1 SETTIMANA DALLE MANETTE, NESSUNA TRACCIA DEL TERZO UOMO
È GIALLO PERSINO SULLA IDENTITÀ DELL’ULTIMO ORCO MANCANTE

1 SETTIMANA DALLE MANETTE, NESSUNA TRACCIA DEL TERZO UOMO È GIALLO PERSINO SULLA IDENTITÀ DELL’ULTIMO ORCO MANCANTE

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Intanto il professor Iannuzzi, tramite i propri legali, smentisce l’intero quadro accusatorio. “Fu sesso a due tra adulti consenzienti. A Scossicci non ci fu alcuna festa. A Porto Recanati l’incontro di due amici”. Intanto il Meucci e i “Civici per Porto Recanati” prendono le distanze: “A Castelfidardo l’insegnante è rimasto solo pochi mesi, a scuola quasi nessuno lo conosce…”. E la politica: “Che choc! Chi poteva aspettarsi questo da un professore?”


“Il terzo uomo? Per fortuna esiste soltanto nell’atto di accusa!”. Così l’avvocato maceratese Luca FROLDI, legale del professor Osvaldo IANNUZZI, ricostruisce per OSIMO OGGI la torbida vicenda del 24 aprile conclusasi – stando ai documenti che inchiodano in carcere l’insegnante e il muratore – con lo stupro denunciato dalla commessa anconetana.
“Quel sabato le cose non sono esattamente andate come raccontato dalla donna – attaccano subito FROLDI e LUPI, difensori del prof di sostegno al Meucci di Castelfidardo – ne tanto meno ci fu nessuna festa; solo l’incontro di due amici, dalle 13 a tarda serata, nell’appartamento di Viale Europa a Porto Recanati di IANNUZZI. Non due estranei ma persone adulte che si conoscevano.
La signora arrivò in casa, intendendo per casa l’abitazione del nostro assistito e non l’appartamento del fratello Luca (a Scossicci), attorno all’ora di pranzo. L’ospite proveniva da Ancona e nell’entrare trovò Luca e Osvaldo intenti in piccoli lavori di giardinaggio. A quel punto Luca ha lasciato l’abitazione lasciando soli la commessa e il padrone di casa. Risulta che i due siano usciti per comprare qualcosa da mangiare, per poi tornare in casa, fare pranzo e condividere insieme il pomeriggio.
Attorno alle 16.30 è poi arrivato Giuseppe PADALINO e di nuovo il fratello Luca, portando del vino, della musica e dell’allegria. Prima di cena, però, sia il muratore che IANNUZZI junior se ne andarono lasciando di nuovo sola la coppia.
Tutto è avvenuto – precisano gli avvocati del professore – in maniera del tutto consensuale, fino a tarda sera, quando la donna ha deciso di andar via per tornarsene ad Ancona.

Terzo uomo cercasi

Questa la verità. Ribadiamo che anche a casa del fratello, a Scossicci, tra il 24 e il 25 aprile 2021, ci sia stata alcuna festa; vi abbiano partecipato altre ragazze o persone e neghiamo, soprattutto, l’esistenza del cosiddetto “terzo uomo” (un 40enne mal descritto alla Polizia dalla commessa, NdR.) che con PADALINO avrebbe bloccato i movimenti della commessa mentre IANNUZZI la violentava. Neghiamo la totalità delle accuse mosse all’insegnante, a partire dalla ricostruzione oraria della giornata e dalla presenza di persone estranee a quelle sopracitate, quattro in tutto”.
Ed ancora: “Quanto ai messaggi telefonici minatori – spiega il duo difensivo maceratese – IANNUZZI nega con forza di aver mai fatto riferimento ai familiari della commessa come la donna sostiene. Sms che la stessa 35enne anconetana non è oggi in grado di riprodurre avendoli cancellati. Gli unici messaggi inviati (e qui accusa e difesa concordano) facevano riferimento alla proposta di IANNUZZI di tornare ad incontrarla.
Ma è sul fantasma del terzo uomo che ci interessa, di più, approfondire.
Sia prima, che durante ed anche dopo i due arresti ordinati dal dottor BONIFAZI, la Procura avrebbe dovuto avere estremo agio di conoscere, quanto meno, l’identità di questa persona. Non un passante nella vicenda ma una pedina fondamentale accusata dello stesso reato sospettato per IANNUZZI e PADALINO. Se davvero, come sostiene il racconto della commessa, tutti erano ad una festa in casa del fratello del professore, perchè nessuno ha ancora chiesto a Luca IANNUZZI chi fosse questo e quegli altri invitati? Nessuno, ad una settimana dal doppio arresto – concludono FROLDI e LUPI – ha ancora sentito la versione di IANNUZZI junior o di chiunque altro in grado di ricostruire la verità vera…”
In effetti, fermo restando ogni possibile strategia accusatoria messa in atto dalla Procura di Macerata, appare quantomeno strano che, ad una settimana dalle manette, il terzo orco, raccontato dall’accusa come decisivo per compiere la violenza sessuale fino in fondo, sia ancora uccel di bosco… tuttora persino sconosciuto a chi sta dando la caccia!
E se poi la ricostruzione difensiva, in corso di processo, dovesse trovare conferma dalle carte e dal racconto dei protagonisti, come sostenuto dai legali? Molte cose, a quel punto, dovrebbero essere messe in discussione, a partire dalla credibilità della vittima, oggi scesa al 70% e definita dagli inquirenti non più certa ma soltanto consistente.
In attesa di far luce tra due versioni diametralmente opposte – dove sesso rubato, cocaina e Batman (con tanto di minacce allargate persino alla sicurezza delle figlie della separata in casa) hanno lasciato posto ad amicizia e sesso consenziente condito da baci, rose e fiori – emerge sempre più inquietante il giallo del terzo uomo e della effettiva, persino decisiva, presenza sul luogo di uno stupro ormai presunto.

Il terzo orco mancante all’appello degli investigatori da ormai una settimana

Solo tattiche investigative, avallate dalla Procura, per chiudere a stagno e a sorpresa il quadro accusatorio o effettivamente traballa, sino a scricchiolare il quadro di insieme offerto dalla comessa al fiuto degli investigatori?
In attesa che le carte decisive dell’accusa vengano scoperte e avallate dalle indagini, registriamo crescente curiosità, nell’opinione pubblica, non solo locale, sulla identità del professor IANNUZZI.
C’è chi come il dottor FRISOLI, Preside del Meucci di Castelfidardo, se ne vergogna più di un pò mettendo in chiaro, ma solo ai giornalisti di fiducia, che l’insegnante di sostegno poco o nulla c’entra con l’istituto fidardense, vi avrebbe messo piede da appena un paio di mesi e risulterebbe agli occhi degli studenti e dei colleghi insegnanti poco più che uno sconosciuto (!), senza addebiti scolastici e persino in malattia nei giorni immediatamente precedenti l’arresto.
Anche sul fronte politico cittadino, ovvero Porto Recanati dove gli IANNUZZI si sono trasferiti da tempo dalla nativa Castellammare di Stabia, c’è sorpresa e delusione, specie nel gruppo denominato “Civici per Porto Recanati”, ispirato dall’ex Sindaco Roberto MOZZICAFREDDO e da rappresentanto dall’ex parlamentare Salvatore PISCITELLI (Centro-Destra), che lo scorso ottobre tentò fortuna alle elezioni Comunali, arrivando peraltro quarto e ultimo.
In questo caso il movimento civico aveva pensato per IANNUZZI senior, Batman per le amiche intime, ad un ruolo di coordinatore o qualcosa del genere nel futuro direttivo; insomma il personaggio giusto per incarnare e rappresentare i civici presso i portorecanatesi. Poi non se ne fece nulla, tanto da poter far esclamare i “Civici per Porto Recanati”: “Siamo scioccati! Come potevamo aspettarci questo da un professore? Insegnante di sostegno al mattino e predatore di sesso la notte…”.
E a proposito di sesso predato, c’è già chi sta scommettendo, in caso di condanna, sulla entità della pena rischiata da IANNUZZI e PADALINO e dal terzo uomo introvabile ma da trovare: da quando nel 2019 è divenuta legge la normativa contro la violenza di genere, nota come Codice Rosso, la pena per la violenza di gruppo è stata rideterminata verso l’alto; a partire da 8 fino a 14 anni! Quasi un omicidio.
A tutto questo, infine, tocca aggiungere l’aggravante, già contestata dalla Procuratrice di Macerata Rosanna BUCCINI, di aver commesso lo stupro giovandosi dell’uso di sostanze alcoliche e droghe, in grado di far aumentare la pena determinandola giusto un terzo in più.
Ecco perchè mettere le mani sul terzo, introvabile orco, costituisce ogni giorno di più esigenza primaria ai fini di stabilire la verità processuale.

Porto Recanati, sesso rubato o amore con consenso

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