FERMATA IN TEMPO LA NUOVA GESTIONE “DA TARCISIO”
SVENTATO DAI CARABINIERI ACCORDO DI VENDITA AI CINESI!

FERMATA IN TEMPO LA NUOVA GESTIONE “DA TARCISIO” SVENTATO DAI CARABINIERI ACCORDO DI VENDITA AI CINESI!

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Denunciato a piede libero il ristoratore anconetano Luca Sabbatini, 35 anni, che a settembre aveva rilevato l’attività dei Morbidoni in comodato d’uso. In realtà l’uomo, oltre a non pagare, aveva già iniziato a piazzare al miglior offerente tavoli e attrezzatura del locale


Fermato in tempo proprio mentre stava per piazzare a ignari cinesi la cucina, vale a dire il cuore pulsante dell’ex ristorante “Tarcisio”!
La notizia, vecchia di qualche settimana, si sta materializzando in queste ore tra gli osimani, divisi a metà tra gli increduli e i rassegnati ad un destino amaro.
Di fatto la mala sorte sembra aver messo nel mirino la famiglia Mordidoni che, già a marzo dell’anno scorso, aveva pianto la scomparsa improvvisa di Tarcisio, una delle prime vittime osimane per Covid.
Stavolta però la malattia o gli intrecci del destino c’entrano poco. A far sospirare Sandra Morbidoni, moglie, cuoca e da sempre vero motore del ristorante, si è messo di mezzo un furbacchione storico dei cattivi affari, l’anconetano di Casine di Paterno Luca SABBATINI, 35 anni, un curriculum di pendenze con la Giustizia a svariare tra piccoli furti, truffe e spaccio sostanze stupefacenti.
A saperlo, non esattamente il personaggio più adatto per portare avanti la lunga tradizione di cucina casareccia, lasagnolo e dure ore di lavoro, con cui “Tarcisio” aveva ben abituato almeno due generazioni di osimani.
Chi meno di tutti ha sospettato la vera identità del personaggio, gli eredi Morbidoni; attratti probabilmente dal curriculum di famiglia del SABBATINI, i cui genitori gestiscono un ristorante proprio a Casine di Paterno, la signora Sandra si è così fidata delle buone intenzioni dell’uomo di rilevare la gestione dell’attività.
Tanto che domenica 20 settembre “da Tarcisio” ha riaperto ufficialmente i battenti alla vecchia e alla nuova clientela. Un periodo, quello sul finire della scorsa estate, che sembrava illudere il Paese sul non ritorno ai livelli di lookdown patiti per tutto il 2020, in particolare dai ristoratori.
In effetti l’anno, forte anche del periodo iniziale accompagnatorio (gestione comune che la signora Sandra Morbidoni ha assolto come da patti), si era concluso senza avvisaglie di quanto sarebbe successo a breve.

Sandra FONTANELLA e Tarcisio MORBIDONI premiati a Natale per i 50 anni di attività.

Luca SABBATINI si è mostrato puntuale e solvente e il ristorante, pur senza mai decollare come ai vecchi tempi, era tornato ad essere punto almeno di riferimento dei soliti noti, in particolare di quanti amano la cucina di una volta.
Quando così, attorno gennaio, la signora Fontanella ha pensato di potersi finalmente mettersi a riposo e vivere dei proventi gestionali del locale, sono iniziati i problemi.
Dapprima un ritardo sul pagamento, poi acconti nel tempo e infine poco più o nulla; ad ogni sollecito la solita scusa inerente i problemi, reali, relativi al lookdown; questioni note che pure sarebbero dovute essere messe in conto, da venditore e acquirente, visti i tempi (si era nello scorso inverno) in gran parte imbevuti dalle misure anti virus.
Sta di fatto che oltre a non incassare il convenuto, ai Morbidoni attorno Pasqua iniziano a giungere strane voci, discretamente preoccupanti, su quanto accade attorno al ristorante.
Notizie allarmate che parlavano apertamente della sparizione, dalla sera alla mattina, di tavoli e accessori e quanto avesse un valore commerciale; una vera e propria spoliazione del ristorante, con sottrazione sistematica degli oggetti in grado di assumere un “fatturato”, quale che sia.
Inevitabile la verifica fatta dagli eredi di Tarcisio per verificare cosa ci fosse di vero in tante piccole indiscrezioni crescenti; la realtà di locali semi vuoti, quasi irriconoscibili rispetto alle tipiche stanze da pranzo che la clientela di un tempo ben ha conosciuto e apprezzato, ha purtroppo confermato proprio l’ipotesi più temuta; attendere senza agire avrebbe portato al fatto compiuto della cessione a terzi anche della cucina e di quanto rimaneva ancora del ristorante; da qui l’inevitabile decisione di rivolgersi ai Carabinieri e denunciare per filo e per segno quanto sopportato.
L’intervento dei militari della Stazione, al solito puntuale e risolutivo, ha permesso quanto meno di salvare la parte più importante del ristorante, vale a dire sventare che il blocco cucina finisse impacchettato chissà dove (si parla di destinazione Sicilia) da parte di ignari compraratori cinesi, paganti cash.
Sembra, in effetti, che i cinesi abbiano potuto dimostrare la loro buona fede di acquistare dal proprietario avente diritto e non da un semplice addetto alla gestione ordinaria. Per loro, insomma, non dovrebbero esserci problemi.
Problemi da aggiungere ai problemi ne avrà invece Luca SABBATINI, denunciato a piede libero per appropriazione indebita” di utensili in uso legittimo ma non di proprietà.
Quanto al locale di via Marco Polo e al suo futuro? Difficile ipotizzare. Al momento parrebbe in corso il tentativo di riconquistare le chiavi del ristorante e di interrompere per giusta causa il contratto in essere; dopo di che si potrà pensare ad un possibile, molto eventuale futuro o alla soluzione alternativa ottimale; lieto fine oggi più che mai difficile.


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