CI HA LASCIATO TROPPO PRESTO MARCO SARACINI, 55 ANNI
ADDIO AD UN AMICO, AD UN LETTORE, AD UNA PERSONA SPECIALE

CI HA LASCIATO TROPPO PRESTO MARCO SARACINI, 55 ANNI ADDIO AD UN AMICO, AD UN LETTORE, AD UNA PERSONA SPECIALE

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Senza fortuna nel lavoro e nella vita privata, l’uomo è stato colpito, tre anni fa, anche da un tumore al fegato che non gli ha lasciato scampo. Amante della fisarmonica ed estimatore di OSIMO OGGI, Marco lascia un grande vuoto tra chi lo ha conosciuto e apprezzato


Stavolta lo scoop lo hai messo a segno tu, purtroppo nel modo più doloroso per quanti, nel tua pur breve vita, avevano imparato, se non ad amarti, ad apprezzarti per le tue doti non comuni.
Tutto sommato non conoscevamo benissimo Marco SARACINI, 55 anni, scomparso venerdì pomeriggio per gli esiti infausti di un tumore al colon, sviluppatosi negli ultimi tre anni sino al fegato.
Sapevamo di tuo papà Vittorio, andato da tempo, bravissimo nell’arte di intagliare il legno e nel riprodurre fedelmente, su scala, i due gioielli di Campocavallo e Loreto; sapevamo quello che ci hai lasciato capire, nella tua riservateza, quando le nostre strade si sono incrociate una prima volta, circa 15 anni fa, a livello professionale.
Sempre disponibile, senza guardare a orario o al giorno sul calendario, per plastificare le copertine – presso la tua azienda, dell’allora nascente rivista di punta, DONNE & MOTORI, editata da OSIMO OGGI.
Poi le cose, nel lavoro, come negli affetti familiari più stretti, presero una brutta piega, senza mai sentire, però, una parola fuori posto o accusando altri del prezzo da pagare.

Marco SARACINI in uana bella immagini di qualche anno fa

OSIMO OGGI, formato carta, che tanto apprezzavi, si interruppe attorno al 2006 per lasciare spazio alla ricordata altra creatura che, da locale, aveva nel frattempo conquistato il mercato nazionale.
Le nostre strade, così, si divisero a lungo; in pratica sino al nostro ritorno in Italia e alla ripresa, stavolta on line, delle corrispondenze di OSIMO OGGI, diventata .it
Ci reincontrammo così un paio di anni fa e poi ancora e poi ancora; io col piacere di ricordare i bei anni andati e tu con la gioia di significarmi il tuo apprezzamento per OSIMO OGGI e le notizie “che solo qui riesco a leggere…”.
Tra queste, alcune, riguardavano direttamente anche tua figlia Chiara ma mai una volta, mai lontanamente, ti è mai passato in testa di spiegare, eccepire, raccontare cose che un padre avrebbe avuto, al limite, anche il diritto di conoscere.
Ci riconoscevi – tra i pochissimi in mezzo a migliaia di osimani (e non) che quotidianamente hanno il piacere di sceglierci ma non il coraggio di difendere le proprie scelte – l’onestà intellettuale di avere la notizia e i lettori quali unici padroni. E di questo ti saremo grati per sempre.
Avevi anche un grosso difetto, chi non ne ha, nel tifare Juventus e anche un grosso merito, saper suonare con passione uno strumento complicato come la fisarmonica, simbolo stesso della marchigianità.

Marco sorridente così come vogliamo continuare a ricordarlo

Di entrambi queste passioni non ci vi avevi mai detto; da juventino ti avremmo cortesemente evitato ma da fisarmonicista provetto ti avremmo ascoltato e riascoltato volentieri… e battuto le mani.
Nel corso di questi ultimi tre anni, fino all’estate scorsa, poi, ci siamo ogni volta scambiati inviti a cena – spuntature su tutte – che non siamo mai riusciuti a pappare, con Giorgio, col tipografo Marchetti e altri, rinviando chissà perchè alla prossima volta.
Fino alle ultime telefonate per segnalarci un paio di casi di cronaca, rivelatisi bufale o verificati troppo tardi.
Non c’hai permesso, però, l’ultimo scoop. Ed è giusto sia andata così; troppo intimo, troppo profondo il dolore per un giovane uomo non premiato dalla sorte, una persona speciale chiamata Marco SARACINI.


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