POCHI E IN RITARDO, IL TEMA DELLA GUERRA NON SCALDA OSIMO
SULL’UCRAINA CIVICI FLOP, PUGNALONI ADDIRITTURA ASSENTE

POCHI E IN RITARDO, IL TEMA DELLA GUERRA NON SCALDA OSIMO SULL’UCRAINA CIVICI FLOP, PUGNALONI ADDIRITTURA ASSENTE

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Esperienza da dimenticare, appena 27 i presenti alla manifestazione in favore della Pace indetta dai giovani latiniani. Addirittura nessuno a rappresentare la maggioranza Pd e se possibile ancor meno a nome delle altre opposizioni. Presente in piazza solo il Centro-Destra. Dato politico a parte, si è confermata l’inutilità e l’impossibilità, per soggetti troppo piccoli, di appoggiare propositi troppo grandi


Per fortuna i candidati a Sindaco di riserva – in ordine alfabetico Sandro ANTONELLI e Gilberta GIACCHETTI – puntuali e presenti in piazza, chiamati ad alzarsi dalla panchina ed entrare in campo a difesa della pace in Ucraina e nel mondo.
In una piazza Boccolino prevedibilmente deserta di osimani e con la vera candidata Monica BORDONI arrivata solo al momento del “Padre Nostro” (e perfino un attimo dopo di Dino LATINI, presente alla manifestazione e abbonato alla recita del “Credo”) è andata in onda una delle pagine meno raccomandabili della pur trentennale storia di Su la Testa e cespugli vari.
Esattamente 27 i partecipanti ad un appuntamento speculativo denominato, con sin troppa esagerata fiducia “Osimo dice no alla guerra”. Al dunque, in piazza, nonostante l’orario più adatto ad una apero-cena che ad un momento senza senso (se fatto ad Osimo) di indignata partecipazione popolare, i presenti non sono serviti a rappresentare, numericamente, gli abitanti di un piccolo condominio.
Brutta figura doveva essere e dunque brutta figura è stata. E poco conta, l’indomani, per gli anziani del movimento ribadire ai giovani civici abbacchiati “Ve l’avevamo detto…”.

Lumini per la pace in Ucraina depositati davanti la bandiera Giallo e Celeste

Certi esperimenti, su temi di scala mondiale, dovrebbero essere evitati accuratamente da chi politicamente nasce, vive e combatte e soprattutto ha interesse esaltato proprio dal ristretto perimetro comunale.
Speriamo che almeno la batosta mediatica possa servire, in un futuro che è già oggi – meno di 800 giorni ad un voto che sa tanto di spareggio con gli eredi di PUGNALONI – a raddrizzare la mira e magari fidarsi maggiormente di chi con le manifestazioni per il Vietnam, l’Iraq e compagnia bella ci è già inutilmente passato.
Ora che la testa sul muro è stata battuta (e il muro è rimasto li, senza un graffio) è sperabile che i Civici inizino a fare chiarezza al proprio interno, indicando con certezza la BORDONI come unica scelta possibile e magari approfittino dell’occasione per una ultima “pulizia di Pasqua”, ovvero indicare la porta a quanti, giammai d’accordo con la linea, architettano in testa una resistenza interna al progetto.
Certo, da domani in poi, Monica BORDONI dovrà imparare ad arrivare agli appuntamenti pubblici almeno cinque minuti prima (e non dieci dopo); evitando dover ricorrere all’utilizzo di panchinari che, una volta schierati in campo, potrebbero giustamente dar fiato a qualche idea sbagliata.
Così come Dino LATINI dovrà rassegnarsi a capire che la linea al partito va dettata, dal capo al popolo; e non subita passivamente. E nemmeno sperare che le cose in politica, di per se discretamente intricate, si dipanino e aggiustino magicamente da sole.
Serve, urge anzi, ritrovare un capo riconosciuto che torni a fare il leader di una maggioranza più ampia possibile (Centro-Destra in primis), da compattare sull’obiettivo della riconquista del Comune a costo di qualche ulteriore defezione degli scontenti o eterni contro corrente.
In mancanza di una linea definita e unitaria, allora, i 27 di sabato sera forse ben rappresentavano i giovani civici; soprattutto rappresentavano “quelli dell’Udc in Regione”: il redivivo Stefano GATTO, di gran lunga il più allegro e contento d’Italia o d’Europa, con un sorriso contagioso a 32 denti, da orecchio a orecchio, dopo la recente nomina nel CdA Erap; e che dire dell’altro ex desaparicido Franco GUERCIO, di nuovo ad Osimo dopo ben 23 anni di buen ritiro a Porto Recanati, giusto un istante dopo la nomina a consulente del Presidente LATINI? Come, quando, perchè? In qualità di cosiddetto “esperto” – ma dai – nel settore servizi e commercio!

La GIACCHETTI, la BORDONI e GATTO in primissima fila per lo scatto ricordo della manifestazione. In alto a sinistra ALESSANDRINI (Lega)

Degli altri 8.300 elettori civici, invece, nessuna traccia in piazza. Come nessun segno di vita l’ha dato l’Amministrazione PUGNALONI (pare troppo indaffarata a censire abitazioni da offrire alle ucraine in fuga) e neanche i civici di GINNETTI (sembra parimenti impegnato a raccogliere beni alimentari, medicinali e vestiti per gli ucraini che resistono in Patria.
Da segnalare la presenza di ALESSANDRINI ecc. (Lega) e della STAFFOLANI in rappresentanza del 50% di Fratelli d’Italia rappresentato dal partito ufficiale ad Osimo; l’altra metà spera. Di certo non sogna di avere Renato FRONTINI quale futuro rappresentante della Fiamma in alcun consesso possibile, specie dopo essere passato, come una trottola, per la Lega degli anni d’oro o essere stato tra i primi a congratularsi pubblicamente con PUGNALONI per il bis del 2019.
Che altro? Detto che gli improvvisati “comizi” di ANTONELLI e della GIACCHETTI non hanno scaldato gli animi, i cuori e neanche il corpo dei 25 restanti (fortuna ha voluto la presenza di un prezioso lumino in mano), suggeriamo ai Civici un tema di maggior interesse per una manifestazione cittadina prossima futura.
Che dire di presentarsi, bollette della luce in mano, per un bel sit-in sotto l’ufficio di PUGNALONI e quel Palazzo comunale che di recente ha svenduto alla SGR di Rimini anche la restante e ultima quota parte pubblica (28%) di Astea? Aprendo di fatto, anzi spalancando vieppiù le porte, in un momento epocale di crisi, a prezzi di libero mercato con cui, magari, recuperare tutti o parte dei famosi 600.000 euro perduti in Ungheria dal buon CASTIGLIONE?

Sandro ANTONELLI ha preso la parola per ricordare il bene della Pace in Europa

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