DOPO I BIG DELLA POLITICA CITTADINA IN CAMPO ANCHE I PEONES
REGIONALI, FORIA E LA SANTONI ALLA RICERCA DEL VOTO INUTILE

DOPO I BIG DELLA POLITICA CITTADINA IN CAMPO ANCHE I PEONES REGIONALI, FORIA E LA SANTONI ALLA RICERCA DEL VOTO INUTILE

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Entrambi i candidati, per svariati motivi tutti legati a consensi insufficienti a far scattare il seggio, convinti di farcela


Oltre ai volti noti che a vario titolo sperano, più o meno concretamente, a seconda delle combinazioni, di risultare eletti in Regione – vedi PELLEGRINI e la MARIANI – spiccano almeno un paio di anomalie di personaggi osimani, con zero possibilità di successo, eppure ricorsi al portafoglio per sostenere la propria personale discesa in campo.
Parliamo del candidato di bandiera Sergio FORIA (5 Stelle) e soprattutto della candidata riempi-lista Monica SANTONI (Forza Italia), l’uno e l’altra esclusi dal prossimo Consiglio regionale… perfino nell’ipotesi fantasiosa che Di Maio e Berlusconi ottenessero di proposito la residenza in città!
Poco da dire su FORIA. I 5 Stelle sono messi così male, in Italia, nelle Marche, ad Osimo e – se fosse possibile – nel mondo, che trovare un volontario disposto a metterci la faccia per tutti non deve essere stata cosa agevole.

Ma passi. La politica è la politica, gli impegni sono impegni e avendo FORIA ricevuto dal movimento (vedi la nomina ada Assessore nella vicinissima Castelfidardo) è ovvio che non potesse tirarsi indietro nel momento di restituire qualcosa.
Tutte motivazioni che ci stanno ma che non trovano applicazione nel caso dell’operatrice sociale MONICA SANTONI (Forza Italia), lavoratrice presso la cooperativa Nuovi Orizzonti, impegnata al regionale di Torrette.
La SANTONI agguerrita e battagliera come se davvero l’elezione personale fosse cosa possibile, in bilico tra un sorriso e/o una frase in più o in meno, sta affrontando la prova con un entusiasmo degno di miglior causa.
Probabilmente, in Forza Italia – in difficoltà come tutti i partiti nell’assoldare candidate femminili, come vuole la legge elettorale alla voce candidatura di genere – nessuno ha informato l’ex amministratice Geosport che neanche moltiplicando magicamente per 10, 20, 30, 40 o 50 volte i consensi portati a casa lo scoso maggio – esattamente 113 con la lista Osimo Civica – Forza riuscirà a far scattare, nel collegio provinciale di Ancona, un eletto tricolore.

Anzi, tra tutte le cinque province marchigiane, proprio quella di Ancona parte percentualmente ultima – dati regionali 2015 – rispetto all’analogo consenso per Forza Italia maturato altrove!
Con tali presupposti andare nel portafoglio per alleggerirlo dei costi per santini, forchette elettorali e qunato altro la candidata vorrà ancora spendere, non sembra operazione particolarmente saggia.
Straribadito il concetto che ognuno è libero di spendere come meglio ritiene i propri soldi, non di meno tutti gli osservatori politici cittadini hanno preso buona nota dell’anomalia chiedendosi in coro: non sarebbe molto meglio, persino utile, senz’altro doveroso, investire nella politica un anno fa, quando la vittoria alle Comunali non era un irraggiungibile miraggio personale ma un un concretissimo obiettivo… fallito ahinoi per una manciata di 152 voti!
Giusto quanto mancato per aver risparmiato quando non era il caso per poi spendere quando il destino, in genere cinico e baro, ha già espresso il verdetto?

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