CIAO PERPÈ, FORSE ULTIMA ICONA DELL’OSIMANITÀ FINE ‘900
LA CITTÀ AMMUTOLITA, PIANGE LA SCOMPARSA DI UN FIGLIO

CIAO PERPÈ, FORSE ULTIMA ICONA DELL’OSIMANITÀ FINE ‘900 LA CITTÀ AMMUTOLITA, PIANGE LA SCOMPARSA DI UN FIGLIO

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Tutta Osimo, non solo il centro storico di San Marco, amava e riservava bene sincero a Perpè.
Tutti, anche coloro non hanno mai messo piede nel minuscolo forno laboratorio di via Strigola, almeno immaginavano le qualità rare di Moreno FRONTALINI, questo eterno ragazzo scomparso tragicamente a 68 anni, probabile ultima icona della cosiddetta osimanità.
A tradirlo, come la sorte ha beffardemente deciso, proprio quella moto che, dopo la famiglia e la città di Osimo, Perpè ha amato più di ogni altra cosa, venendone in qualche modo riamato.
Esattamente in questo ultimo periodo Moreno aveva coronato uno dei tanti sogni a cui teneva di più; come in una sorta di passaggio di consegne verso le future generazioni di motociclisti, Perpè aveva realizzato una sorta di esposizione degli oggetti, delle targhe, dei manifesti, degli attrezzi, magari inutili ma carichi di ricordi, di una vita intensa di passione; un luogo dove incontrarsi e festeggiare, in primis, i suoi amici superstiti, se stesso e il suo stile e con essi un mondo che, con la scomparsa improvvisa del fornaio-centauro, già non c’è più.
Non potevamo dirci amici pur conoscendoci e rispettandoci da sempre.
La passione per le cartoline e le foto d’epoca, della Osimo che da tanto non c’è più, era un’altra delle sue caratteristiche che lo hanno reso riconoscibile e, una volta di più, amato. C’eravamo incrociati, una sera di queste, proprio a parlare di un’altra delle tante mostre itineranti che Perpè amava ogni tanto mettere in piedi per amore di Osimo; per raccontare Osimo.

La città piange la scomparsa di un vero figlio

Luogo di incontro, non poteva essere diversamente, il bar 4+1 a San Marco, a due passi dalla bottega storica dei genitori (che ricordo ancora con piacere), prima di passare al maschio più grande di casa ed ora, spero di non sbagliare, proprio ai suoi due figli.
Con suo ricordo, immancabile specie nelle fresche uscite serali in piazza e dintorni, siamo vicini anche alla fedele moglie Tiziana che lo ha sempre affiancato, rendendogli più sicuro il cammino della vita.
Ricordo, negli ultimi tempi, che ci introdusse egli stesso nel bar davanti l’ufficio postale per farci da Cicerone in quella marea di foto in bianco e nero, sbiadite solo agli occhi di chi non ama veramente la città, suddivise per anni, temi, quartieri e personaggi. Difficile gliene mancasse qualcuna di veramente significativa.
Poi, al termine della visita, la parte più difficile e ricordargli che OSIMO OGGI, probabilmente, per il taglio caratteristico che gi osimani hanno premiato, forse non era lo spazio più utile. Sbagliando.
Non sbagliavamo, invece, tanti e tanti anni prima, almeno mezzo secolo fa, quando dopo un pomeriggio spensierato al vicino oratorio di San Marco, passavo per la attigua bottega dei genitori, purtroppo mi sfuggono i nomi, per concedermi il piacere di un maxi bignè alla crema… una pasta di proporzioni, ai miei occhi di ragazzino, davvero gigantesche!

Un’immagine giovanile di Moreno FRONTALINI al lavoro nel laboratorio di Via Strigola

E già allora trovavi Perpè, quattro/cinque anni più del sottoscritto, al lavoro, sorridente, istrionico e già particolare, con la mamma a dividersi pazientemente tra cassa e laboratorio e le prime presenze di Tiziana, allora giovanissima fidanzata.
Quanti notti, quanta farina, quanto pane sarà passato per le mani, innamorate come possono esserle solo quelle dei fornai appassionati, di questo autentico testimone del nostro tempo.
Basta. Mi fermo qui. Mi accorgo ora di averla fatta troppo lunga e di non avere altro da dire, per mia colpa, sulle moltissime passioni a cui Moreno FRONTALINI ha invece saputo dar vita con la sensibilità e l’amore senza calcolo di questo “sempre ragazzo”, magari non benemerito come altri… ma proprio per questo, a suo modo osimano modello.


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