𝗙𝗶𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗶. 𝗖𝗲𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗻𝗲𝗿𝘃𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗶 𝗜𝗹𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗧𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝗵𝗮 𝘀𝗯𝗿𝗮𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘂𝗹𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗣𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗮. 𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮: “𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗺𝗶 𝗿𝗶𝗱𝗮𝗿𝗿𝗮̀ 𝗺𝗶𝗮 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗜𝗹𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮”
Ergastolo confermato anche in secondo grado per Tarik EL GHADDASSI, il marocchino osimano che uccise di botte la moglie Ilaria MAIORANO davanti agli occhi delle sue bimbe.
La sentenza della Corte di Assise di Appello è arrivata questa mattina. A leggere il drammatico verdetto è stato il Presidente Luigi CATELLI che presiede l’assise. Il femminicidio si era consumato a casa, a mani nude, in una fatiscente abitazione in riva al Musone, al Padiglione, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2022.

L’imputato, difeso dall’avvocato maceratese Domenico BIASCO, presente in aula, una volta realizzato il concetto del “fine pena mai”, si è lasciato andare ad un commento ad alta voce, dopo la lettura del dispositivo, urlando fuori dall’aula: “Razzista! Giudice di merda e razzista”, prima che la Polizia penitenziaria riuscisse a portarlo via.
La sentenza di secondo grado, emessa stamani, è arrivata a dieci mesi di distanza dalla condanna di primo grado, sempre con verdetto di carcere a vita, emessa l’11 giugno scorso dal Tribunale.

La povera Ilaria, di origini abruzzesi, vittima e madre di due bambine in tenera età, aveva 41 anni all’epoca dei fatti; il marito, originario marocchino, appena un paio in più.
Era accusato dell’omicidio volontario della moglie, pluriaggravato dalla crudeltà, dai futili motivi, dai maltrattamenti, dalla presenza delle due figlie minorenni e dall’aver commesso il fatto durante l’esecuzione di una pena da scontarsi agli arresti domicilia.
Parti civili, con gli avvocati Enrico CIAFARDINI e Giulia MARINELLI (per madre e fratello) e Arianna BENNI (per le due figlie), l’intera famiglia di Tarik EL GHADDASSI.
“Nessuno mi ridarà mia figlia – ha commentato la mamma alla lettura della sentenza di appello – però almeno si è fatta giustizia per Ilaria”.
La difesa del femminicida potrà ricorrere in Cassazione, una volta rese note le motivazioni della Corte di Appello.
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