40 ALPINI JULIA RISPEDITI A CASA DAI LIBICI IN QUANTO CLANDESTINI!
INCREDIBILE, MANCA IL VISTO E TRIPOLI RESPINGE I MILITARI ITALIANI

40 ALPINI JULIA RISPEDITI A CASA DAI LIBICI IN QUANTO CLANDESTINI! INCREDIBILE, MANCA IL VISTO E TRIPOLI RESPINGE I MILITARI ITALIANI

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Manca un timbro sui passaporti e Roma non muove un solo dito per evitare l’ennesima brutta figura internazionale. Eppure da quelle stesse coste partono tutti i giorni, verso l’Italia, centinaia di uomini privi di ben altro che una banale firma


Clamoroso al Cibali! Venerdì pomeriggio un aereo militare italiano, un Hercules C130 proveniente da Pisa, con a bordo 40 militari chiamati a svolgere operazioni di supporto al governo libico, è stato fatto atterrare a Misurata e immediatamente rispedito in Patria!
L’incredibile decisione, fatta valere dalla tribù al potere a Tripoli ai danni della Brigata “Julia” e di alcuni militaru in forza al Celio, è stata motivata dai libici col fatto che sui passaporti di alcuni militari, facenti parte del contingente, mancava una firma, anzi un timbro, esattamente il visto di ingresso!!!
Ora non vogliamo pensare a cosa sarebbe successo se, al posto dei 40 alpini della Julia, si fosse presentato in Libia, antico ma ormai ex bel suol d’amor, uno squadrone di marines americani privi di regolamentare visto!
Senza scomodare la potenza Usa, riteniamo però ragionevole che se ad atterrare a Misurata, venerdì scorso, fosse stato il contingente del Burkina Faso – ammesso e non concesso che il Paese centro africano ne disponga per operazioni di pace all’estero – il trattamento delle tribù sarebbe stato ben diverso.

Le autorità libiche hanno regalato all’Italia l’ennesima brutta figura internazionale

La cruda realtà descrive invece di un tipico caso di “respingimento” senza scrupoli, al pari dei clandestini, che dalla stessa Libia, tutti i giorni, a centinaia prendono il mare verso la vicina Italia!
Peccato che questa volta i “clandestini” siano risultati i militari italiani! E che nessuno da Roma abbia mossa un sol dito per evitare al Paese l’ennesima figura di peracottari internazionali.
Censurata da radio e televisione, in modo di non consentire agli italiani di sapere, ma pur sempre porta insegne dei peracottari europei, titolari di un prestigio internazionale pari a sotto zero!
Un trattamento ridicolo ed umiliante, senza distinzioni, per Roma e Tripoli. Rimandati a casa dopo poche, con lo stesso aereo utilizzato da Pisa, nuovi in direzione Toscana.
Tra i pochi a darne notizia in Italia, si distingue il senatore di Forza Italia Enrico AIMI, sul pezzo nel presentare ai Ministri competenti (Esteri e Difesa) una interrogazione in cerca dei dovuti chiarimenti.

La notizia del respingimento libico data in Italia solamente dal Senatore di Forza Italia Enrico AIMI

“La notizia purtroppo conferma – si legge in una nota del senatore azzurro – come il nostro Paese, a livello internazionale, non conti più nulla! Mentre in Italia arrivano dalle stesse coste, a ritmo sempre più serrato, migliaia di clandestini… dalla Libia ci impongono di tornare da dove siamo venuti!
E’ vergognoso che in ambito internazionale non ci più il dovuto rispetto. Anzi, ora si prendono persino gioco di noi…
Se avessimo un briciolo di dignità – conclude AIMI – dovremmo incominciare a contrastare l’arrivo di clandestini privi, diversamente dei nostri alpini, anche di qualsiasi documento di identità.
Questo gesto, oltre che gravissimo, irride l’Italia e legittima il mondo a trattarci non come l’Italia ma una qualsiasi Repubblica delle Banane. Il Governo ha il dovere di fornire immediate e credibili spiegazioni su una vicenda semplicemente inaccettabile”.


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