LA RAGGI E I 5 STELLE ALLE COMICHE FINALI DINANZI… A CIAMPI!
PRESENTE MATTARELLA, AZEGLIO PERDE LA G E REGNA PER 96 ANNI

LA RAGGI E I 5 STELLE ALLE COMICHE FINALI DINANZI… A CIAMPI! PRESENTE MATTARELLA, AZEGLIO PERDE LA G E REGNA PER 96 ANNI

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Neanche il Fantozzi più in forma avrebbe potuto uguagliare le gesta dell’Amministrazione capitolina, capace di realizzare figuracce peggiori ad ogni tentativo di rimedio. Il Capo dello Stato trattiene a stento l’incredulità per la magra figura rimediata a causa di persone, apparati e filiere di comando indegni della Capitale. E del buon senso


Clicca qui per vedere il Sindaco Virginia RAGGI fare scena muta di fronte a “Carta bianca”


Se un indizio è solo un indizio e due indizi costituiscono al massimo delle coincidenze… che dire quando questi segnali di totale incapacità sono gravi, precisi e concordanti?
In meno di 48 ore l’Amministrazione RAGGI è riuscita a sbagliare non una volta soltanto ma anche la correzione (!) della targa toponomastica posta a ricordare l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio CIAMPI, in un largo di Roma, nei pressi dell’Aventino.
Che gli indizi fossero gravi ce lo ricorda il parterre stesso degli invitati per l’occasione, a partire proprio dal successore in carica di CIAMPI, ovvero Sergio “MATARELLA” o più alla romana Sergio “MATTARELA”, fate voi.
Con il Presidente della Repubblica e tanto di banda, anche i numeri due e tre dello Stato – Maria Elisabetta CASELLATI e Roberto FICO – oltre al figlio di CIAMPI e a donna Franca, collegata via streaming.
Circa la precisione dei sopra citati indizi, come negare che una semplice “G” faccia tutta la differenza del mondo? Al pari, ad esempio, di indicare CIAMPI (nella targa sbagliata numero due) Presidente della Repubblica per ben 96 anni (!) – dalla livornese nascita nel 1920 alla romana morte avvenuta nel 2016 – anzichè regnante sul Colle nel settennato 1999-2006.
E anche sulla concordanza di simil indizi come togliersi di dosso, politicamente, la paternità made in Grillo di simili errori pacchiani, da addossare fino in fondo ad una amministrazione a 5 stelle capace persino di mettere sulla cattiva strada, per due volte (e speriamo bastino!) rinomati quanto incolpevoli lavoratori del marmo?

Sergio MATTARELLA costretto all’attenti dinanzi a una targa mai inaugurata

Facile gettare ogni responsabilità sull’ultima ruota del carro – una dipendente immediatamente identificata, affidata seduta stante ad altro ambito e destinataria di un super veloce provvedimento di disciplina… e per la seconda erronea targa, più grave della prima, l’Amministrazione capitolina chi chiamerà a rispondere… se non se stessa?
Certo, con tutti i problemi che ci sono a Roma e che la RAGGI lascia in pesante eredità – i cinghiali, le buche, l’immondizia che brucia per strada al pari degli autobus – due targhe toponomastiche sbagliate in rapida sequenza potrebbe sembrare un’inezia. E lo sarà pure.
Ma è il segno inequivocabile di una città fuori controllo. Non è certo colpa diretta di Virginia Raggi (non dovrebbe essere il Sindaco obbligato a correggere le bozze delle targhe stradali) ma che il lassismo arrivi fino a questi limiti di ridicolaggine significa che per i grillini il quinquennato è ampiamente scaduto… insomma game over!
Nell’occasione MATARELLA o MATTARELA, scelga il lettore la pronuncia più comoda, ha dovuto mostrare buon viso a cattivo gioco e accettare di lasciare il colle Aventino in fretta e furia, con la targa ricordo non scoperta, in mezzo ad un mare di imbarazzanti convenevoli a vuoto, per fare ritorno infuriatissimo al colle Quirinale; peggio è andata per il mal di pancia, fuori programma, regalato dalla sorte alla RAGGI, veloce a dileguarsi fino a sparire sul colle Campidoglio.
Per la cronaca, a conferma che la realtà è sempre più irreale di qualsiasi immaginazione (tanto che nessun FANTOZZI, eroe alla rovescia di mille disavventure, è mai riuscito a fregiarsi di una figura assimilabile a quella rimediata dalla RAGGI) corre l’obbligo descrivere la mattinata del primo tentativo fin nei particolari quando… il capo del cerimoniale Roberto SORBELLO si è drammaticamente reso conto dell’errore.
Un artigiano qualsiasi è stato incaricato al volo di rifare la targa in fretta e furia. L’obiettivo sarebbe dovuto essere quello di sostituirla; prima della cerimonia o quanto meno prima che qualcuno potesse accorgersi del madornale refuso sul nome dell’ex Presidente della Repubblica.
Ma invano. Anche la corsa disperata per attraversare il traffico di Roma si è rivelata per fortuna inutile! E si perchp il marmista numero era si riuscito a realizzarla a tempo di record mondiale ma financo sbagliata pure questa!
A salvare MATARELLA o MATTARELLA da un sorprus di dabbeneggine hanno involontariamente pensato i Vigili urbani. Inconsapevoli del drammma protocollare che stava per consumarsi, una pattuglia ha pensato bene di fermare e sanzionare per eccesso di velocità proprio il super veloce lapideo chiamato a compiere il miracolo. La pattuglia, inflessibile, di fronte alle ragioni mattarelliane del povero artigiano pare abbia risposto: “E noi siamo Napoleone e Cleopatra…”.
Qui anche lo scapicollante marmista si è arreso alla dura realtà, consegnando agli annali di Roma immortale una delle pagine meno fulgide di quasi tre millenni di storia; detta come va detta… la comica finale sul mondo grillino e qualunque progetto ulteriore questa setta voglia, sia mai, ancora mostrare della propria cabala.


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