SAPPANICO, BED AND BREAKFAST CON AGGIUNTA DI COCA
ARRESTATO PER LA TERZA VOLTA L’ALBERGATORE LORIS BARLETTA

SAPPANICO, BED AND BREAKFAST CON AGGIUNTA DI COCA ARRESTATO PER LA TERZA VOLTA L’ALBERGATORE LORIS BARLETTA

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Blitz della Squadra Mobile dorica nell’agriturismo alle porte di Ancona, in carcere il titolare de “La Casa in campagna”, 57 anni. Le manette scattarono anche nel 2006 e nel 2011 per import di droga dalla Colombia. A tradire l’uomo una clientela sempre più importante, numericamente, non più invisibile


In tempo di Covid imperante e di chiusure forzate, quel bed and breakfast a Sappanico – La Casa in campagna – poteva assicurare, al massimo, l’effetto di una illusoria copertura e portare in cassa qualche misero ristoro per decreto.
Soldini di cui, però, Loris BARLETTA, anconetano di 57 anni, giunto al terzo arresto in carriera, non aveva fortunatamente particolare bisogno, avendo da tempo riconvertito l’agriturismo sulle colline del capoluogo a centro di spaccio per l’affezionata clientela.
A condurre la Squadra mobile dorica sulle piste dell’albergatore-spacciatore, come sempre, il vizietto innato dei consumatori, specie dei più giovani ed inesperti, di snocciolare alla prima occasione il filo e il segno del proprio fornitore di fiducia.

L’interno dell’agriturismo “La casa in campagna” a Sappanico di Ancona, al centro dell’inchiesta

Un lato debole della filiera (l’aspetto canterino) che proprio Loris BARLETTA dovrebbe conoscere bene avendo ispirato in prima persona, nel lontano maggio 2007, l’operazione “Santa Marta” costata all’epoca la libertà a 18 persone tra Ancona, la riviera del Cònero, Città di Castello e Milano; oltre ad identificare 22 insospettabili assuntori.
Giusto un anno prima, nel febbraio 2006, BARLETTA ci mise poco ad improvvisarsi confidente dei Carabinieri che l’avevano giusto arrestato con la droga – 150 grammi occultati nei tacchi delle scarpe – di ritorno da una vacanza in Colombia, giusto a Santa Marta.
Da prima furono sequestrate piccole quantità di cocaina; poca roba ma che comunque confermava l’attendibilità di BARLETTA a collaborare. Tanto che di lì ad un anno una intera organizzazione internazionale, capace di importare droga a chili sulla tratta navale Rio de Janeiro-Livorno, venne utilmente smantellata.

La droga sequestrata all’albergatore anconetano, rinvenuta in un vano di una cappa di aerazione in cucina

La lezione ricevuta, però, non fu compresa da BARLETTA che cinque anni dopo, nell’estate 2011, complice nuovamente il fascino esotico della Colombia, pensò male di poter rischiare il bis. Stavolta niente doppiofondo nei tacchi ma 220 grammi di cocaina occultata all’interno di statuine o inserita in confezioni di deodorante spry.
Così, superati i riscontri all’aeroporto di Bogotà, la valigetta contenente il carico non venne abilmente ritirata da BARLETTA una volta atterrato a Fiumicino; temendo un controllo di frontiera, l’uomo pensò, senza successo, di attendere di essere convocato dalla compagnia aerea per il ritiro del bagaglio perduto.
Un banale escamotage, frutto di una tecnica primitiva che fruttò, manco a dirlo, nuove manette. Gli addetti alla sicurezza di Fiumicino ebbero infatti tutto il tempo di verificare il contenuto della valigetta smarrita, risalire al proprietario e concordarne con BARLETTA la consegna all’aeroporto più vicino di Falconara. Peccato che i Carabinieri del “Raffaello Sanzio”, una volta firmato il documento di accettazione in quanto proprietario del bene, si materializzarono da ogni angolo arrestando per la seconda volta l’anconetano.

Loris BARLETTA, 57 anni, al terzo arresto in carriera

Fine dell’amore per la Colombia e per BARLETTA avvio dell’attività agrituristica a Sappanico con la Casa in Campagna, sperando di voltare pagina e – alle soglie dei 50 anni – ritagliarsi una nuova vita.
Un proposito rimasto tale, probabilmente, soltanto in avvio, quando il bed and breakfast, sulla spinta della novità, ha comunque attirato del pubblico e assicurato entrate.
Entrate, ad ogni modo, lontane dai soldi facili che la cocaina e altre specialità della casa, volendo, potevano tornare ad offrire.
Detto e fatto. Loris BARLETTA, pian piano si è così ritrovato all’esatto punto di partenza del 2006, aggravato dal fatto di non poter più rifornirsi in proprio col Paese Sudamericano ma di dover fungere da più modesto grossista locale. Insomma minori ricavi ma stessi rischi.
Gli stessi fatti correre ad altri, tanti anni prima, spifferando le modalità di import in Italia della droga; con tanto di circuito internazionale smantellato.
Insomma con queste basi la carriera di Loris BARLETTA, albergatore con extra di coca, non poteva sperare di concludersi con la meritata pensione.
A condurre i poliziotti della Squadra Mobile dorica, diretti abilmente da Carlo PINTO, hanno inevitabilmente pensato gli stessi clienti di BARLETTA, immemore del trattamento fatto subire ad altri.
Giovedì scorso gli agenti hanno così bussato alla porta de La Casa di Campagna per un blitz praticamente a colpo sicuro. Si trattava unicamente di rinvenire il luogo, all’interno del casolare, utilizzato per nascondiglio.
Ispezionando ogni minimo angolo, alla fine, gettando lo sguardo esperto tra i filtri della cappa della cucina, è saltato fuori il primo quantitativo previsto: circa mezzo etto di cocaina, giudicata purissima, per un valore di mercato di 5.000 euro.

Nella disponibilità dell’anconetano anche una serra per la piantumazione della marijuana

Successivamente, forti di essere sulla pista giusta, gli uomini del dottor PINTO hanno rinvenuto anche marijuana per oltre 2 chili, stimata una volta piazzata attorno ulteriori 20.000 euro di fatturato.
Non poteva mancare anche l’armamentario per il confezionamento in dotazione ad ogni provetto trafficante, oltre ad un piccolo quaderno in cui BARLETTA annotava, scrupolosamente, i movimenti dare e avere dell’attività; una sorta di partita doppia a testimonianza che lo spaccio era ben remunerato e assicurato da numerosi clienti.
950 euro in contanti, del resto, sono stati trovati in cassa nonostante l’agriturismo da tempo non producesse introiti.

La coca rinvenuta dalla Squadra Mobile di Ancona

Sotto sequestro anche una sorta di serra per alimentare il mercato fai-da-te: utilizzando la giusta luce e la temperatura più adeguata, l’anconetano era in grado di produrre parte della marijuana posta in vendita, segno di uno smercio fiorente.
Ciliegina sulla torta, a premiare l’abilità investigativa “vecchio stampo” del personale in forza alla Squadra Mobile dorica, anche il ritrovamento di una falsa carta in uso a Loris BARLETTA; pur producendo il volto dell’albergatore, il documento attestava una identità completamente diversa, alias sempre utile nel mondo della delinquenza.
Su disposizione del Pubblico ministero Irene BILOTTA, il 57enne anconetano è così stato tradotto, per la terza volta, a Montacuto, rinchiuso in carcere.
Dovrà rispondere del “solito”, vale a dire detenzione e spaccio sostanze stupefacenti; oltre che denunciato per falsità materiale.

L’esterno dell’agriturismo sulle colline di Ancona

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