SANTIFICAZIONE IN DIRETTA TV DI GRETA, ASPIRANTE GIORNALISTA
PER LA BECCAGLIA, IN 12 SECONDI, COLLEZIONE RECORD DI ERRORI

SANTIFICAZIONE IN DIRETTA TV DI GRETA, ASPIRANTE GIORNALISTA PER LA BECCAGLIA, IN 12 SECONDI, COLLEZIONE RECORD DI ERRORI

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Grazie alla ipocrisia e al politicamente corretto di cui è drammaticamente imbevuta la società di questo Paese, lo sfioramento delle rotondità, regalatole dal chiaravallese Andrea Serrani, potrebbe spalancare alla ragazza le porte della professione e persino della celebrità. Purtroppo ad un maschio non potrebbe mai accadere; e sembra giusto così


Il video ormai super famoso visto da tutta Italia

Guardando, anche senza troppa attenzione, il filmato di Toscana Tv a balzare evidente agli occhi è la grave mancanza di professionalità dimostrata dalla collega Greta BECCAGLIA, apparsa decisamente più adatta in favore di telecamera che a proprio agio con un microfono in mano.
In appena 12 secondi cronometrati – pregasi controllare – la bella ma meno brava giornalista (di cui però non abbiamo trovato traccia di iscrizione nell’Ordine della Toscana, ne tra i professionisti, ne tra i pubblicisti) è riuscita a stabilire un autentico record di molestie (arrecate e ricevute) e soprattutto è risultata capace di dimostrare come non si dovrebbe fare informazione.
In pratica la BECCAGLIA è riuscita, in rapidissima sequenza, a subire la manata sul culo sfioratogli da Andrea SERRANI, il rimprovero di un secondo tifoso nei pressi, lo sfioramento intenzionale di un terzo fiorentino… e subire il vaffa di un quarto, prima di riuscire finalmente ad intervistare un quinto viola, scelto con grande fiuto tra i curvaioli più esagitati, che così ha sentenziato alla decisiva domanda:
“Che sconfitta è stata?” Pronta la meditata risposta messa in bocca al tifoso: “Una sconfitta di merda! Empolesi va a fan culo…” – facendo in tempo a mostrare alla telecamera il dito medio ben disteso e concludendo con un “Finocchi… ” diretto alla più vasta platea televisiva, appena sfumato.
E dire che da studio l’avevano appena avvertita: “Greta non sarà facile”. Ma la collega, ipotizziamo a digiuno anche del fatto che la Fiorentina aveva appena perso per 2-1 un derby che conduceva 0-1 a pochi istanti dal termine, voleva a tutti i costi conoscere che clima c’era tra i tifosi dopo aver appena subito una beffa sportiva.
E’ finita come sappiamo con la cronaca, improvvisamente a fosche tinte, a farsi beffe di quella sportiva e soprattutto a spernacchiare, professionalmente parlando, una collega incautamente mandata allo sbaraglio, in solitario, in uno dei luoghi meno raccomandabili del pianeta informativo: un’arena calcistica post 90°, oltretutto non ancora riavutasi da un clamoroso doppio schiaffo sportivo che qualsiasi tifoso, se possibile, baratterebbe volentieri con ceffoni veri pur di cancellare la sconfitta.

Il dito medio mostrato in diretta tv al pubblico di Toscana TV all’unico tifoso intervistato dalla BECCAGLIA

Ancora non sappiamo se Greta BECCAGLIA, come osservato all’inizio, abbia in tasca un tesserino professionale o meno, allo stato, scartando l’ipotesi di abusiva, riteniamo possa essere inquadrata come praticante o collaboratrice; sappiamo però che persino un “non giornalista”, un collaboratore ad una qualsiasi testata, per par condicio magari di genere maschio, uno qualsiasi delle migliaia di ragazzi che ogni giorno affrontano il cammino verso una professione sempre più difficile, avrebbe fatto notare al proprio Direttore che posizionarsi fuori di una curva calcistica al triplice trillo finale, fosse anche di III Categoria, non è prassi da affrontare a cuor leggero; passi per una vittoria da esaltare, non certo dopo una bruciante sconfitta patita in un sentito derby.
Temiamo però che di tutto questo, regole non scritte ma pur sempre abc della professione, la collega Greta BECCAGLIA non abbia avuto nozione alcuna, tutto al più poche e confuse… forte di un microfono, di sicura bellezza e di altrettanta giovinezza, doti special che in genere aprono molte porte e facilitano, beato il genere femminile, tante professioni. Ma non sempre e non tutte le volte ciò accade. Male?

Nota a margine. Combattendo da anni contro i limiti, veri e/o artefatti, imposti al mestiere dalla privacy, sappiamo sulla nostra pelle quanto sia difficile, ogni giorno e ogni volta, onorare i lettori e la notizia con il nome e possibilmente il ritratto fotografico del protagonista. Non sempre la buona volontà è premiata. Anzi diremmo quasi mai! E’ sufficiente agitare – con rapinatori, spacciatori, ladri, truffatori e banditi vari che spesso, anzichè un nome e cognome, diventano un osimano, due marocchini o tre extra comunitari, rigidamente anonimi – le ragioni della riservatezza ed ecco che l’interesse dei lettori va a farsi beatamente benedire!
Nel caso di Andrea SERRANI, invece, all’improvviso, la privacy ritiene più ricreativo un momentaneo giro tra donne di malaffare, pur di sputtanare il chiaravallese a reti unificate – tv, radio, carta stampata e on line – quasi come dovessero raccontare la vera storia di uno sfigatissimo stupratore seriale, se non di un abietto pedofilo.
Implacabile con i piccoli, genuflesso con i potenti. Garante dove sei?


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