I GIROTONDINI STRAVINCONO
LA SCOMMESSA OSPEDALE
IN 370 AFFOLLANO LA PIAZZA
PER DIRE NO ALLA CHIUSURA

I GIROTONDINI STRAVINCONO LA SCOMMESSA OSPEDALE IN 370 AFFOLLANO LA PIAZZA PER DIRE NO ALLA CHIUSURA

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Breve ma intenso appuntamento di protesta organizzato dalle Liste civiche

 

I GIROTONDINI STRAVINCONO LA SCOMMESSA OSPEDALE
IN 370 AFFOLLANO LA PIAZZA PER DIRE NO ALLA CHIUSURA

 

Applausi per Latini che ha condannato la politica anti Osimo di Pugnaloni

Ospedale di Senigallia. Iniziamo a prendere dimestichezza con i nuovi Ospedali al servizio degli osimani.

Scommessa piacevolmente straperduta. In luogo dei soli 37 temuti girotondini, gli osimani hanno mostrato di essere vicini alla vicenda ospedale e alle idee di Su la Testa affollando piazza Boccolino con uno zero in più!

Probabilmente non saranno stati proprio 370 i cittadini che, attorno alle 22, si sono presi per mano abbracciando idealmente il Palazzo comunale, ma 300/350 si.

Una tranquilla serata estiva – che diversamente sarebbe scorsa via, sempre uguale a se stessa, in una assenza ormai cronica di attività nel centro storico – si è invece animata di partecipazione, civica prima che politica, come da un pezzo Osimo non ricordava.

Assente il grande inquisito Pugnaloni e l’intero staff del Partito democratico, l’incontro suggerito dall’ex Sindaco Simoncini e fatto proprio dall’altro ex Sindaco Latini è corso veloce in appena una mezzoretta quando Latini, ai piedi della fontana, ha arringato a voce nuda la folla invitandola a stringersi su quel che resta del S.S. Benvenuto e Rocco.

La chiusura di fatto di Pneumologia, il ritorno indietro del primario di Medicina Burattini, le mire di Senigallia sul repartino di Gastroenterologia guidato dal dottor Silvestrelli e l’approssimarsi dell’andata in pensione del dottor Frati fanno temere che presto, già prima di un solo anno, il vecchio ospedale sarà di fatto abitato solo da topi e ragnatele, con il personale o dirottato o a riposo, i macchinari utilizzabili spostati tra Jesi e Senigallia, al pari degli scombussolati pazienti che, visto il diniego di Torrette ad accollarsi i “profughi” del S.S. Benvenuto e Rocco, dovranno sorbirsi viaggi a scelta, di 40 o 50 chilometri di sola andata, prima di raggiungere un luogo di cura abilitato. Vale a dire: il “Carlo Urbani” di Jesi o il polo sanitario della ancora più lontana Senigallia.

Ospedale di Jesi.

Nessuna voce si è levata, come era semplice immaginare, a difesa della attuale politica intrapresa dall’Amministrazione, stesso colore del partito che in Regione ha pianificato la lenta morte, per asfissia, dell’ospedale senza preoccuparsi di tempi e modi di “risarcimento” con la nascita del nuovo Inrca in zona Aspio.

OSIMO OGGI, al riguardo, si era fatta promotrice, in queste ore, di una serata in diretta facebook sulla nostra pagina; un incontro al fresco serale da consumarsi nell’accogliente terrazzo del consigliere comunale Antonio Scarponi (infortunatosi seriamente proprio l’altro giorno alla gamba superstite) e avente per regista la mano collaudata di Matteo Montesi.

Purtroppo, oltre la disponibilità del padrone di casa e del consigliere Latini, sull’altro fronte non abbiamo trovato analogo entusiasmo a realizzare il faccia a faccia che, per quanto informale (allo scopo non era prevista la partecipazione di un giornalista), avrebbe potuto aiutare la cittadinanza a farsi una idea più precisa di cosa aspetta loro in campo sanitario.

Invano. Ne l’Assessore alla Sanità Bernardini, nè il vice Sindaco Mauro Pellegrini (e suo tramite Pugnaloni) se la sono sentita di confrontarsi sul tema. Peccato.

 

PRIMO DECESSO LONTANO DA OSIMO
ANZIANA MUORE ALL’OSPEDALE DI SENIGALLIA
ANCHE IL DOTTOR BURATTINI
RICHIAMATO A JESI?
NEL MIRINO DI CERISCIOLI
ENTRA ORA SILVESTRELLI

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