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𝗖𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗩𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶, 𝟱𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗿𝗲𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗹𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗼. 𝗣𝗲𝗻𝗮 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘀𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗺𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶. 𝗜𝗹 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘂𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗮𝗰𝗰𝘂𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼 𝗿𝘂𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲𝗻𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗶 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮. 𝗣𝗲𝗿 𝗢𝘀𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗰𝗮𝘀𝗼, 𝗶𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝘀𝗲, 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮
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di Sandro PANGRAZI
Terzo caso di stalking, in meno di un mese, riguardante o osimane vittime o osimani orchi.
In questo caso la vittima è una siciliana di 51 anni, residente ad Osimo, madre di due figli (un maschio e una ragazzina) adolescenti.
Lui invece è un volto noto alla cronaca, Valerio VECCHI, 50enne, ristoratore di Marcelli, per essere rimasto invischiato, questa estate, in un blitz della Polizia, all’interno del locale “Mille sapori”, alla ricerca di droga.

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L’uomo, nativo di San Severino Marche ma ormai numanese per questioni lavorative, come confermato anche dall’operazione di settembre firmata dalla Questura di Ancona, all’epoca (estate-autunno 2024) aveva questioni irrisolte di convivenza con la droga che certo, in un bailamme giudiziario che l’ha trascinato alla sbarra per stalking, violazione di domicilio, furto aggravato in abitazione e persino detenzione di materiale pedo pornografico, non hanno certamente aiuto l’uomo.
Ad aiutare il sanseverinate, piuttosto, è intervenuta, nel corso del processo, la stessa ex convivente osiman-siciliana che, per quasi 5 anni, ha condiviso l’esistenza con VECCHI.
La 51enne, nonostante le denunce fatte che hanno portato al giudizio (richiesto con lo sconto, sottoforma di abbreviato), ha in seguito deciso di ritirare le querele e di ritrattare, in qualche modo, il poker di incolpazioni a carico del proprio uomo.
Ciò nonostante il processo è comunque andato avanti d’ufficio, presso il Gup Alberto PALLUCCHINI, con la donna a giustificare la condotta di VECCHI, non prima di aver accettato un risarcimento e persino riprovato a riallacciare un rapporto di coppia “essendo l’uomo molto cambiato”.
In una udienza precedente alla sentenza, pronunciata lo scorso 15 gennaio, l’osimana ha grandemente ridimensionato il fiume di accuse, provando a spiegare al giudice che l’uomo soffre di problemi di gelosia (anche se “con me non è mai stato violento”) e soprattutto che VECCHI “non è una persona cattiva… purtroppo ha a che fare con una forma di dipendenza dalla droga, da cui però, seguito dal Sert, sta uscendo…”.

Almeno i tre gli episodi messi a fuoco in Tribunale. In una occasione, all’inizio della crisi, VECCHI difeso in Tribunale dagli avvocati Mirco PIERSANTI e Chiara CAIROLI, si offrì di pagare una vacanza a Palma di Maiorca alla donna e ai suoi figli, sperando in un periodo di ripensamento… interrotto dalla sera alla mattina da un volo per le Baleari per motivi di gelosia e da un blitz a sorpresa che, certo, non fece piacere al rapporto già inclinato.
Rientrati in Italia, ad Osimo, VECCHI una sera si presentò in casa della poveretta armato persino di un’ascia per penetrare in casa. Intrufolatosi in casa senza trovare la compagna, VECCHI si imbattè nel figlio minore colpendolo con una gomitata al volto che mandò in frantumi gli occhiali del ragazzo. Salvo ripetersi, una decina di giorni dopo, introducendosi di nuovo in casa previa effrazione della porta finestra con l’accetta!
Infine l’episodio di detenzione di materiale pedo pornografico costituito, in tempi precedenti (fatti risalire alla convivenza quinquennale dei due amanti) dalla presunta ripresa, fatta col cellulare di VECCHI, della figlia di lei impegnata sotto la doccia; riprese ottenute, secondo l’accusa poi ritrattata, lasciando ad arte la telecamera del telefonino accesa in direzione del soffione.
La sentenza del Gup PALLUCCHINI ha diversificato i quattro capi di accusa in diversi giudizi determinando la formula assolutoria sia per il furto aggravato delle chiavi dell’abitazione (per non aver commesso il fatto) che per il possesso delle suddette immagini rubate sotto la doccia (il fatto non sussiste).
Da un esame del cellulare di Valerio VECCHI sono infatti emerse solo tre foto di ragazze nude, forse minorenni, ma non anche il video citato in accusa.
La condanna ad un anno e quattro mesi è così scattata solo a carico delle imputazioni restanti (stalking e violazione di domicilio), pena che il giudice ha sospeso subordinando VECCHI alla partecipazione di un percorso di recupero per uomini maltrattanti.
QUI il tuo eventuale e gradito commento su questo terzo episodio cittadino 2026 di stalking:
