“MENU FISSO A 80 EURO… SENZA PRIMO, DOLCE E CAFFÈ
EPPURE CACCIATI IN MALO MODO DAL SIGNOR VINCENZO!”

“MENU FISSO A 80 EURO… SENZA PRIMO, DOLCE E CAFFÈ EPPURE CACCIATI IN MALO MODO DAL SIGNOR VINCENZO!”

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In coro l’8% dei clienti Tripadvisor de “Il Crepuscolo” di Numana lamenta le regole del ristorante: “Spediti fuori perchè vestiti non all’altezza… o con bambini!”


Riprende la rassegna guidata alla messa a fuoco dei soli lati deboli (se non lacune vere e proprie) dei ristoratori osimani. Pubblichiamo le critiche pubbliche della clientela, al fine di spronare la categoria ad una maggiore qualità del servizio, a volte carente.
Cucinare bene, ottimo prezzo, location di qualità, giusti tempi di attesa, buon nome, cortesia e affidabilità. Tutto serve (ma anche tanto altro) per fare di un banale ristorante un ottimo ristorante. 
La rubrica che andiamo a riprendere, dedicata come un anno fa alla recensione dei locali di Osimo e dintorni, tende proprio a mettere in evidenza le lacune, i ritardi, le incomprensioni, i piatti effettivamente mal riusciti che a volte, per fortuna abbastanza raramente, mettono in crisi il rapporto con l’affezionata clientela.
Unica differenza le recensioni; non saranno più frutto della serata a sorpresa della Redazione (che ormai ha bruciato l’effetto sorpresa, avendo circumnavigato intera totalità dei locali del circondario) ma saranno riprese dai pareri pubblici critici, rilasciati dai clienti stessi sulla pagina ad hoc del sito specializzato Tripadvisor.
Di giorno in giorno, contestualmente al tempo che le notizie vere ci consentiranno di volgere altrove lo sguardo, dedicheremo spazio ai punti deboli, di ulteriore crescita, lamentati di ha toccato con mano le varie criticità delle strutture prese in esame.
Iniziamo la rassegna dando voce alla clientela del ristorante “Il Crepuscolo” di Numana, classificato medio basso dal 10% dei clienti, di cui del tutto negativamente dal 8% dei frequentatori Trip.
Appena un cenno per sottolineare come il giudizio non riflette il pensiero della Redazione.


ALTRI TEMPI

Fralvia il 6 agosto 2013: “Avremmo voluto dire la nostra su questo ristorante ma ci è stato negato l’ingresso causa infradito… La prossima volta per andare al mare metteremo le scarpe con la punta!”.

GIACCA E CRAVATTA

Roberto di Perticara (Rimini) il 18 giugno 2012: “Incuriosito dalle recensioni e dalla cordialità di cui tanto si parla, sono partito con mia moglie dall’entroterra riminese.

Nella telefonata di prenotazione il signor Vincenzo si è preoccupato di dirmi che la cucina è a base di pesce, si è preoccupato di chiedermi se sapevo dov’era il ristorante ma non si è preoccupato di dirmi che occorreva un abito formale. 

Presentatomi in bermuda e camicia comprata alle Hawaii il signor Vincenzo mi ha rispedito al mittente”.

L’interno de “Il crepuscolo” a Numana

C’E’ MODO E MODO…

Daniele il 3 agosto 2014: “Maleducato! C’è modo e modo di comunicare alle persone che è richiesto un abbigliamento adeguato! La frase “Da me così non si entra” rispecchia la situazione!”.

L’ABITO NON FA IL MONACO… ANZI DA EVITARE!

Karl l’8 agosto 2014: “Dopo aver passeggiato, in una giornata non adatta al mare per vento e nuvole, ci ritrovammo Numana alta… e con TripAdvisor cercammo un ristorante vicino alla gelateria. 

Bingo! All’andata, dopo aver consumato il gelato, non avevamo affatto notato questo ristorante; infatti l’ingresso è un cunicolo con scale e con una piccola insegna. 

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Lette le recensioni capimmo che il vestiario conta, per nostra fortuna dovendo nel pomeriggio dirigerci verso Osimo e visitare le grotte, eravamo vestiti così: mia moglie un pantalone di marca e scarpe da passeggio, pure di marca; io lo stesso pantalone in lino, scarpe chiuse e maglietta di marca.

Quindi, fiduciosi, siamo scesi dalla piazza e a fatica abbiamo localizzato sulla destra l’entrata… Era aperto… così siamo scesi e nello scendere vidi una sagoma con pantalone e pensai… è lui! Il famigerato Vincenzo che decide cosa mangi, quanto e come ad un prezzo assurdo (se consideriamo che il vino è a sua scelta, come il cibo; e non certo all’altezza delle portate); assurda come la sua formula, del resto. 

Ma di certo – si sperava – la qualità di cui avevo letto almeno non sarebbe mancata.

Mancavano pochi gradini e ci venne incontro, guardandoci senza parlare… io salutai cortesemente e mia moglie lo stesso.

Chiesi un tavolo. Lui ci disse che non aveva tavoli… e guardandoci disse… nel mio ristorante non è consentito entrare vestiti come voi… Gli chiesi: perchè? Come siamo vestiti? Male? Lui rispose: beh non proprio… ma non all’altezza del mio locale. 

Uno degli antipasti proposti dal ristorante

Io dissi: “Scusi ma per caso ci sta cacciando o ho capito male?…”.

E lui: “No signore, non scherzo; io seleziono chi entra e chi no e voi non avete il giusto abbigliamento”.

Risposi: “Ma lo vede come siamo vestiti o fa finta di non vedere? O altro?!”

E lui: “Lo vedo. Per questo le chiedo di andare via e non offendersi…”.

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Io allora ormai avevo già da minuti scelto di andar via… ma gli dissi lo stesso: “Lei crede che essere vestiti come è vestito lei significa essere vestiti bene? Sa cos’è l’eleganza, la raffinatezza e soprattutto l’educazione? Le pare norma trattare clienti come cose? Sa che le dico? Sono contento di averla conosciuta; sapevo dell’abbigliamento e mi sono presentato di conseguenza… ma è palese che non ha stile ne…”.

Troncò la mia contestazione girandosi e dicendo che aveva lavoro da fare… io a voce alta allora mollai il discorso e dissi con ironia.: “Beh… ci mancava anche la maleducazione chiara e netta! Un saluto signor Vincenzo e mi raccomando, saluti il sarto! Grazie per il pranzo e la cortese conversazione…”.

Mia moglie era impietrita e mi disse andiamo via… Tanto è tempo perso parlare… non esiste peggior sordo o cieco di chi non vuol sentire, ne vedere….

Salimmo le scale e ora che vi ho raccontato questa esperienza, spero che anche chi ha mangiato qui non ci torni… che ragioni un poco… se si comporta gentilmente e lo raccontate vuol dire solo che avete abboccato! 

IL menù fisso senza scampo è un guadagno stratosferico per un uomo maleducato e arrogante oggettivamente, noi eravamo vestiti con marche serie… Prada, Lacoste e Ferrè… eppure cacciati via…

Si parla di un ristorante, il gestore è libero di selezionare la clientela; a me in molte occasioni è capitato.

Ma nonostante sia stato cacciato, voglio dare un contributo e consiglio al signor Vincenzo… faccia un disegnino all’entrata… un uomo e una donna vestiti. E scriva che in questo ristorante è vietato l’ingresso a persone vestite diversamente… insomma un cartello chiaro che certamente ricorda i tempi della guerra…

Se non credete, andate e provate… Buona fortuna. Ultimo consiglio: oggettivamente da evitare”.

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NON ACCETTA BAMBINI!

Diabolik di Firenze il 25 agosto 2014: “Cosa dire? Abbiamo cercato di prenotare un tavolo per cena e c’era disponibilità, ma quando ha saputo che fra i commensali c’era un bambino, ha rifiutato di confermare la prenotazione perchè a suo dire non accetta bambini (come fossero animali)! 

Credo che questa sia una discriminazione al pari di quella razziale, se non peggiore. Invito chiunque legga questo messaggio che – bambini o non bambini – boicotti tale esercizio, gestito da una persona presuntuosa, arrogante e maleducata!”.

Ancora un’immagine di un tavolo del locale rivierasco

SI BERMUDA? NO PARTY

Lino di Pietramontecorvino (Foggia) il 17 luglio 2015: “Meglio prenotare e munirsi di eventuale abito da cerimonia! Il simpatico cameriere/proprietario, dopo una fugace rivista, deciderà se farvi entrare o meno! Se indossate un comodo e fresco bermuda, visto il caldo di questo periodo… 

Un consiglio a Vincenzo, magari all’ingresso di questo blasonato locale metti un simpatico divieto di ingresso ai clienti in bermuda”.

PECCATO DI INGENUITA’

Mirco da Castiglione del Lago (Perugia) il 19 agosto 2015: “Vorrei dare zero… ma non si può! In una serata piovosa di metà estate e dopo aver camminato in lungo e in largo per Numana, abbiamo deciso di scegliere un ristorante per mangiare… cosi, dopo uno sguardo veloce su TripAdvisor, proviamo i primi due o tre consigliati… ma non avevano posto. Effettivamente, pur essendo le 19.45, i tavoli erano già tutti pieni. Cosi ci troviamo davanti l’entrata, semi nascosta, di questo locale… scendiamo la discesa e ci troviamo davanti una sala completamente vuota; mia moglie domanda ad una signora se si potesse mangiare ma questa chiama immediatamente lui, Vincenzo, che si avvicina e domanda quanti fossimo (essendo io rimasto fuori con il passeggino).

Mia moglie risponde: due adulti, una bambina di 6 anni ed un neonato con la carrozzina… Potete immaginare la faccia schifata; e la risposta con voce dura è stata: “Abbiamo il pesce contato in base alle prenotazioni; e questa sera siamo al completo”.

Mia moglie guarda la sala vuota e girandosi “ringrazia”.

Solo dopo, in un altro ristorante, abbiamo capito il vero motivo leggendo le altre recensioni. Unico commento: almeno il coraggio di affermare ad alta voce l’indole razzista e scriverlo nel cartello d’entrata!”.

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Il signor Vincenzo, titolare de “Il Crepuscolo”, al centro delle critiche di TripAdvisor

RAZZISMO E’ DI CASA

Monipaz di Monza il 19 agosto 2016: “Ho provato a prenotare una sera e scendendo le scale mi sono trovato tale Vincenzo, titolare e burattinaio del ristorante. Mi è stato risposto seccamente che era tutto pieno, quando alle 21 c’era solo un tavolo. 

Caro signor Vincenzo, ti do un consiglio: “Se vuoi fare il ristoratore in una località di mare nel 2016, se vuoi fare la selezione all’entrata, scrivi un cartello e magari prendi una stella. Che per due cozze e tra gamberi di sicuro non mi incravatto. Buffone! Cambia mestiere e lascia spazio a chi è al passo con i tempi”.

C.I.M.

Fabrizio di Venezia il 13 settembre 2016: “Siamo a Numana per un pò di relax di fine estate. C’è presa voglia di pesce crudo e senza troppi intrighi… cosa difficile, a quanto pare, da queste parti perchè deve essere scattata la nouvelle cousine… e tutti che sul pesce crudo ci aggiungono frutta e salse strane.

Comunque passando per il corso ho visto il ristorante da Vincenzo… guardo il sito e il menu è inesistente. Pero leggo “Re degli scampi” o qualcosa di simile.

Scendo per chiedere informazioni e vedo che la persona che stava in cucina girare per portare i piatti in sala!!!

Bellissimo l’ambiente dove si mangia.

Esce questo signore da una capigliatura “esperta”… gli espongo i nostri desideri di pesce crudo e lui come per bacchettarmi, con un dito da maestro lo muove dicendo di no… che da lui pesce crudo non si mangia.

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Gli chiedo del menu e mi indica un cartello con scritto 80 euro: 4 antipasti, 2 secondi e qualcosa riguardante il vino… poi è andato in cucina che aveva gli scampi sul fuoco.

A questo punto me ne sono andato risalendo le scale.

Leggendo altre recensioni ho visto che non accetta bambini, animali e niente contorni… beh i contorni anche, anche… animali non ne ho ma mia figlia che faccio? La lascio in macchina?

Direi a questo signore: caro mio, la guerra è finita da un pezzo… sveglia! Un menu deve descrivere quello che si mangia. E non ha neanche il tempo per parlare con eventuali altri clienti visto che deve ricoprire più ruoli, tra cucina e sala”.

Il menù a prezzo fisso proposto da Vincenzo fino al 2017

MA PER FAVORE…

Bordeaux il 14 aprile 2017: “Ho cenato in ristoranti stellati e non ho mai riscontrato la spocchia e la superbia ingiustificata riscontrate qui. Io mi sentirei un pò ridicola a vestirmi di tutto punto per andare a mangiare in un seminterrato buio e anonimo; ancora più ridicola a spendere 80 euro per mangiare le stesse cose che mangio da mio nonno pescatore! 

Facile fare ristorazione cucinando quei soliti cinque piatti. Ah e ricordiamoci che ci si atteggia tanto a ristorante di lusso e poi non abbiamo nemmeno una cantinetta o una carta dei vini! Locale per vecchi. Siamo andati avanti per fortuna”.

METTO 1 PERCHE’ DI MENO NON SI PUO’

Emanuele di Filottrano (Ancona) il 28 giugno 2017: “Abbiamo cercato di prenotare per una cena di famiglia e siamo stati ghettizzati, costretti ad andare con le loro condizioni perchè ci sono due bambini, uno di 5 e uno di 3 anni. 

Da mangiare sarà anche buono ma cacciare una famiglia perchè ha due bambini… con la scusa di non accettare bambini la sera, non l’avevamo mai sentita. 

Per fortuna i tanti posti più bravi e gentili della zona. Sconsigliatissimo. Puoi mangiare bene ma sapere di non essere accettato per due bambini fa perdere tutti i punti”.

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VERGOGNOSO

Raminga di Roma il 28 agosto 2017: “Da quel che posso interpretare dalle recensioni e dalla mia esperienza personale, capisco che questo ristorante può essere amato o odiato. Purtroppo anche io ho avuto la sfortuna di incontrare Vincenzo che, in maniera poco velata, ha invitato me e il mio ragazzo ad uscire fuori dal ristorante, causa l’abbigliamento non consono. 

L’atmosfera è tetra: buio pesto, ristorante vuoto e il proprietario sembrava uscito dall’oltretomba. Tutti presupposti poco allettanti per una cena piacevole e rilassante. 

In più un menu obbligato, costoso e privo di primo piatto, contorno, dolce e caffè non mi sembra un’ottima presentazione. 

La prossima volta mi presenterò al ristorante in shorts, con due e tre bambini al seguito, un amico con disabilità, un cane e un gatto… così per testare il grado di inclusività di questa spiacevolissima persona che preserva intatta l’atmosfera del suo ristorante pur di nascondere la sua probabile incapacità di soddisfare richieste diverse e variegate; preferisce selezionare in maniera dittatoriale, alla porta dei suoi inferi”.

MAH

Filippo di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) il 31 ottobre 2015: “Locale particolare, nel senso che si mangia solo ed esclusivamente ciò che propone il signor Vincenzo. Non ci sono primi piatti, ne dolce e sinceramente non vedevo neanche cosa c’era nel piatto… causa il buio pesto. Non credo che ritornerò visti anche i prezzi molto alti”.

OTTIMO LIVELLO ANCHE SE, PER IL LIVELLO DI PREZZO, SI PUO’ MIGLIORARE

Francesco di Caldarola (Macerata) il 24 ottobre 2013: “Sicuramente uno dei migliori ristoranti della zona per la qualità del pesce proposto; ambiente molto curato in ogni dettaglio, servizio ottimo, pesce di buona qualità e quantità. Comunque per il prezzo pagato pretendo di avere almeno la possibilità di scegliere il vino (quello servito era comunque discreto) perchè visto che lo fa pagare bene è gradito poter scegliere… 

Fare ristorazione con menù fisso, senza cantina e a quei prezzi non ci vuole certo un genio!!! E ci mancherebbe che mangi anche male!!! 

Quindi consiglio al signor Vincenzo, prima di preoccuparsi di quello che fanno i ristoratori vicini… e di raccontarti tutti i “papaveri” suoi ospiti (di cui a me non frega francamente nulla, anzi!) di spendere due lire per fare una carta dei vini degna del livello del conto… idem per il menù a la carta! Oppure adegui il prezzo al “rancio unico” e non ad un ristorante radical chic!”.

La scalinata che porta al locale nel centro storico di Numana

SCAMPI E MENU FISSO

Curtis di Ancona il 14 settembre 2012: “Lo so, sembra un controsenso, ma solo se non siete mai stati da Vincenzo a Numana, a due passi dalla Torre, simbolo del paesino e dallo splendido belvedere. 

Solo scampi, in tutte le salse, magnifici nell’antipasto e nella grigliata oppure nella notevole catalana. 

Buonissimo il risotto perchè, come afferma il sussiegoso titolare, “le tagliatelle vanno bene solo con il ragù”. Dolci inesistenti e se volete un caffè ve lo dovete andate a prendere al vicino storico bar gelateria “Morelli”. 

Tutto bene, quindi, se non fosse per due piccoli particolari: il menù è praticamente fisso e il prezzo è astronomico. In tre abbiamo speso più di 300 euro, con una passabile bottiglia di verdicchio locale (con ricarico da paura) e acqua minerale che ha attraversato mezza Italia per finire sul vostro tavolo.

Consigliato solo se volete fare colpo sul vostro nuovo partner…”.


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