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𝗟𝗮 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗮, 𝗿𝗲𝗰𝗮𝗻𝗮𝘁𝗲𝘀𝗲, 𝗱𝘂𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼, 𝗲̀ 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝘀𝗶𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗕𝗶𝗻𝗰𝗶. 𝗔𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗻𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗰𝗼𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼, 𝗠𝗶𝗿𝗶𝗮𝗺 𝗵𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗲 𝗶𝗻𝗻𝗲𝘀𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼-𝘃𝗶𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗼𝘀𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗟𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗮, 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗱 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 (𝗘𝗰𝗺𝗼), 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮. 𝗗𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗳𝗼𝗿𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶, 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲

Neanche due anni di vita (che compirà a gennaio) e già al terzo salvataggio al Bambin Gesù di Roma, una delle eccellenze mediche nazionali, probabilmente la migliore possibile, in campo pediatrico.

Protagonista sua malgrado di una vicenda fortunatamente a lieto fine è una bimba recanatese – Miriam – con papà osimano, Nicola BINCI, raggiunto al cellulare in quel di Roma.

Nata affetta da una malattia genetica rara, non diagnosticata in gravidanza nonostante i test effettuati – spiega il papà – Miriam è purtroppo una bimba abbonata al Bambin Gesù.

“Già dopo tre giorni i medici le hanno salvato la vita intervenendo a correggere una grave acidemia, in parole povere l’incapacità del fegato a metabolizzare correttamente le proteine, regalata in sorte a Miriam dalla genetica.

L’ambulanza del Salesi caricata nella pancia del C130 volato da Falconara a Ciampino

Nove mesi fa, infine, il trapianto del fegato, sempre al Bambin Gesù, è sembrato poterci aprire il cuore ad una speranza più solida potendo Miriam contare su un organo in grado di migliorare le funzioni generali digerenti, pur con i rischi tipici di un intervento, ancorchè salva vita, così delicato; ad esempio la probabilità con l’assunzione di farmaci immunosoppressori anti rigetto (tipici nei trapiantati) di contrarre infezioni.

E in effetti Miriam, costretta per la terza volta a ricorrere d’urgenza ai medici del Bambin Gesù, ha rischiato grosso ancora, sin da venerdì 25 ottobre dove dall’ospedale di Macerata la dottoressa FORNARO, quasi una seconda mamma per Miriam, si è prodigata per un trasferimento d’urgenza in Rianimazione al Salesi di Ancona e da qui a Roma, letteralmente al volo, grazie al prezioso interessamento del dottor SIMONINI, capace di organizzare la macchina dei soccorsi, in collaborazione con l’Aeronautica militare, con una staffetta aerea.

“Stavolta ad aggredire Miriam – spiega ancora papà Nicola – è stata una polmonite contratta post intervento. Occorreva nuovamente reagire subito e avvalersi della tecnologia all’avanguardia non disponibile nelle Marche. Da qui l’urgenza di trasferire la bambina, trasportata in ambulanza nella pancia di un C130 decollato venerdì mattina da Pisa, sceso a Falconara e di nuovo in volo verso Ciampino e il Bambin Gesù.

Ora Miriam si trova nelle migliori mani possibili e spera di riuscire a superare anche questa prova, più che invasiva, attaccata agli effetti della Ecmo (ossigenazione extra corporea); macchinario sofisticato, di rara utilità, in grado di rimettere in linea il normale funzionamento dei vari organi interessati a crisi da infezione batterico-virale sfociate nella polmonite.

Ora la speranza generale, a Recanati come ad Osimo, cittadine legate alla vicenda della famiglia BINCI, è di riportare presto a casa Miriam, sorridente ancora una volta.

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