CONSORZIO ALTA FORMAZIONE, CONTINUA LA DELATINIZZAZIONE
PUGNALONI NEGA 5.000 EURO PER MASTER DIRITTO AMMINISTRATIVO

CONSORZIO ALTA FORMAZIONE, CONTINUA LA DELATINIZZAZIONE PUGNALONI NEGA 5.000 EURO PER MASTER DIRITTO AMMINISTRATIVO

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L’Amministrazione Pd continua a rimuovere le tracce del precedente passato: dall’ospedale alla strada di bordo, dall’Astea all’Inps, dal giudice di Pace al prestigioso Consorzio di studi. Le Civiche si appellano ad un atto di responsabilità della maggioranza in Consiglio comunale e alla mediazione delle Istituzioni che riconobbero al Consorzio intuizione e percorsi formativi di tutto livello


Dino LATINI Presidente del Consiglio regionale ma non per PUGNALONI che, imperterrito a qualunque buon senso, continua l’opera di delatinizzazione del territorio comunale!
Prossima vittima dell’ostracismo pugnaloniano, una autentica “condanna della memoria” che nel Diritto romano consisteva nella cancellazione in forma legale di qualsiasi traccia riguardante una determinata persona (ad esempio come se Dino LATINI non fosse mai esistito) è la prossima uscita di Osimo, Comune socio fondatore nel 2003, dal consorzio per l’Alta formazione in studi di giurispludenza amministrativa finalizzati a formare i manager pubblici di domani.
Corsi ospitati da sempre dall’Istituto Campana e frequentati da giovani provenienti da tutte le Marche e anche da fuori regione per conseguire un prestigioso master dedicato ai futuri dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione.
Fanno parte del consorzio, con Osimo, anche gli atenei di Macerata e Camerino a cui, in questi anni, si è aggiunta la partecipazione della Soprintendenza regionale delle Marche per i Beni e le attività culturali, la Regione Marche e lo stesso Istituto Campana. Mentre nell’attuale Cda siede anche un magistrato del Tar Marche, a dimostrazione della bontà dei corsi intrapresi ormai da 17 anni.
Tutto questo, ora, appare a serio rischio di sopravvivenza per la volontà del Sindaco di cancellare con il fuoco, già a partire dal 1° gennaio 2021, ogni traccia latiniana ancora superstite.
Ovviamente PUGNALONI non ammetterà mai la tesi e accamperà motivazioni per la giusta decisione di abbandonare l’impresa, motivazioni sulla cui veridicità non scommetteremmmo un solo soldo bucato.
Perchè, in tema di soldi, abbiamo indagato, la partecipazione regolare di Osimo al consorzio e quindi il mantenimento in vita dell’Alta formazione, costa quanto partecipare all’associazione, ad esempio, club “Città del Vino” (per Calici di Stelle) o assai meno della inutile messa a disposizione di mezzi e uomini per “Il Gatto e la Luna”, tanto vantato quanto mai visto da alcuno.
5.000 euro l’anno, gravanti su un bilancio comunale annuo di circa 45 milioni di euro, è il gran risparmio inseguito da PUGNALONI pur di giusticare l’alzata di spalle al futuro dei corsi.
5.000 euro che, in proporzione, su uno stipendio annuo di 18.000 euro che prendiamo ad esempio, equivalgono ad una monetina di 2 euro (!) in tasca a ciascuno di noi pur in tempo di crisi.

L’ampia scalinata del Palazzo Campana che conduce al Consorzio di studi

Considerato che PUGNALONI ha dato ordine di non pagare la retta annuale fin dal 2016 ecco che Osimo si appresta a passare da socio-fondatore a socio-moroso per 5 annualità pari al grande dispendio di 25.000 euro mancanti in bilancio; bilancio che per legge non può più a lungo mantenersi passivo. Da qui il rischio fondato, quasi certezza, di chiusura.
“Che dire sulla chiusura del Consorzio? – si chiedono le Liste civiche di fronte all’ennesimo schiaffo al movimento sferrato dall’Amministrazione Pd – Si tratta, purtroppo, di aggiungere un nuovo, doloroso, anello alla ininterrotta sequela di dismissioni voluta da PUGNALONI. Dall’Astea all’Inps, dall’ufficio del Giudice di Pace al ricordato Consorzio. Ma non finirà qui. Poi toccherà al trasporto pubblico locale e così via… per tacere dell’ospedale che ormai non fa quasi più notizia, come se Osimo non l’abbia mai avuto per secoli. Oppure vogliamo parlare della strada di bordo, stravolta nel percorso, pur senza finanziamenti per realizzarla. Se in buona fede riteniamo che l’obiettivo sia ormai chiaro a tutti gli osimani, anche ai cittadini meno attenti: cancellare in maniera indelebile ogni forma di passato civismo che anche oggi, pur all’opposizione, costituisce pur sempre il 50% esatto degli elettori. Cosa costava all’Amministrazione, in un parco spesa di 45 milioni, spendere due spiccioli per mantenere in vita una bella realtà? Con tutto ciò – concludono le Civiche – non ci diamo per vinti senza far sentire la nostra voce. Agiremo su due fronti chiedendo alla maggioranza che non si riconosce nelle idee autolesionistiche per il prestigio di Osimo portate avanti da PUGNALONI, di dar vita in Consiglio comunale ad un atto di responsabilità. Un voto in linea col mantenimento in vita della partecipazione della città ad una iniziativa che proprio ad Osimo è nata, si è fortificata ed è divenuta esempio. In mancanza di questo bel gesto, che dovrebbe sfuggire alla politica per appartenere in esclusiva alle cose buone da finanziare senza guardare il colore politico ma al solo frutto portato a casa, tenteremo di portare la partita su piani più alti di giudizio ed influencer coinvolgendo la presidenza della Corte Costituzionale che nel 2003 sottoscrisse l’indirizzo insieme al Presidente della Corte di Cassazione; proveremo, infine, a far ascoltare la voce degli osimani che nel tempo hanno lavorato al Consorzio ricavandone benefici non solo di facciata”.

Domandone finale, inevitabile, che riserviamo al nostro Direttore PANGRAZI
“Me la cavo con due righe. Purtroppo ad Osimo la politica è bandita da tempo per lasciar spazio ad autentiche manie persecutorie, malati immaginari, amministratori da strapazzo, prevedibili personaggi da operetta, neanche più divertenti. Che gli osimani si battino il petto”.


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