INCENDI FASULLI, INSEGUIMENTI GROTTESCHI E ORA ANCHE L’EROE
INCETTA RECORD DI BRUTTE FIGURE PER GLI ENCOMI “PER FORZA”

INCENDI FASULLI, INSEGUIMENTI GROTTESCHI E ORA ANCHE L’EROE  INCETTA RECORD DI BRUTTE FIGURE PER GLI ENCOMI “PER FORZA”

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Premiato anche il Maresciallo Emiliano Gatta per il soccorso apportato ad un ciclista in arresto cardiaco. In realtà l’operato del Carabiniere, pur meritorio, rientra nella perfetta normalità da non dover sottolineare, pena finire col ridurre ad ordinario il concetto di valore


E dopo il falso incendio in abitazione (con annesso salvataggio di residenti in pericolo) e dopo il banale episodio del lungo inseguimento, durato 20 chilometri, ad una auto neanche risultata rubata – episodi entrambi con epicentro Campocavallo – spostiamoci verso il Filottranese.
Una mattina come tante capita, questa volta, sempre a luglio, che il Carabiniere osimano Emiliano GATTA, Maresciallo in forza giusto alla Stazione di Filottrano, si stia recando a prendere servizio.
Ad un tratto, accasciato a terra, al bordo della strada, il militare – provetto cinofilo e volontario Croce Rossa – nota il corpo di una persona, accanto la bicicletta da cui era caduto, chiedere aiuto, con difficoltà evidenti, con un flebile gesto di una mano.
Cosa avreste fatto voi e cosa ha fatto il Maresciallo GATTA? Non ci dovrebbe essere bisogno di abbeverarsi al Codice della strada per sapere che chiunque “trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo” ha obbligo morale e penale di prestare l’assistenza occorrente e darne immediato avviso all’autorità. Pena incorrere nel reato di omissione di soccorso, punito dalla legge con la reclusione da 6 mesi a 3 anni, con facoltà di arresto.
Ovviamente il Maresciallo non ha però tentennato un solo istante, mosso dagli insegnamenti della divisa indossata, dalla solidarietà umana e anche dalle nozioni di pronto intervento intraprese con la collaborazione in Croce Rossa, seppur come autista.
Detto e fatto. Avvicinatosi al ciclista in seria difficoltà (di cui le cronache hanno omesso qualsiasi riferimento anagrafico di riconoscimento) il Maresciallo ha da prima informato i colleghi della centrale operativa di Osimo di quanto stava avvenendo e subito dopo, verificato che il malconcio stava progressivamente perdendo i sensi a causa di un probabile arresto cardiaco in atto, si è prodigato sul corpo del poveretto iniziando a praticargli una manovra di rianimazione cardio polmonare, alternando il massaggio cardiaco con la ventilazione polmonare… senza mai smettere, in questo sostenuto da due automobilisti di passaggio partecipante al soccorso, sino all’arrivo dell’ambulanza provvidenziale.
O almeno si spera. Dell’uomo, a distanza di oltre due mesi dalla vicenda, non si è più saputo nulla, oltre al trasporto a Torrette ancora vivo e al ricovero in prognosi riservata.


Il Maresciallo osimano Emiliano GATTA, terzo da destra, in occasione di un altro riconoscimento, interno ai Carabinieri. Domani in piazza, per San Giuseppe da Copertino patrono, nuovo encomio

Giunta sul posto in pochi minuti, gli altri colleghi di GATTA, quelli del personale sanitario giunti a bordo della Croce Rossa, hanno preso in mano le operazioni e con l’utilizzo di defribillatore e respiratore automatico, sono riusciti a correr via, veloci, verso il pronto soccorso del Regionale.
Questa la nuda notizia che a luglio OSIMO OGGI non ha offerto ai propri lettori considerando la vicenda mancante dell’elemento caratterizzante per interessare il pubblico; cosa diversa, ripetiamo, se l’episodio del ciclista avesse raccontato di una omissione di soccorso, addebitata addirittura da un militare con un surplus di nozioni di primo intervento! Vicenda che per fortuna non si è verificata, anzi.
Ora, però, da un banale soccorso, sia pur (forse) salva vita, ad eleggere il Maresciallo GATTA ad ennesimo “eroe”, “uomo della Provvidenza”, “persona giusta al momento giusto” come abbiamo letto, con dovizia di aggettivi roboanti su testate e social… ci sembra obiettavemente esagerato.
Il Maresciallo GATTA ha fatto bene un intervento che altri, magari, per mancanza di conoscenze rianimatorie, avrebbero fatto peggio o non fatto proprio; ma alla fine della fiera ha fatto esclusivamente il proprio dovere di uomo, di Carabiniere e di soccorritore a tempo perso.
Il semi Dio, l’uomo inviato dal Cielo, il valoroso paladino in difesa dei poveri e dei malati è obiettivamente un’altra cosa. E ci meravigliamo come l’episodio possa essere stato scelto ad esempio, tra mille altri, dell’attività meritoria portata avanti dai Carabinieri tutti i giorni, H24.
Se i vertici locali dell’Arma sono stati indotti in errore, però, la prima responsabilità di come svilire il concetto di premio, di distinzione, di valore aggiunto, torna di nuovo sul groppone della politica, troppo attenta a cercare facile consenso.
Non ci illudiamo che domani il Maresciallo GATTA, sentito il Comando e magari concordando qualcosa del genere con gli altri pseudo eroi indicati dall’Amministrazione PUGNALONI, disertino il palco in piazza facendosi sostituire da un telegramma di ringraziamento ma di impossibilità ad incassare un encomio non meritato. Ma chissà, a volte anche buone azioni diventano notizie. Raramente, anzi rarissimamente. Ma accade.


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