UNGHIE INCARNITE E CODICI BIANCHI A PARTE…
RIVOLGERSI ESCLUSIVAMENTE A JESI, JESI, JESI!

UNGHIE INCARNITE E CODICI BIANCHI A PARTE… RIVOLGERSI ESCLUSIVAMENTE A JESI, JESI, JESI!

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La vicenda Ficosecco insegna: giungere al S.S. Benvenuto e Rocco in orari… sbagliati costa la vita! Per la prima volta, forse, gli osimani stanno aprendo gli occhi sul bluff elettorale di Pugnaloni e del Partito democratico regionale


Signori, si muore! Ormai è scientificamente provato, si muore per davvero. Anche in ospedale!
Come la vicenda di Armando FICOSECCO insegna, si muore però più facilmente se – da osimano o dintorni – hai la sfortuna di rivolgerti o di essere trasportato all’ex nosocomio di Osimo!
Non sapremmo, con tutta e tanta buona volontà, come definire altrimenti la struttura Inrca sovrappostasi al S.S.Benvenuto e Rocco grazie all’ideona del duo Ceriscioli-Pugnaloni.
Acclarato che si muore, vediamo perchè si muore.
Nel caso del povero agente ausiliario del traffico, la cui famiglia ha tutte le sacrosante intenzioni di andare fino in fondo e chiedere spiegazioni plausibili – si muore perchè quando il neo pensionato si è sentito male e si è presentato in ospedale con le proprie gambe, ha avuto la sfortuna di farlo in orario… sbagliato!
Esattamente, vietato accusare malore in momenti di riposo del personale; nella fattispece del radiologo, non in servizio nel momento di massimo allarme, che avrebbe potuto – se i sintomi dell’aneurisma all’aorta addominale si fossero denotati nel canonico orario di lavoro, sindacalmente accettato, ovvero dalle 9 alle 19 – almeno lanciare, con ore di anticipo, l’allarme per la vita.
Se al caso specifico poi aggiungiamo il tempo perso per una prima diagnosi di colica renale in corso, lontana dalla ben più minacciosa realtà, si comprende bene come la vita del 68enne agente sia di fatto stata legata solo al tenue filo del miracolo, non disponibile agli uomini.

Armando FICOSECCO, la tragica vicenda dell’ausiliare del traffico sta facendo interrogare tutta OSIMO

Precisazione d’obbligo: nessuno ad Osimo e men che meno questa testa, sono sfiorati dall’idea di comportamenti negligenti e men che meno scrupolosi da parte degli operatori in prima linea.
Anzi, semmai è vero il contrario. Uomini e donne del pronto soccorso e dell’Ospedale, ognuno secondo le proprie competenze, si impegnano quotidianamente per restituire ai malati di turno la perduta salute o quantomeno assicurare a ciascuno il meglio della propria scienza.
Peccato che lo schieramento in campo, organizzato dall’Inrca inseguendo in primis i propri legittimi interessi di istituto di ricovero e cura degli anziani, non sempre e non certo appare in linea con una idea di salute a 360 gradi, come invece si apprezza negli ospedali Asur.
Insomma nessuno, neanche dopo la vicenda Ficosecco, potrà vietare a Pugnaloni di continuare a pensare di essere stato l’ideatore di un successo storico per il benessere della salute in città… ma i diretti interessati, invece, in primis coloro che al 50%, in buona fede, hanno creduto e premiato col voto lo sradicamento di ogni parvenza di struttura ospedaliera, faranno meglio ad allinearsi al restante 50% degli osimani disillusi.
Del resto la verità sul S.S. BEnvenuto e Rocco, gli amici del Partito democratico dotati di onestà intellattuale, possono leggerla da tempo sul sito stesso dell’Inrca – clicca qui https://www.inrca.it/inrca/Mod_uo_114.asp?pag=sede_os.asp – quando si ammette che “il provvedimento di scorporo e di incorporazione di Osimo nell’Istituto è avvenuto, a seguito della legge regionale 34 del dicembre 2017, a decorrere dal 1° gennaio 2018. In tale data è passata alla Direzione INRCA una realtà ospedaliera per acuti nodale per il territorio”.
Appunto, realtà per acuti che fa quello che può, a volte di più, ma non certo quanto occorre per garantire l’ordinaria amministrazione di un vero ospedale ad un bacino di 100.000 persone.
Una risposta, quella dell’Inrca, lodevole ma legata a doppio filo ai mezzi e agli uomini che ci sono, ai conseguenti orari da rispettare, ai macchinari che l’Inrca non ha e non potrà mai avere, specializzata com’è nella vicenda terza età.
Cosa avrebbe dunque potuto salvare la vita di FICOSECCO e dei tanti osimani che perdono e perderanno ancora la vita affidandosi in momenti sbagliati al pronto soccorso di Osimo?

Servizio di Radiologia presente in città dalle ore 9 alle ore 19, sabato 9-18. domenica e festivi si muore…

OSIMO OGGI ve lo ha suggerito spesso e lo ribadisce ancora: se siete nella fortunata condizione di raggiungere un ospedale da solo o attraverso familiari o amici, il punto sanitario più vicino dove correre è a Jesi, ospedale “Carlo Urbani”!
Unghie incarnite e codici bianchi a parte evitate, come il Diavolo fa da sempre con l’acquasanta, il povero S.S. Benvenuto e Rocco. Ed evitate, già che ci siete, anche l’intasatissimo ospedale regionale di Torrette dove, se non siete davvero in fin di vita, difficilmente verrete notati in tempo utile.
Jesi, Jesi, Jesi. Disperatamente Jesi. Un’oretta di strada disagiata, poco più o poco meno, ma almeno, se ci arriveremo ancora vivi, avremo una chance.
Solo il segno della Croce, invece, per quanti saranno costretti – perchè l’evento è improvviso o non hanno alcuna persona a cui chiedere soccorso – ad affidarsi al 118.
Anche in questo caso occorre specificare. Gli uomini del 118 svolgono magnificamente il proprio lavoro… solo che sono tenuti a rispettare un protocollo che li porta, più di spesso, a trasportare il malato presso il più vicino ospedale… giusto quello di Osimo! Come in un tragico gioco dell’oca!


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