AUTOGOL PD, LATINI ACCUSATO DI AVER FATTO… L’AVVOCATO!
CON LA CALUNNIA I DEM METTONO IN MOTO LA MACCHINA DEL FANGO

AUTOGOL PD, LATINI ACCUSATO DI AVER FATTO… L’AVVOCATO! CON LA CALUNNIA I DEM METTONO IN MOTO LA MACCHINA DEL FANGO

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Tecnica straconsolidata: sparla, sparla, qualcosa resta. Peccato che gli incarichi professionali, accettati dal leader civico come legale a difesa degli Ospedali Riuniti di Ancona, portino la data di luglio e agosto 2020; quando il Presidente del Consiglio regionale non era nemmeno candidato!


Colpevole! Certamente colpevole di esercitare la professione… di avvocato!
Clamoroso autogol del Partito Democratico marchigiano che, tutto insieme, attraverso la totalità dei sette consiglieri regionali, ha sottoscritto contro il Presidente del Consiglio regionale Dino LATINI, un’accusa inesistente destinata prima a far sorridere. E poi riflettere.
La tecnica – ampiamente illustrata da Don Basilio al dottor Bartolo e nota al mondo col termine di calunnia – consiste nello sparlare a ruota libera del proprio avversario politico, certi che qualcosa di poco chiaro, a furia di parlare, rimarrà sul conto del meschino.
Peccato che stavolta il Partito Democratico, nella fretta di mettere in moto la macchina del fango, non si sia soffermato all’ABC della perfetta calunnia: ovvero verificare che qualcosa di tangibile, almeno una labile traccia dell’accusa, fosse effettivamente riscontrabile dall’opinione pubblica.
Nella gara a chi arriva per primo a colpire il nemico, il Pd ha così preso per oro colato le fallaci informazioni giunte dal Pd osimano sul conto dell’attività professionale svolta da Dino Latini, nella fattispecie a vantaggio dell’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona.

Dino LATINI, Presidente del Consiglio Regionale, Avvocato

In pratica, udite udite, il Partito Democratico tutto – per mano della totalità dei consiglieri regionali Andrea BIANCANI, Romano CARANCINI, Anna CASINI, Maurizio MANGIALARDI, Manuela BORA, Antonio MASTROVINCENZO e Fabrizio CESETTI – ha interrogato, con preghiera di risposta urgente, il Presidente del Consiglio Dino LATINI circa i proprio dafare professionale di luglio e agosto 2020 quando l’avvocato LATINI non solo non ricopriva l’attuale, rilevante, carica istituzionale odierna ma… non era nemmeno in politica!!!
E’ infatti sfuggito ai solerti censori, appena usciti clamorosamente sconfitti dalle elezioni del 20 e 21 settembre, come nell’estate scorsa il Presidente LATINI abbia tentennato a lungo sul da farsi, accettando la sfida delle urne solo dopo Ferragosto.
Va da se che come a luglio e agosto il predetto avvocato, come qualsiasi legale abilitato, abbia ricevuto offerte di lavoro da più parti, Ospedali Riuniti di Ancona compresi, in maniera del tutto legittima.
Ma c’è di più. Il gruppo regionale del Partito Democratico, pronto ad indignarsi e stracciarsi le vesta a comando, per un fatto che non sussiste, non tiene in alcun conto il fatto che non esiste alcuna norma che vieti ad un professionista, ancorchè temporaneamente rappresentante le Istituzioni, di esercitare in favore di Enti pubblici.

Fabrizio CESETTI, Pd, Avvocato

Esiste, tutt’al più, una questione di opportunità politica che con la vicenda, in ogni caso, non ha nulla a che fare essendosi consumata in estate. Piuttosto, opportunità per opportunità, cosa pensare di uno degli attuali firmatari, Fabrizio CESETTI, guarda caso un altro avvocato, il quale a gennaio 2021 si associa ad accusare di LATINI… di nulla e non più tardi di un anno fa, Assessore dell’Amministrazione CERISCIOLI, accetta l’incarico di curare gli interessi di un Dirigente dell’Arpam (Ente di riferimento regionale) indagato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata?
Agli atti regionali esiste in proposito una interrogazione, dell’allora Consigliere regionale della Lega ZURA PUNTARONI, e un faldone di almeno 10 pagine richiamanti di leggi e decreti all’epoca ricordati dall’Assessore e avvocato CESETTI per spiegare la propria, indiscussa, specchiata moralità di politico e professionista; correttezza indiscussa e parrebbe dovuta, ci mancherebbe, solo e quando si milita nel Pd!
Compagni sveglia. O la prossima volta, a forza di gridare al lupo al lupo, in pochi saranno ancora disponili a credervi. Nell’attesa di un nuovo grido di allarme, un pò di sana vergogna non guasterebbe.


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