ACQUAROLI STORY, ASPIRANTE GOVERNATORE IN SALSA MASOCHISTA
E’ MANCATO SOLO LO SLOGAN “E ORA… FACCIAMOCI TANTO MALE DA SOLI!”

ACQUAROLI STORY, ASPIRANTE GOVERNATORE IN SALSA MASOCHISTA E’ MANCATO SOLO LO SLOGAN “E ORA… FACCIAMOCI TANTO MALE DA SOLI!”

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Ad Ancona presentazione nel deserto politico del candidato Presidente del Centro-Destra; primo appuntamento e primo smarcamento degli “affetti stabili” Lega e Forza Italia, indisponibili a tirare la volata al candidato imposto da Fratelli d’Italia


Esterrefatto. Basito. Sbigottito oltre il limite dell’orripilante.
E’ mancata soltanto la scena madre di una MELONI e un ACQUAROLI a braccia alzate a supplicare di non sparare perchè arresisi alla forza del nemico!
Raccomandazione tecnica. Se siete giunti a leggere sino a questa considerazione e ai quattro aggettivi in fila indiana, interrompete per una mezz’ora, rilassatevi, respirate profondamente e non credete ancora a quanto affermato da OSIMO OGGI.
Seguite fino in fondo il remake de “La banda degli onesti”, gentilmente offerto, ieri mattina, a cura della strampalata macchina elettorale di Fratelli d’Italia.
Cliccate giusto qui e ascoltate con le vostre orecchie, guardate con i vostri occhi e ragionate col vostro cervello.


Il video della conferenza stampa di presentazione di ieri ad Ancona

Bene. Ognuno di voi a questo punto è in grado di formarsi la propria opinione senza subire condizionamenti.
Anche noi ci siamo fatti la nostra. Purtroppo totalmente negativa di come le cose vengone fatte all’interno del Centro-Destra, oltretutto qui rappresentato ai massimi livelli regionali e nazionali.
Cosa abbiamo e cosa avete ascoltato?
Una conferenza stampa della MELONI e del candidato ACQUAROLI? Non diremmo. I giornalisti c’erano (OSIMO OGGI.it ovviamente non invitato) ma il luogo all’aperto, oltremodo ventoso, senza tavoli o almeno braccioli su cui prendere banali appunti, non hanno deposto a favore dell’ipotesi principale.
Se l’appuntamento non era con la dozzina di colleghi convenuti – andiamo per ipotesi – allora probabilmente il trio alternatosi al microfono CICCIOLI (3 minuti), ACQUAROLI (6 minuti) e MELONI (25 minuti) si è dato appuntamento ad Ancona per altro; forse per rincuorare, in vista della pugna, i 58 presenti 58 (contati uno ad uno e quasi tutti addetti ai lavori, candidati o aspiranti tali) radunati sotto il millennario Arco di Traiano?
Forse, terza ipotesi, il piccolo palco, i leggii, le scritte “ACQUAROLI PRESIDENTE” e soprattutto la contemporanea presenza nel capoluogo marchigiano del Segretario politico e del suo candidato Governatore, stava ad intendere che il Centro-Destra colà riunito stava per lanciare la madre di tutte le campagne elettorali marchigiane? per far “rinascere le Marche”?
Non lo sapremo mai. Almeno ufficialmente. Affidato alla solita, caotica, imperscrutabile regia rossa di Carlo CICCIOLI, l’evento a sorpresa della Fiamma (ci sembra alla fine giusto definirlo tale) si è tramutato nel flop mediatico più grave della Marca, secondo per conseguenze negative solo all’improvvida alleanza dei Piceni con Roma nella battaglia di Sentino (Sassoferrato), combattuta del 295 avanti Cristo.

Di certo nessun alleato a cui la MELONI ha costretto far digerire l’imposizione del candidato ACQUAROLI, si è fatto ad Ancona, nemmeno dei paraggi.
Della Lega nessuna traccia (emissari confusi nella piccola platea a parte); nessuna evidenza, idem con patate, anche da parte di Forza Italia e tanto peggio per l’Udc, di fatto dimenticato dalla MELONI persino nei saluti ufficiali, salvo riprendersi al volo una volta compresa la svista.
Alla faccia del bicarbonato di sodio! Ma senza scomodare una seconda volta l’arte di Totò, cosa si sarebbe aspettato il popolo marchigiano di Centro-Destra (e non certo il singolo elettore di Fratelli d’Italia) di toccare con mano ad Ancona?

Giorgia MELONI e Francesco ACQUAROLI si danno di gomito ad Ancona. L’ultimo sondaggio dà il centro-destra al 48%

Intanto una data e un orario diversi da un castrante ore 11 di un lavorativo giovedì mattina; una pubblicità adeguata all’evento, tale da favorire la massima partecipazione possibile; una location adeguata al format (piazza del Papa o il Passetto in libera scelta) e soprattutto – ma questo non andrebbe neanche detto – la presenza contemporanea di tutti i leader nazionali che firmano il progetto!
La clamorosa assenza di Salvini e Tajani (scegliete voi da chi far rappresentare l’Udc) ha costituito il messaggio, negativo, più evidente dell’autogol mandato in onda.
Come dire… ACQUAROLI te lo sei scelta da sola, piace a te, ritieni sei la miglior persona da spendere anche a nome nostro… bene inizia anche a votartelo!
Per i più deboli di memoria è stato come ringiovanire all’improvviso di 5 anni tondi e tornare a perdere tempo con ACQUAROLI proposto nel 2015 a Governatore da Fratelli d’Italia e una Lega al 6%, contro uno SPACCA portato da Forza Italia al 18%.
Il risultato fu che il popolo di Centro-Destra, comprese immediatamente l’antifona decidendo per la cosa più giusta da fare in una domenica di inizio estate: andare al mare.
Presero parte al voto meno della metà dei marchigiani e Ceriscioli, anche se ormai ai saluti, ancora ringrazia l’illuminata regia Ciccioliana.
Auguriamoci, visto da Centro-Destra, solo in una clamorosa falsa partenza, utile a capire che gli spazi per altri errori sono ormai esauriti; pena il venir meno del successo finale caro a tutti.
Pur essendoci tutte le condizioni migliori possibili e la disponibilità dell’elettorato medio marchigiano a prestare ascolto, per la prima volta da sempre a queste latitudini, alle ricette dell’altra metà del cielo… temiamo che l’abitudine a farsi reciprocamente del male, a tagliarsi ponti e gambe, a non mantenere la parola data possa emergere chiaramente da qui alla data del voto.
Se poi alle difficoltà di fare squadra aggiungiamo i timori, da sempre circolanti nell’ambiente, circa l’interesse di troppi affinchè le cose, nella sostanza, non cambino da una Sinistra eternamente al potere… allora, dopo Sassoferrato 295 A.C., toccherebbe rifarsi all’esempio di Badoglio 1943. Con gli stessi risultati pratici.

DA OSIMO A ROMA UN SOL GRIDO: "LIBERALIZZIAMO LA CANNABIS!"
SOTTOSCRITTO DA GIULIODORI +99 TESTO DA CONVERTIRE IN LEGGE
OSIMO TORNA A SPERARE DI ESSERE RAPPRESENTATO IN REGIONE
CICCIOLI CANDIDATO... E' INCOMPATIBILE CON LA GUIDA POLITICA

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