RIVELA IL VECCHIETTO “INCENDIARIO” PER CORSO MAZZINI
“LA MIA MISSIONE? ROMPERE… I COSIDDETTI ALLA GENTE!”

RIVELA IL VECCHIETTO “INCENDIARIO” PER CORSO MAZZINI “LA MIA MISSIONE? ROMPERE… I COSIDDETTI ALLA GENTE!”

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Parla Paolo Buggiani, 88 anni, catalpultato ad Osimo dal Rifondatore comunista Folena. “Il mio amore per le fiamme? Grazie a mia nonna! Da bambino per me gettava dalla finestra fiammiferi… Il fuoco è vita”. Irreperibile l’Assessore alle Attività culturali Pellegrini, “dell’arte” dell’indisciplinato ma simpatico toscano resta il conto da pagare


La già discussa (e ancor più discutibile nei prossimi giorni) “prestazione artistico (?) e incendiaria” di un arzillo vecchietto 88enne lungo Corso Mazzini (esperienza purtroppo iscritta a libro paga sul conto degli Osimani nell’ambito di una rivedibile mostra sull’americanismo ospitata al Campana) ci ha indotto a chiedere urgenti spiegazioni all’Assessore alle Attività culturali Mauro PELLEGRINI (Pd).
Argomento? Far luce, senza intermediazioni velinare, su come sia possibile spendere soldi pubblici (cioè i molti denari che gli osimani hanno affidato in gestione al Pd fino al 2024) in maniera tanto disinvolta.
Sullo stile del Sindaco PUGNALONI in eterna fuga dalla stampa, anche PELLEGRINI è però risultato irreperibile per l’intera mattinata; esauriti i tre tentativi telefonici di pragmatica e archiviato l’ex candidato alle Regionali come non interessato a rispondere ai cittadini, abbiamo provato a capire da soli chi potesse essere l’anziano “piromane” visto aggirarsi in bicicletta per il centro storico: una perfomance che, tra tante città possibili per la Sinistra militante italiana, è stata portata proprio ad Osimo dall’ex Onorevole di Rifondazione comunista Pietro FOLENA.

Un’immagine emblematica del discusso artista di strada BUGGIANI

Cerca e ricerca, alla fine abbiamo reperito in Rete una intervista a firma della collega Arianna DI CORI (per “La Repubblica”) firmata il 16 aprile 2018, tre anni fa, sul conto di tal Paolo BUGGIANI, toscano contestatore.
Il simpatico nonnetto visto in azione ad Osimo ci scuserà l’irriverenza… ma ciò che è maggiormente emerso della personalità contestatrice di BUGGIANI è la continua ricerca, innalzata a filosofia di vita, di disobbedire e infrangere costantemente le regole.
Peccato davvero, ripetiamo, che a rompersi, questa volta, siano stati gli zebedei degli ignari osimani a cui, quanto meno, alle 20.50, è stato risparmiato lo spettacolo inverecondo firmato col fuoco da BUGGIANI e celebrato alla città solo attraverso i resoconti dell’imperante Minculpop e delle mille veline che soggiacciono voluttuose con la distribuzione assicurata dal Ministero della Cultura popolare.
Detto che non sapremo mai il perchè di scelte tanto fuori corrente, al limite della provocazione, specie in una città che con la disobbedienza e il non rispetto delle regole non ha fortunatamente mai avuto a che fare; e sottolineato come lo show porterà a dei costi certi, diretti o indiretti (attraverso il Campana) per l’Amministrazione comunale, veniamo finalmente al nostro insalutato ospite, PELLEGRINI e pochissimi altri Assessori a parte, come documentano le immagini di OSIMO WEB.

Il nonnino 88enne toscano alle prese con una sua creatura

BUGGIANI, COSA E’ PER LEI, LA DISOBBEDIENZA?
“La disobbedienza è sinonimo di libertà; senza libertà non puoi creare. Se non c’è un’invenzione causata dalla disobbedienza, l’arte diventa artigianato ossia “arte già nata”.
(In realtà l’artigianato è un lavoro che può eccellere fino all’arte ma che nella normalità dell’accezione si limita a creare o anche riparare beni tramite l’opera manuale dell’uomo, opera limitato ad una cerchia definita di persone, NdR.) Per essere libero non puoi assecondare chi ti censura, devi sorprenderlo. Le tante volte che hanno cercato di arrestarmi per le mie azioni spontanee non chiedevo scusa: mi mettevo in ginocchio davanti ai poliziotti con le mani giunte e dicevo “giuro che diventerò più buono”.
Questo atteggiamento ha sempre spiazzato le forze dell’ordine, tanto che sono diventato amico di alcuni di loro. E ora, siccome sono un po’ più vecchio ma resto sempre il solito disobbediente, ho deciso di scrivere un libro sull’argomento, una specie di manuale da seguire”.

OGGI LA STREET ART SI MUOVE TANTISSIMO SUI SOCIAL: LEI CHE RAPPORTO HA CON IL MONDO DEL WEB?
“Da un lato ha reso il nostro pianeta molto più piccolo. Dall’altro rischia di far perdere il contatto con la realtà. Mi colpisce sempre molto che chi entra all’inaugurazione di un festival e si fa un selfie davanti alle opere… forse per sentirsi parte del processo creativo, allo stesso tempo volgendo le spalle a ciò che fotografava.
A questo siamo abituati oggi; invece di entrarci, ti ritrai protagonista del mondo dietro di te.
Questo gesto significa negare una possibile comunicazione, è una forma di appropriazione dove si rimane soli”.

L’assessore alle attività culturali Mauro PELLEGRINI, osserva senza parole BUGGIANI al lavoro

SECONDO LEI I MURALES POSSONO ESSERE LE NUOVE “PASQUINATE”?
“Jenny HOLZER, una delle pioniere dell’arte della strada, diceva: “Questa è arte che si suppone non debba esistere, arte messa in posti dove tutti possono vederla, arte che tratta problematiche serie, talmente bella da riuscire a dimostrare quanto le cose potrebbero essere meravigliose”.
Ecco, se gli street artisti di oggi conoscessero questo messaggio forse avrebbero un indirizzo più mirato in quel che fanno e dunque sì, essere Pasquino con la loro arte.
Fare cose divertenti e sorprendenti è una cosa; fare cose divertenti, sorprendenti, importanti, di denuncia, è un’altra”.

RIPERCORRENDO LA SUA STORIA, DA DOVE NASCE IL SUO AMORE PER IL FUOCO?
“Da sempre! Mia nonna mi buttava i fiammiferi dalla finestra quando ero bambino… Il fuoco è la vita, è ciò di cui sono fatte le stelle, è il cuore del nostro pianeta, ed è anche elemento disobbediente per natura.
Ho cercato di farmelo amico, di controllarlo. Nei miei lavori infatti uso corde in fibra di vetro saturate di cera e kerosene che provocano una fiammata che si esaurisce rapidamente. Ma sono sempre stati pochi, almeno in Italia – ammette BUGGIANI – i Sindaci che si sono fidati ad autorizzare le mie performance”.

QUALE MESSAGGIO INTENDE LASCIARE?
“Vorrei essere provocato dalle nuove generazioni; per questo ho preso parte a una mostra che rinchiude ciò che dovrebbe stare sulla strada, in un luogo che ci chiede di riflettere dove siamo e dove stiamo andando.
Sono per la più totale libertà, tanto è vero che ammiro molto questi ragazzi perché hanno il desiderio di innovare e sfuggire alla schiavitù del quadro su tela.
Mi piace molto il loro approccio installativo e sono certo che, a forza di provocarsi a vicenda, qualcuno emergerà.
Tuttavia sono preoccupato del fatto che la street art stia prendendo una deriva decorativa. Amo il lavoro che abbia un messaggio e un mistero, che sorprenda le persone: senza, l’arte nasce già consumata ed è solo un gioco”.


Nel video di OSIMO WEB la discussa e discutibile performance su Corso Mazzini

PER CONCLUDERE, A 85 ANNI (oggi 88, NdR.) COSA LA MUOVE?
“Le mie ricerche avvengono spesso in una realtà parallela, dove gli ostacoli quotidiani possono diventare inesistenti e dar posto a realtà desiderate, dove il mistero del messaggio può superare la durata della materia che lo crea, avvicinando l’arte effimera a quella “duratura”.
Ma vuole sapere cosa mi muove davvero? E’ semplice, potrebbe indovinare: rompere i coglioni alla gente!”.

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