RAZZISMO A SCOPPIO RITARDATO COLPISCE L’OSIMANA: MULTA 800 €
IL GUARDALINEE? UNA BELLA ALBANESE… MA NESSUNO LO SAPEVA

RAZZISMO A SCOPPIO RITARDATO COLPISCE L’OSIMANA: MULTA 800 € IL GUARDALINEE? UNA BELLA ALBANESE… MA NESSUNO LO SAPEVA

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La società giallo-rossa pesantemente sanzionata dal giudice sportivo. Alla base del provvedimento degli insulti, probabilmente sessisti, scambiati dall’assistente arbitro maceratese Hatidje FETAI come razzisti. Non ci sarà ricorso: “A conti fatti cambierebbe troppo poco”


Un grosso granchio. Un equivoco elevato a potenza; con tanto di banali insulti sessisti, tipici da stadio, scambiati per razzisti! Chi poteva immaginare che quella bella biondina, vista sbagliare un fuori gioco di rientro, non potesse contare su indiscussi natali italici al 100%… tradendo il suo nome una felice origine albanese?
Nessuno ovviamente. Men che meno i ragazzotti che con passione seguono i giallo-rossi al “Diana”, già in difficoltà nell’individuare con certezza un fuorigioco di rientro da un lampante off-side.
Apostrofando con i migliori epiteti di sempre, in uso codificato nei campi di calcio, specie se di categoria dilettanti, semmai gli ultras osimani intendevono equiparare la signora o signorina Hatidje FETAI al livello morale dei colleghi maschi. Da “arbitro cor…to” all’equivalente corrispettivo femminile, elemento indispensabile per rendere una idea.
Di certo gli ultras non intendevano misurare la fedeltà coniugale in base alle origini della stirpe, immaginiamo albanese della assistente arbitrale FETAI e comunque decisamente carina e fisicamente appropriata all’offesa da stadio.
Un epiteto sessista, dunque, certamente si… ma non frasi irriguardose che sfociano, appunto, sulla razza e costate all’Osimana offesa un conto salato da pagare: ben 800 euro, l’equivalente di un paio di incassi al botteghino!
Insomma l’ultima esperienza col Mondolfo – sconfitta sul campo per la capolista e super multa per la società – rischia di lasciare ingiusti strascichi anche dopo il triplice trillo di chiusura.

Il Ds dell’Osimana Giovanni GIACCO contesta l’accusa di razzismo per Osimana-Mondolfo

Non sappiamo, essendo giunti al Diana in ritardo, se lo speaker nell’annunciare al pubblico le formazioni in campo, abbia specificato, con il nominativo dell’arbitro e la sezione di provenienza, anche l’identità dei due assistenti di linea. Dubitiamo fortemente, però, nel caso l’altoparlante abbia nominato FETAI tra gli addetti ai lavori, che gli spettatori abbiano potuto prender nota che l’assistente potesse non avere sicure origini italiane; ammesso che a qualcuno nel 2021 possa interessare.
Di certo, speaker o non speaker, il pubblico osimano avrà notato la differenza tra il solito lungagnone che si agita su e giù per la linea laterale e le più morbide movenze che un’assistente femmina è in grado di assicurare al piacere degli occhi.
Certo se poi la capolista canna la partita e l’assistente, per quanto carina, sbaglia un fuorigioco evidente, diventa difficile, anche per la Federazione, pretendere che dei ragazzotti, avvelenati per la sconfitta imminente, commentino all’inglese con “la FETAI si farà…”.
Quello che non ci sta è il comunicato del giudice sportivo; documento che sulla base del referto arbitrale sottoscritto dalla terna di Osimana-Mondolfo ha multato la società del Presidente Antonio CAMPANELLI di ben 800 euro! Quanto? L’equivalente di due incassi!
“Per avere, la propria tifoseria, durante la gara e sino al termine della stessa, proferito ripetutamente frasi offensive, irriguardose e di stampo razzista nei confronti di un assistente arbitrale; e per aver lanciato all’indirizzo della stessa due fumogeni, uno acceso e uno spento, senza causare ulterori conseguenze”.
Senza voler sviscerare l’etimologia dell’insulto, siamo persuasi che qualsiasi frase poco carina proferita dai tifosi imbufaliti al riguardo della guardalinee, riguardasse, come ogni week-end, esclusivamente la sostanza del gioco, ovvero la capacità arbitrale dimostrata sul campo e al massimo infangasse la natura di genere della FETAI con epiteti sessisti. A mancare, soprattutto, è certezza che sia universalmente nota l’origine non italiana dell’assistente; a maggior ragione non è possibile attribuire all’Osimana la responsabilità che i cori da stadio dedicati dai suoi tifosi alla bella ma non altrettanto brava Hatidje, volessero colpire proprio questo aspetto, per così dire, razziale.
Se poi da qualche parte dovessero risultare, come probabile che sia, documenti in borsetta attestanti alla FETAI italianità pari a quella dei “connazionali” che l’hanno insultata come guardalinee e come donna… allora il discorso si farebbe complesso.

Dalla propria pagina Fb una bella immagine di Hatidje FETAI, assistente arbitro maceratese al centro dei provvedimenti del Giudice sportivo

Ugualmente, da parte societaria, sentita attraverso il Direttore sportivo Giovanni GIACCO, la multa con la pesante accusa di razzismo viene rigettata in quanto non rispondente a verità. In effetti lo stesso GIACCO, interpellato a distanza di quattro giorni dall’evento, neanche immaginava l’identità a rischio dell’assistente di gara, posizionata lato tribuna, al centro della storia. Figuriamoci quanto potevano saperne di razze ed etnie quattro ragazzotti, presenti al Diana, essenzialmente, per rinnovarsi un appuntamento serale. Ma tant’è.
“Quel che sappiamo che è con lo stadio non omologato e capienza massima ridotta a 150 persone – ha spiegato GIACCO – infliggerci una multa di 800 euro significa danneggiarci abbastanza. Faremo ricorso? Probabilmente no. Accedere ad un di più di giudizio comporta dei costi certi che anche un eventuale riconoscimento delle nostre ragioni non ricondurrebbe ad equità. Dispiace per questa etichetta di “razzisti” che non meritiamo e non sentiamo nostra. Lasciamoci alle spalle l’intera domenica e guardiamo avanti


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