“SESSO ORALE PER IL PASS? COLPA DELL’UOMO CHE HA ACCETTATO…”
“NEL ’22 ORMAI LIBERE DI VIVERE LA NOSTRA VITA, ANCHE SESSUALE”

“SESSO ORALE PER IL PASS? COLPA DELL’UOMO CHE HA ACCETTATO…” “NEL ’22 ORMAI LIBERE DI VIVERE LA NOSTRA VITA, ANCHE SESSUALE”

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Sara Bazzani, avvocato di Porto Recanati, contesta le circostanze che portarono l’infermiere Luchetti a farsi corrompere in cambio di una veloce prestazione. In realtà, in fatto di sesso, consenziente o indotto, è la società italiana ad aver da tempo confezionato linee guida comportamentali tali da far invocare al maschio almeno il rispetto della pari dignità.


Buongiorno,
la presente a seguito della lettura dell’articolo pubblicato, in data odierna, su OSIMO OGGI, per porre alcuni legittimi interrogativi a cui non riesco a dare risposta, premettendo di non intervenire per la professione che svolgo, né perché conosco le persone coinvolte.
Come persona in primis e come donna poi, vorrei esprimere il mio estremo rammarico e, se mi è concesso, profonda indignazione, per quello che ho potuto leggere.
Precisando che nulla si contesta in ordine alla necessità di riferire vicende di cronache ormai ben note e da cui, ovviamente, non posso che prendere le debite distanze, mi corre l’obbligo di rilevare come l’articolo tenda ad evidenziare, a mio modestissimo parere, ben altro.
Mi chiedo perché venga dato così tanto rilievo al fatto che una donna “più per sfizio”, “avvenente e spregiudicata”, “abbronzatissima”, “sposata ad un personaggio in vista”, abbia deciso di rendersi protagonista di un “lavoretto orale” .
La persona coinvolta viene definita “ADULTERA”, “L’EVA DI TURNO”, come se ancora nel 2022 decidere di vivere la propria vita, anche sessuale, possa integrare, in ogni caso, un REATO.
Proprio nell’articolo, invece, viene precisato che sulla “signora” “non incombe alcun reato”.
Mi chiedo, altresì, se ci sarebbe stata qualche differenza se la vicenda si fosse svolta a parti inverse; o se la donna avesse avuto 60 anni o se non fosse stata avvenente, oppure se fosse stata single o sposata con un semplice operaio (sempre con tutto rispetto per la categoria)?
Soprattutto è necessario mortificare una donna per un suo “sfizio”?!

L’avvocato Sara BAZZANI di Porto Recanati, già al centro di un curioso caso di cronaca elettorale per non aver potuto votare alle Regionali con indosso una mascherina nera, contesta l’impostazione dell’articolo

Mi chiedo come sia possibile, ancora oggi, leggere i toni, le espressioni e le frasi usate nell’articolo che ritengo vadano a colpire, senza motivo, la scelta di una persona di fare ciò che ritiene; senza dare il giusto peso, invece, alle condotte degli indagati.
In aggiunta, di non meno importanza, mi chiedo quale possa essere la motivazione sottesa alla scelta di pubblicare la foto di una donna seminuda ed in posa (ovviamente per un servizio fotografico), accanto a quella dell’indagato scortato dalla Polizia Penitenziaria (!).
Perché ciò che emerge è la colpevolizzazione della scelta di una donna e non lo scandalo delle false vaccinazioni e del conseguente rilascio di falsi green pass?
Certa che possa essere fornito riscontro ai miei interrogativi e, perché no, anche delle scuse, porgo distinti saluti.

Avvocato Sara BAZZANI – Porto Recanati


Cara Sara,
riteniamo l’articolo pubblicato, frutto della professionalità della redazione, abbinata ad un insperato colpo di fortuna (necessario in ogni attività) a portata di lettura di qualsiasi lettore maschio; figuriamoci se chiamato ad essere interpretato da lettrici donne che oggi giorno, in quanto femmine, sopravanzano notoriamente per capacità cognitive, di intuito o sola pura esperienza, l’altra metà del cielo.
Non comprendiamo, pertanto, ne i suoi “legittimi interrogativi”, ne il suo estremo rammarico e tantomeno la sua profonda indignazione per la divulgazione di particolari decisamente attinenti alla miglior comprensione della vicenda.
A lei forse è sfuggito il particolare, pur sottolineato, che vuole la protagonista del riuscito baratto non come una pasionaria no vax o una indomita virologa fai da te ma esclusivamente una signora che, per caratteristiche fisiche e modo di pensare, ha ritenuto giusto, lecito, anzi perfetto il suo modo di fare: io ti do una cosa che piace a te e tu mi dai una cosa che piace a me. Da specificare, a lei e alle poche che non l’avessero ancora capito, come “l’altra cosa” che sarebbe piaciuta alla donna in questione non era tanto l’atto sessuale tout court ma il green pass ottenuto per vie traverse. O anche, arriviamo a dire, solamente il gusto di trasgredire la legge; o magari confermarsi, in quanto donna, più forte di qualsiasi maschio.
Insomma le motivazioni nella testa di una bella donna non ancora 40enne, procace, spregiudicata, abbronzata e determinata potrebbero essere moltissime, tutte lecite guardando al mondo con animo femminile. Scelga lei la più morale. O la meno. Poco importa.
Poco importa, anche, nel 2022, ad una donna moderna così confezionata, di essere ben sposata o in vista – di rendersi adultera o solo ripercorrere vie del peccato più innocenti; tipo Eva, colpevole di aver morsicchiato una cavolo di mela o un banale lavoretto orale promesso e realizzato allo sfigato di turno.
Ognuno, in questa epoca, sottolinea giustamente lei, è libero e padrone delle proprie scelte. Più che mai se ti trovi nelle felici condizioni di pretenderle.

Il vaccino buttato in seguito alla falsa iniezione

A parti avverse, con un banale infermiere a proporre lo scambio, è così sicura sarebbe accaduta la stessa cosa? O forse, chi lo sa, magari proprio lei Sara, a leggere tal notizia sarebbe stata la prima ad indignarsi di tanta protervia maschile? Spererei di no ma conoscendo il mondo, raccontandolo tutti i giorni da 40 anni, non mi pare proprio andare tranquillo in questo verso.
Certo, per fortuna, esiste anche il rovescio della medaglia. Se la protagonista fosse stata meno bella, meno provocante, meno giovane, meno, meno, meno… probabilmente, si spera, avrebbe compreso da sola di come il mondo, in vecchiaia come in gioventà, dovrebbe teoricamente camminare.
Dopo di che, se prima le sue critiche non le comprendevamo, rinunciamo in partenza a farci una idea della sua arringa finale.
Quando avremmo mortificato, peraltro senza dare indicazioni utili al riconoscimento, una donna per semplice, come lo chiama lei, sfizio? E di di quali toni, espressioni o frasi dovremmo batterci il petto coprendoci il capo anticipatamente di cenere?
Ecco Sara, da lei, per concludere, visto l’inconciliabilità di ritenere unico un mondo ancora vissuto in chiave sessista, temiamo non sia lecito attendersi alcuna scusa per i maltrattamenti subiti dall’articolo.
Speriamo almeno che questa replica possa servire a far comprendere a quante più donne possibili come lei… che i tempi sono ormai maturi affinchè anche gli uomini chiedano con forza e ottengano l’ottenimento di pari diritti di genere.

Sandro PANGRAZI – Direttore

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