MARCHETTI, PIRANI E PERSIANI, 348 VOTI INCANDIDABILI
RIBALTATO VIRTUALMENTE L’ESITO DEL BALLOTTAGGIO 2019

MARCHETTI, PIRANI E PERSIANI, 348 VOTI INCANDIDABILI RIBALTATO VIRTUALMENTE L’ESITO DEL BALLOTTAGGIO 2019

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Sommando le preferenze del decaduto Luna con gli incandidabili già alla guida di Astea, Osimo servizi e Astea servizi e aggiungendovi i 350 consensi sotto la lente di ingrandimento della Procura, risulta che ben l’8.27% dei fans di Pugnaloni anon avrebbero dovuto partecipare!


Oltre all’interesse per l’operato dei giudici (esito di archiviazione o rinvio a giudizio che dovrebbe essere noto tra ottobre e novembre prossimi), la vicenda OSIMOPOLI ha investito anche altri tre amministratori di primo piano cittadino, esattamente gli amministratori di Astea, Osimo servizi e dell’allora Astea servizi, guidate nell’ordine da Fabio MARCHETTI, Luigi PERSIANI e Cristiano PIRANI, manco a dirlo candidati… incandidabili per conto di Partito Democratico, Popolari uniti per Osimo e di nuovo Pd.
“Reati”, chiariamo subito, non perseguibili penalmente al pari delle ipotesi analizzate negli articolo scorsi con protagonisti diversi; “reati” non più opinabili neanche sul piano formale essendo da tempo scaduto lo spazio per possibili osservazioni del Consiglio comunale (come avvenuto invece per il caso Luna) ma “reati” pur sempre di deontologia politica, chiamiamola così, i cui effetti pratici hanno portato, matematicamente parlando, a ribaltare da nero a bianco gli effetti stessi del ballottaggio 2019.
Ricordato ai lettori meno attenti come il voto del 9 giugno 2019 tra il favorito LATINI e il rincorrente PUGNALONI si risolse a favore di quest’ultimo per 152 preferenze in più conquistate nell’urna, vediamo come e perchè le 348 preferenze portate dai non candidabili Massimo LUNA (Partito Democratico, 59 preferenze, unico ad aver pagato la tenacia a restare in politica con la doppia sentenza avversa da parte del Tribunale), Fabio MARCHETTI (candidato Pd con 195 preferenze e amministratore delegato Astea all’epoca del voto), Cristiano PIRANI (candidato Partito Democratico con 47 preferenze e amministratore ex Astea seervizi) e Luigi PERSIANI (candidato per Popolari uniti per Osimo con altre 47 preferenze pro PUGNALONI, nonchè amministratore di Osimo Servizi).

Cristiano PIRANI, candidato Pd e amministratore Osimo servizi

Ora è sin troppo evidente come, anche senza attendere un possibile verdetto di colpevolezza per le vicende di compravendita di posti di lavori pubblici in cambio di consenso politico, note come OSIMOPOLI, è di tutta chiarezza l’enormità, anche matematica, della discussione tra le parti.
Sommando infatti le 348 “mele” (preferenze indebite in quanto portate da candidati che il 26 maggio non avrebbero potuto, non avendone titolo, partecipare e quindi far pesare il proprio contributo alla causa del Centro-Sinistra) con le 350 “pere” ricordate nell’articolo di ieri, si ottiene la bella somma di 698 cittadini osimani, mossi al voto per una causa non candidabile.
Per essere ancora più chiari e particolari, l’8.27% dell’intero elettorato Pugnaloniano degli 8.443 osimani giunti a riconfermarlo il 9 giugno 2019, si sarebbe astenuto e non avrebbe partecipato al ballottaggio, in mancanza dei propri candidati di diretto riferimento!
Dunque, alla luce di un tale mix di indagini e cifre, ecco riquantificato il verdetto del 9 giugno 2019: LATINI eletto Sindaco con 8.291 (51.71%) contro i 7.745 (48.29%) a favore di PUGNALONI; una differenza possibile di 546 voti pari a quasi quattro volte quella ufficiale (152) dichiarata dalla conta reale, scheda per schedam a rischio però di processo.
Ed ora torniamo ad analizzare, per completezza di informazione, le tre singole posizioni. Fabio MARCHETTI, 64 anni, all’epoca del voto Amministratore di ASTEA SpA e vice Presidente di CMA (Centro Marche Acqua), non si è dimesso, come previsto per legge, prima della candidatura a Consigliere comunale Pd per Osimo ’19, continuando ad esercitare tali incarichi nel corso del periodo elettorale.

Fabio MARCHETTI (Pd), Amministratore delegato ASTEA e candidato ’19

Analogamente Luigi PERSIANI (Popolari uniti per Osimo) e Cristiano PIRANI (Partito Democratico), rispettivamente amministratori di ASTEA SERVIZI Srl (appena confluita, nel maggio ’19, in OSIMO SERVIZI mediante incorporazione) e OSIMO SERVIZI Srl si sono candidati come Consiglieri comunali senza dimettersi dal rispettivo incarico e beneficiando, anche in virtà di tale gradino pubblico, di 47 preferenze a testa.
A Luigi PERSIANI, quanto meno, va dato atto di aver cessato in tempo utile il proprio incarico, come ricordato, il 7 maggio ’19, ovvero prima della data delle Comunali, fissate per il giorno 26.
Diversa è la posizione di Cristiano PIRANI, Presidente del Cda della OSIMO SERVIZI SpA con il Comune di Osimo socio unico e capitale di 817.500 euro. L’esponente Pd ha continuato a svolgere il proprio incarico in società, senza soluzione di continuità, anche oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidatura e l’avvio della campagna, incorrendo nella ipotesi di ineleggibilità.
La partita giornalistica, a questo punto conclusa, torna in mano ai giudici per il verdetto decisivo: processo (e nel caso a chi e per quali reati?) o archiviazione di una realtà che in troppi, ad Osimo, si affannano nel rifiutarsi di crederla possibile?

Luigi PERSIANI, candidato Popolari uniti per Osimo e amministratore Astea servizi

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IN ATTESA DEL RESPONSO DELLA MAGISTRATURA...
FALSATO IL DATO POLITICO DEL BALLOTTAGGIO 2019!