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โ€œ๐๐ž๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง๐จ ๐ข๐ง ๐๐ฎ๐ž ๐ฆ๐ž๐ฌ๐ข โ€“ ๐๐ž๐ง๐ฎ๐ง๐œ๐ข๐š ๐’๐ข๐ฅ๐ฏ๐š๐ง๐š ๐’๐š๐ฅ๐ฏ๐š๐ญ๐จ๐ซ๐ž – ๐ฌ๐ข ๐žโ€™ ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐š ๐ฅ๐š ๐๐จ๐ฆ๐š๐ง๐๐š ๐ฌ๐ž ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐š๐ฏ๐ž๐ซ ๐š๐ฏ๐ฎ๐ญ๐จ ๐ง๐ž๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐ญ๐šโ€™ ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐ฌ๐ฎ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ, ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฉ๐ฌ๐ข๐œ๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐จ, ๐ฎ๐ง๐š ๐ฉ๐š๐ซ๐จ๐ฅ๐š, ๐ฎ๐ง ๐ฌ๐จ๐ซ๐ซ๐ข๐ฌ๐จโ€. ๐ˆ๐ง๐ญ๐š๐ง๐ญ๐จ ๐ข๐ฅ ๐Ÿ๐ซ๐š๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ƒ๐š๐ง๐ข๐ž๐ฅ๐ž, ๐š ๐œ๐จ๐ง๐Ÿ๐ž๐ซ๐ฆ๐š ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐๐ข๐ฌ๐š๐ ๐ข๐จ ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ข๐จ๐ซ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐š๐œ๐œ๐ž๐ง๐ง๐š ๐š ๐ฉ๐ฅ๐š๐œ๐š๐ซ๐ฌ๐ข, ๐š๐ง๐ณ๐ข ๐š๐œ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ฎ๐š๐ญ๐จ ๐๐š๐ฅ ๐๐š๐ญ๐š๐ฅ๐ž, ๐ฌ๐ข ๐žโ€™ ๐ซ๐ข๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ ๐š๐ ๐ฅ๐ข ๐จ๐ฌ๐ข๐ฆ๐š๐ง๐ข ๐œ๐จ๐ง ๐ฎ๐ง๐š ๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐š ๐š๐ฉ๐ž๐ซ๐ญ๐š, ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ง๐๐š ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐ข๐ง ๐ฎ๐ง ๐ฆ๐ž๐ฌ๐ž: โ€œ๐€๐ฅ๐ฆ๐ž๐ง๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ข๐ญ๐š๐ญ๐ž๐œ๐ขโ€ฆโ€

Prima utilizzati e subito dopo abbandonati da tutti, in primis da quei servizi sociali giร  assenti nel caso Ilaria.

A denunciare lโ€™isolamento, al limite della criticitร , di una famiglia in evidente affanno รจ Silvana SALVATORE, mamma di Ilaria e mamma di Daniele; figlio che, a distanza di un solo mese, รจ tornato giusto ieri a prendere carta e penna per denunciare lo stato di difficoltร , ai limiti della depressione, che la vicenda Ilaria e la conseguente โ€œperditaโ€ anche delle piccole nipotine Bayan e Imet, ha inevitabilmente causato, accentuato dal calore mancato di Natale, nel disagio umano del nucleo familiare.

A fine novembre il primo sfogo pubblico, il primo โ€œappelloโ€ a non dimenticare. Ad offrire la stura per una prima dolorosa pubblica ribalta, fu il femminicidio della giovane ucraina Anastasiia, strappata alla vita a Fano.

Nella giornata istituzionalmente dedicata al ricordo delle centinaia di scarpette rosse strappate alla vita, il Presidente del Senato Ignazio LA RUSSA e il Presidente della Regione Marche Francesco ACQUAROLI resero omaggio alla figura della ragazza deponendo un mazzo di rose rosse davanti lโ€™abitazione.

Un gesto doveroso, rimasto indelebile nella memoria di molti, tra cui Daniele MAIORANO; tanto da spingere il fratello di Ilaria a lamentarsi per la differenza di trattamento ricevuto, con una prima lettera aperta recapitata ai giornali.

โ€œCi sono per caso femminicidi di serie A e di serie B?โ€ โ€“ mise nero su bianco un giovane uomo in evidente difficoltร .

โ€œIo e mia madre Silvana ci sentiamo offesi. Chiediamo tutta la veritร  e giustizia per la nostra Ilariaโ€.

Nellโ€™imbarazzo delle Istituzioni nessuno ebbe il coraggio di replicare, non comprendendo, al di la delle parole, il disagio interiore denunciato dal familiare.

Daniele MAIORANO

Lโ€™altro ieri, dopo il no comunicato ai MAIORANO di poter rivedere, abbracciare e festeggiare almeno il Natale con le piccole bimbe (dallโ€™omicidio di Ilaria affidate ad una casa famiglia in attesa di affido), Daniele รจ tornato alla carica consegnando il proprio, stavolta alla carta stampata.

โ€œIo mi chiamo Daniele MAIORANO, sono il fratello di Ilaria morta lโ€™undici ottobre e quindi sono due mesi e mezzo quasi.

Girano voci che diverse persone sia di Osimo che frazioni sparlano ancora, e se non la smettono cominciano a partire le denuncie perchรฉ ci stiamo stufando ci sentiamo offese come famiglia.

E poi tutto questo ci addolora molto per quello che ci รจ successo perchรฉ รจ un dolore troppo grande, che non auguriamo a nessuno.

Dicono che noi lโ€™abbiamo abbandonata a se stessa, invece non รจ vero, perchรฉ era lei che veniva a casa nostra una volta la settimana per unโ€™ora, e noi a casa sua non ci potevamo andare e non ci raccontava mai niente.

Quello che abbiamo saputo รจ quasi tutto dai giornali (in realtร  solo OSIMO OGGI riportรฒ il tentato stupro di Tarik, NdR.).

Poi dicono che prendeva le botte anche da suo padre da piccola e loro come fanno a saperlo che vivevano a casa nostra?

Comunque prima di parlare di certe cose delicate รจ meglio che si informano, e non che parlano senza sapere come stanno le cose. Perchรฉ quel che dicono non รจ vero un bel niente, perchรฉ ora stanno facendo proprio schifo.

Siamo proprio delusi io e mia madre Silvana.

Infine che mio padre รจ morto nel 2007, che lo lascino riposare in pace e non infanghino la sua memoriaโ€.

Una serie di accuse, alcune anche gravi, vissute come assodate dalla famiglia MAIORANO che chiede agli osimani di smetterla con insinuazioni, deduzioni, commenti e sentenze.

Ilaria MAIORANO

Espressioni di un interesse, quello della gente, non rispondente esattamente al vero ma comunque percepito come reale da mamma e figlio che gridando di essere lasciati in pace in realtร  urlano silenziosamente lโ€™esatto contrario, ovvero lo status di comunitร  in difficoltร  depressiva, situazione di cui qualcuno dovrebbe farsi carico.

Sentita al riguardo mamma Silvana ha confermato che lโ€™unico contatto avuto con la struttura dei Servizi sociali fu la mattina dellโ€™omicidio, quando venne informata telefonicamente, degli avvenimenti di via Montefanese. Forse, ricordiamo noi, gli uomini e le donne dei Servizi incontrarono mamma e figlio allโ€™indomani della polemica fiaccolata per ricordare Ilaria, culminata con le accuse di inefficienza, ritrattate la mattina dopo, recapitate pubblicamente in piazza agli stessi servizi comunali.

In realtร , รจ parso di capire, nessun addetto ai lavori si รจ mai posto, neanche per ipotesi, lโ€™idea che madre e figlio, duramente provati psicologicamente e non solo, potessero avere bisogno di un sostegno. Non tanto pratico come ricevere pasti o pagamenti di utenze (settore in cui i nostri servizi pare eccellonoโ€ฆ ) ma dal punto di vista umano con una parola, il manifestarsi di uno sguardo, di una preoccupazione vera. Magari lโ€™intervento taumaturgo di uno psicologo.

Perchรฉ non รจ con la distribuzione di buoni pasto o lโ€™occuparsi con maggior urgenza in caso di minori, che si dovrebbe esaurire la gamma dei servizi a supporto delle persone; persone senza etร , minorati temporanei da turbe dellโ€™animo non visibili, abbandonate alle personalissime difficoltร  del vivere quotidiano.

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