TANTI BACI E CARI ABBRACCI, SPARISCONO CATENINE E OROLOGI!
ADDEBITATI A DUE COPPIE DI IRANIANI BEN 10 RAID SU ANZIANI

TANTI BACI E CARI ABBRACCI, SPARISCONO CATENINE E OROLOGI! ADDEBITATI A DUE COPPIE DI IRANIANI BEN 10 RAID SU ANZIANI

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Gli uomini del Capitano Luciano Almiento arrestano a Castel Volturno una 55enne, indiziata di un furto ai danni di una 87enne di Camerano. La donna, in seguito alle indagini dei Carabinieri osimani, dovrà rispondere di altri 9 episodi, commessi in tutta Italia con la tecnica dell’abbraccio di ringraziamento


L’errore? Cercare facili prede, in genere anziani trovati in strada da soli, nel territorio sottoposto alla giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Osimo; in particolare del nucleo Radiomobile diretto dal neo Capitano Luciano ALMIENTO… come invitare dei topi affamati ad un banchetto a base di parmigiano!
Ma Akrim RAMAZONI, 55 anni, cittadina iraniana residente a Castel Volturno (Caserta), nulla sapeva dell’abilità e della tenacia dei militari osimani nell’odorare le tracce della preda e non abbandonare la pista fintanto l’operazione non sia stata portata a termine.
Quasi 400 chilometri, inevitabilmente, non consentono troppa notorietà e tanti sono stati i chilometri percorsi dalla donna per giungere sino a Camerano, un martedì di novembre dell’anno scorso, ritenendo il territorio uno spazio propizio per mettere a segno furti con la tecnica, quasi a colpo sicuro, del cosiddetto abbraccio!
Nella fattispecie la Akrim RAMAZONI, con la complicità di un uomo, quel pomeriggio individuò in strada un’anziana 87enne indossare al collo la catenina d’oro che molti anziani, da sempre, hanno l’abitudine di indossare nonostante i rischi.
La coppia di iraniani, fingendo di non conoscere il territorio e non riuscire a rintracciare un negozio del luogo, ha abbordato l’anziana per ottenere informazioni; nulla che potesse mettere in sospetto la vittima.
Modi fare gentili, estrema tranquillità e urgenza di poter trovare la strada per l’esercizio commerciale. La povera nonnina, ritenendo di non doversi preoccupare, non ha esitato a dare confidenza ai malviventi lasciandosi avvicinare e dando così conferma che, oltre alla catenina ipotizzata al collo, l’anziana indossava al polso anche un orologio di un certo valore.

Le indagini del Radiomobile partite 10 mesi fa per il furto ad una 87enne di Camerano

Ovvero tutte le vere informazioni che i gentili iraniani sperduti andavano ricercando! Ottenute così le informazioni stradali la RAMAZONI ha ritenuto giusto dover ringraziare la nonnina di Camerano abbracciandola in segno di ringraziamento… tanto da sfilarle, con una azione fulminea, il girocollo d’oro.
Non appagata l’iraniana, con la scusa di volersi sdebitare e fare un piccolo omaggio alla poveretta, ha ulteriormente stretto a se la malcapitata sfilandole, questa volta, anche orologio!
Dopo di che, non avendo più nulla da rubare, la coppia ha salutato di nuovo, allontanandosi a bordo di un’auto di color nero.
Per la derubata la “sveglia” si è materializzata soltanto qualche minuto dopo quando, vinta dalla curiosità, è andata ad aprire la piccola scatola che la sconosciuta le aveva appena regalato: dentro c’era una catenina, risultata essere di ferro! E’ a questo punto che l’anziana cameranense ha intuito il pericolo mettendosi le mani al collo senza riuscire a stringere nulla…
Da questo episodio, però, gli uomini del Capitano ALMIENTO hanno tratto importanti informazioni. Da prima, visionando le telecamere disponibili a Camerano e in particolare limitrofe al luogo, vicino casa, in cui la vittima è stata abbordata, i Carabinieri sono riusciti a stabilire come la poveretta non sia stata affrontata a caso in quanto sola fuori casa… ma che era stata abbondantemente studiata nei giorni precedenti.
Identificato il veicolo, è stato un gioco da ragazzi dare un nome e cognome ai due protagonisti e soprattutto acquisire ogni informazione utile per incastrare la coppia in altri episodi simili.
Trattasi in effetti di autentici professionisti del furto con destrezza, pendolari del crimine, in genere legati dal vincolo della parentela; gente che campa di questo e che tale abilità affina di generazione in generazione, scambiandosi nozioni con altri familiari e “addetti ai lavori”.
Non a caso, alla fine, il bilancio dei militari osimani dalla trasferta a Castel Volturno parla non solo dell’arresto di Akrim RAMAZONI ma anche di gravi prove convergenti anche sull’uomo che la accompagnava abitualmente; indizi analoghi estesi anche per un’altra coppia, uomo e donna, pure residente nel Casertano.
Tornando alle indagini, protrattesi per 10 lunghi mesi, ciò ha consentito di far luce anche su molti altri colpi messi a segno, tutti attribuiti ai personaggi in azione a Camerano.

Addebitata alla 55enne iraniana almeno 10 episodi analoghi, tutti ai danni di anziani

Sul conto della 55enne i Carabinieri hanno infatti raccolto prove su altri 9 alleggerimenti, tutti a danno di anziani, uomini o donne, ricompresi tra i 68 e gli 89 anni. La tecnica dell’abbraccio ha infatti funzionato il 19 agosto 2019 a Morro d’Alba (Ancona), 10 febbraio 2020 a Fano (Pesaro), 21 febbraio 2020 a Penne (Pescara), il 28 febbraio 2020 a Casoli (Chieti), il 7 giugno 2020 a Maida (Catanzaro), il 15 novembre 2020 a Tavullia (Pesaro), il 7 dicembre 2020 a San Lorenzo Maggiore (Benevento), il 31 gennaio 2021 ad Asciano (Siena) e il 26 giugno 2021 a San Demetrio nè Vestini (L’Aquila).
In ogni caso trattasi di furto aggravato in danni di anziani, messo a segno “ringraziando” la vittima della collaborazione offerta.
Per un pò, da ieri mattina, Akram RAMAZONI e il suo partner, oltre ad una coppia di connazionali pure indagata e con i giorni di libertà contati, dovrà riposarsi e rinunciare al “lavoro”. All’alba di martedì l’iraniana è stata raggiunta dai Carabinieri osimani che, forti di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Benevento, hanno stretto le manette ai polsi, accompagnando l’asiatica presso il carcere femminile di Napoli-Pozzuoli, casa circondariale.
Tutto sommato, considerati i fatti e l’etnia di provenienza, ad Akrim RAMAZONI pur nell’arresto, è andata decisamente bene. Diremmo quasi alla grande.
Avesse compiuto qualcosa del genere nel proprio Paese la condanna, immediatamente eseguibile, sarebbe partita da un assaggio di 148 frustate, accompagnate da un numero di anni di galera da toglierle per sempre la voglia di riprovarci. In Italia, tranquilla, andrà molto meglio.


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