHIETTO SU TRE NEL CDA… E LA PARITÀ DI GENERE?

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Al posto del dimissionario Pietro Alessandrini il Consiglio comunale ha chiamato Luciano Taborro (area estrema Sinistra) a completare il trio con Francesco Pirani ed Enrico Taliani De Marchio. Nessuna traccia della parità di genere prevista nel bando


Luciano TABORRO, 68 anni, biologo, attivista di Ecologia e Futuro (area Verdi-Rifondazione comunista), 45 preferenze ricevute alle ultime Comunali ’19, è dunque il sostituto designato del professor Pietro ALESSANDRINI, dimissionario prima ancora di metterci piede, nel nuovo Cda del Campana.
Questo il risultato della surroga che il Consiglio comunale, relativamente al gradimento della sola maggioranza, ha deliberato nella tarda serata di ieri, come da Statuto dell’Istituto, con il solo voto dell’Amministrazione in carica.
Le minoranze, correttamente – come invece non si sono comportato Pd e cespugli nell’elezione di Enrico TALIANI DE MARCHIO (rappresentante con 0 voti dei gruppi di opposizione) – non hanno preso parte alla votazione.

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La nomina di Luciano TABORRO, piuttosto, se viene incontro all’aspirazione del neo componente Cda a portar il proprio contributo al raggiungimento di nuovi valori culturali, si infrange, non clamorosamente visto il lungo elenco di errori e trasgressioni alla procedura che queste nomine hanno comportato, contro uno dei requisiti basilari per partecipare alla selezione: quello della cosidetta parità di genere, invocato al punto 12.
Nella realtà, invece, dei tre nominativi scelti dal Consiglio comunale, tutti e tre sono maschietti… alla faccia del ricordato requisito, tale solo sulla carta. Requisito violato sfuggito a tutti. Più sfuggito che ad altri anche al Segretario GIULIONI, non nuovo, dopo il caso LUNA, a momentanei black-out.
Pur ritenendo la norma della parità di nomina tutt’altro che un passo in avanti rispetto all’unico criterio che le nomine pubbliche dovrebbero perseguire (ovvero valorizzare e/o premiare il merito), non possiamo non osservare come a non rispettare il dettato riformista siano stati, una volta di più, i partiti di Sinistra, bravi ad ergersi, a parole, a paladino dei più deboli… come altrettanto sanno fare, ma all’esatto contrario, quando dalle parole si deve passare ai fatti.

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Non per nulla proprio la capacità di trasformare “le parole in chiacchere (!)” – clicca qui – risultò l’apprezzata promessa elettorale, più di uno slogan vincente, che nel ballottaggio consentì a PUGNALONI di portare a se il gradimento degli indecisi e vincere, di un soffio, le Comunali ’19.
Di fronte a simili piani programmatici anche l’insediamento di Luciano TABORRO a componente del Cda del Campana, terzo maschio di tre nominati maschi, pare rientrare in pieno nella logica Pugnaloniana, tanto apprezzata dal 50%+1 degli osimani, quanto sopportata a fatica dal restante 49%+9.


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