VIRUS, IL GOVERNO A TUTTA VELOCITÀ VERSO IL BARATRO ECONOMICO
POPOLO ITALIANO, MATTARELLA E PD RESPONSABILI DEL NON RITORNO

VIRUS, IL GOVERNO A TUTTA VELOCITÀ VERSO IL BARATRO ECONOMICO POPOLO ITALIANO, MATTARELLA E PD RESPONSABILI DEL NON RITORNO

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Cura peggiore del male. Chiudere indistintamente l’Italia alle ore 18 significa ripetere gli errori tragici di marzo e aprile, sapendo di non avere alcuna possibilità di farcela. Superficialità, incompetenza e amore per la poltrona alla base della catastrofe


E’ tutto sbagliato, è tutto da rifare! Ci scuserà Ginettaccio se prendiamo in prestito il suo amabile refrain, ma a 250 giorni dalla prima apparizione notturna di CONTE in Tv (20 febbraio, NdR.), pare giusto raccontare anche la nostra sul trattamento infausto della vicenda virus da parte del Governo.
Tre, secondo noi, i principali colpevoli della drammatica situazione odierna. Nell’ordine: A) Popolo italiano, B) Presidente della Repubblica, C) Partito Democratico.
Proveremo a spiegare le nostre convinzioni – nel nostro caso valide anche prima del 4 marzo 2018 – che dovrebbero apparire oggi chiare a tutti, sia pure con l’ausilio del senno del poi.
POPOLO ITALIANO: se in 10.945.411 cittadini, dalla sera alla mattina, decidono di dare fiducia incondizionata ad un comico tv e ad uno specialista di internet combinati insieme, ebbene se il 32.68% della popolazione votante decide in tal senso, riteniamo non giusto che oggi, quello stesso popolo, possa piangere, protestare, sentirsi tradito dalle avverse condizioni che il fato, sottoforma di virus, regala loro. E a noi.
Semplicemente, troviamo, quello stesso popolo dovrebbe essere condannato a subire fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno le conseguenze politiche di tanta scelleratezza. Senza sconti. Sperando sia di utile insegnamento per un futuro degno dell’Italia e degli Italiani.

MATTARELLA Presidente non super partes, questa la maggiore delle accuse per il Presidente della Repubblica

PRESIDENTE MATTARELLA: nonostante il 32.68% dei votanti, i 5 Stelle non risultano il partito o la coalizione maggiormente preferita dai cittadini. 12.409.981 italiani, pari al 37% netto, votarono per il Centro-Destra a cui però, mai, MATTARELLA diede la chance neanche di ipotizzare un tentativo quale coalizione di maggioranza relativa. Anzi il Presidente lavorò utilmente prima alla disgregazzione della volontà del popolo (benedicendo l’alleanza contro natura tra 5 Stelle e Lega) e poi si adoperò per un’altra mostruosità parlamentare (5 Stelle + Pd) prevista dalle regole del gioco costituzionale ma non certo dagli elettori. Così facendo MATTARELLA, pur in regola con le norme che demandano al Parlamento qualsiavoglia maggioranza numerica, ha tradito per tornaconto politico, senza virgolette, la volontà di chi quelle elezioni (e tutte le altre che sono seguite) le aveva vinte con distacco.

PARTITO DEMOCRATICO: la vecchia alleanza Dc+Pci, o meglio quel poco che rimaneva dell’antico Scudo Crociato, sommato ad un Partito Comunista numericamente alle percentuali di sempre, il 4 marzo 2018 registrò un flop cosmico. “Soltanto” 7.914.726 italiani, 4 milioni e mezzo meno del Centro-Destra, si riconobbero nell’allora partito di RENZI. Si parlò giustamente di avviare una dolorosa e lunga “traversata nel deserto” senza pane e senza acqua a sufficienza; in realtà i Dem, dopo un anno di veloce purgatorio, si ritrovano al Governo pur avendo subito l’ennesima disfatta alle urne.
Ora, con uno Stato combinato in siffatto modo – MATTARELLA in scadenza a febbraio 2022 e la Legislatura da arciviare non oltre il marzo 2023 – è inevitabile che il virus abbia potuto riservarci, agevolmente, il cosiddetto colpo di grazia.
Già avere la consapevolezza di essere governati da due minoranze, tenute insieme solo dalla consapevolezza di essere condannate, nuovamente, dagli elettori, non è una prospettiva confortante da parte di chi, a giorni alterni, deve subire DPCM pensati e scritti, parrebbe – vedi, tra mille, le gustose vicende dei banchi con le rotelle e del bonus per i monopattini! – da improvvisati della politica, governanti della domenica, amministratori fai da te.
Se a questa consapevolezza diffusa, vale a dire di essere stati posti in mano, direbbe Totò, a degli “abusivisi legalizzati”, aggiungiamo non tanto l’inefficienza delle misure intraprese ma gli autentici autogol economici che in questi giorni sono tornati a minacciare gli italiani, ebbene la somma di una tal miscela rischia di non risultare contenibile a lungo per un popolo, sin qui, sia pur capace di scendere in piazza solo per i Mondiali di calcio.

I NUMERI DEL VIRUS IN ITALIA
I dati ufficiali raccontano che in 250 giorni, dall’inizio dell’allarme pubblico, gli italiani che hanno avuto a che fare con la malattia, risultando infetti sono stati 542.789; di questi coloro che ne sono usciti senza conseguenze particolari ammontano a 268.626 persone, grosso modo la metà del problema.
Restano, ma a casa, ovvero in isolamento domiciliare, vale a dire necessitanti di nulla se non di attenzione e buona fortuna, altri 222.403 persone.
Cosa resta del virus italiano alla data del 27 ottobre, 36ima settimana di convivenza con il Covis? Restano 12.997 ricoverati, con sintomi, nei vari ospedali, oltre a 1.284 più gravi necessitanti di una terapia intensiva. Stop. Uno stop a cui occorre, doverosamente, aggiungere anche il dato dei morti 37.479, pari a 150 al giorno, di cui l’85% ultra 70enne, ultra 80enne o ultra 90enne, già malato di suo come capita, di norma, a chi ha la fortuna di invecchiare.
Detto più chiaramente, i morti “giovani” (imputabili al virus + concausa pregressa) sono finora stati 5.308, pari a 21 al giorno. Per un termine di paragone interessante considerate che nella nostra Osimo la mortalità media consolidata è di un decesso al giorno e comprenderete che la pericolosità pratica del Covid per la vita degli italiani è stata sinora pari ad una moltiplicazione per 21 della realtà osimana. Molto ben poca cosa.

Il popolo italiano e il Partito Democratico sul banco degli imputati

DPCM E PROVVEDIMENTI… ORARI DEL GOVERNO
Convincersi e sperare di avere la meglio col virus utilizzando… l’orologio, entrerà purtroppo tra le barzellette più risibili della storia italiana. Per il momento, però, il provvedimento ha già iniziato a fare piangere e non se ne intravedono nemmeno tutte le conseguenze negative in fatto di economia, di per se già provata di suo.
Aver avuto una intera estate a disposizione per mettere a punto soluzioni vere di lotta al contagio e non aver combinato nulla di produttivo nei fatti, costituisce, in effetti, un’altra accusa mortale per qualsiasi Governo non fosse già deligittimato di suo.
Cosa avrebbe fatto un Presidente del Consiglio, supportato dal popolo e degno dell’autorità che gli Italiani gli hanno conferito?
In primo luogo, trovandoci a governare una autentica emergenza, un vero leader avrebbe chiesto al Parlamento e alle Regioni di avocare a se qualsiasi potere e decisione sul da farsi. Non avremmo così assistito alle varie vie milanesi, venete, napoletane o marziane di uscita dal problema.
Una sola cabina di regia, assistita da pochi ma competenti luminari da ascoltare (virologi ed economici), a cui far seguire provvedimenti con pochi ma significative e soprattutto chiare indicazioni per il popolo: mascherina, distanziamento e sanificazione.
Dopo di che avremmo affrontato il problema per città, quartieri, zone, aree di competenza, intervenendo in particolare sui trasporti pubblici – autobus, treni e metropolitane – causa inevitabile di assembramenti.
Come? Dotando il Paese di un parco autobus all’altezza (roba che non va a male a fine virus), raddoppiando la circolazione dei treni pendolari e stando bene attenti a non intasare le metropolitane istituendo “contatori” umani agli ingressi.
Dopo di che avreemmo liberizzato cinema, ristoranti, teatri e persino gli stadi. Come? Sempre con lo stesso metodo: facendo entrare pubblico distanziato non uno ma due metri e facendolo uscire, ad evento concluso, per settori in modo da non crearee intasamenti e nulla altro. Stesso discorso per l’ingresso, modulato a fasce orarie a seconda dello spazio (tribuna, curva, gradinata, ecc.).
Di sicuro non avremmo chiuso alcuna attività neanche per un minuto, mai. Perchè non esistono attività inutili, tutte sono vitali per mantenere il livello economico e di civiltà di un grande Paese come era e ritornerà ad essere, nonostante i 5 Stelle, MATTARELLA e il Pd, l’Italia.
Certo per fare tutto questo occorrono palle, qualità e consenso alle spalle. E soprattutto un nuovo Presidente – dopo l’amaro calice NAPOLITANO e MATTARELLA – finalmente davvero super partes. Tutti elementi che gli Italiani conosceranno, purtroppo non a breve e temiamo non in tempo per scongiurare un patacrac che si annuncia epocale.


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