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𝗖𝗼𝗻 𝘂𝗻’𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗼𝗽𝗮𝗿𝗱𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗕𝗼𝗻𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 (𝗟𝗲𝗴𝗮), 𝗶𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼-𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗵𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗯𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝗮𝗻 𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗮𝘀𝗽𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮, 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗹’𝗼𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗮. 𝗘𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮. 𝗕𝗿𝗶𝗻𝗱𝗮 𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲, 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼
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di Sandro PANGRAZI
Sabotato l’accordo bipartisan MELONI-SCHLEIN e scippato alla Sinistra il copyright sulla revisione dell’articolo 609 bis sulla violenza sessuale basato sul consenso libero e attuale!

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Con un colpo di mano degno in tutto e per tutto dell’avvocato Giulia BONGIORNO, qui in veste di senatrice leghista, il Centro-Destra ha letteralmente segato alla base la norma che avrebbe annullato, se approvata, i rapporti futuri tra maschio e femmina per consegnare le chiavi del sesso alla sola donna… libera di non gradire, anche a posteriori, la liceità o meno dell’atto e/o anche persino della prestazione attraverso un giudizio insindacabile basato sulla parola.
Questo pericolo, a Dio piacendo, è stato scongiurato attraverso l’abile riforma del testo, giunto dalla Camera con il concetto del consenso femminile; testo revisionato in queste ore dalla Commissione in Senato trasformando il concetto di consenso in quello di dissenso.

Per essere più chiari, visto che di lana caprina trattasi, con la revisione del testo le future vittime non potranno più invocare l’assenza di un consenso libero e attuale ma dovranno continuare a provare di aver espresso al partner un dissenso e la relativa volontà contraria.
Per il mondo maschile e per gli approcci uomo-donna che verranno fa tutta la differenza del mondo rispetto ad un atteggiamento castrante che, con la versione originaria della proposta di revisione, avrebbe impedito qualsiasi approccio sessuale tra le parti della mela, in assenza di notaio o almeno testimoni!
Il nuovo testo, approvato in Commissione Giustizia di Palazzo Madama, ha infatti eliminato ogni esplicito riferimento al termine caro alla Sinistra di “consenso” per ribadire quanto è universalmente noto, ovvero che a letto, tra uomini e donne, serve unicamente il piacere di incontrarsi!
Tradotto ulteriormente, non è possibile darsi da fare se la partner ha chiaramente detto no e non ha alcuna intenzione di cedere a lusinghe, avance, promesse, prestazioni vantate o altro: semplicemente no.
Una regola-base che tutti i maschietti conoscono bene da decine di migliaia di anni, più o meno a qualsiasi latitudine e periodo storico.
In cosa sostanzia, allora, la tanto sbandierata revisione della 609? Alla fine tutto è cambiato per restare com’è, salvo inasprire la pena base per quanti dovessero macchiarsi di violenza, salita da un minimo di 6 ad un massimo di 12 anni; aumentata da 7 a 13 in caso di minaccia o violenza.
Fine del clamore mediatico.
Ora il testo, per diventare legge, dovrà essere approvato dal Senato, confermato senza variazioni dalla Camera e infine sottoscritto dal Presidente MATTARELLA prima della pubblicazione sul La Gazzetta ufficiale.
Per il Centro-Destra (che elettoralmente ha rischiato l’osso del collo) e per i maschi italiani un bel sospiro di sollievo.
QUI, se ne hai, il il tuo commento gradito alla proposta di legge:
