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𝗜𝗹 𝗺𝗮𝗹𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗶 𝟮𝟲 𝗮 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗮𝗻𝗻𝗼, 𝗶𝗻𝘃𝗮𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶𝗴𝘂𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼𝗱𝗿𝗼𝗺𝗼. 𝗡𝗼𝗻𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗱 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝗴𝗮𝘀, 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼. 𝗗𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻’𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗲 𝗹𝗲 𝗻𝗮𝘂𝘀𝗲𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝘀𝗰𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗼. 𝗜𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗭𝗮𝗴𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮
Sono stati trasportati tutti a Ravenna i sette bambini intossicati da monossido di carbonio presso il Pala Sangria di Casenuove.
Da quanto si apprende nessuno dei ragazzini, ricompresi dai due mesi di vita a 10 anni, sono stati giudicati a rischio di più gravi conseguenze.

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Ciò nonostante, per prudenza, i medici del Salesi che li hanno presi in cura nel primo pomeriggio, hanno optato per il trasferimento presso il centro specializzato romagnolo, dotato di centro iperbarico, eccellenza nel trattamento dei casi da avvelenamento da monossido, tramite l’ossigenoterapia.
Trattasi di una terapia salvavita che accelera l’eliminazione del monossido di carbonio dal sangue, ossigenando i tessuti; trattamento ritenuto essenziale in caso di urgenza e tuttavia, parrebbe, adottato per i quattro ragazzini osimani solo in via prudenziale.

Il Centro del “Santa Maria delle Croci” di Ravenna gestisce regolarmente queste emergenze sottoponendo i pazienti a cicli di sedute in camera iperbarica, per contrastare gli effetti tossici del gas e facilitare il corretto ripristino di ossigeno agli organi.
Tutto è iniziato attorno alle 15, presso il capannone gestito fino al 2030 dall’associazione che da vita alla Sagra della Sangria, presso i locali parrocchiali di proprietà della Curia attraverso il parroco don Luigi FILIPPONI.
26, in totale, le persone presenti a tavola per festeggiare un compleanno privato o la ricorrenza della Befana.

Di fatto la festicciola, ospitata all’interno del locale (un ex bocciodromo riadattato a sala convegni), è scorsa via senza intoppi fino al primo pomeriggio quando un’anziana ha iniziato a perdere conoscenza fino a svenire accasciata al tavolo.
E’ un attimo e anche i bambini hanno iniziato ad accusare strani malori, fino a cadere in un progressivo torpore che ha iniziato a far sospettare il resto della compagnia.
Chiari i sintomi del gas diluito nell’aria: mal di testa, nausea, affanno, collasso, vertigini e fino alla perdita di conoscenza che, il più della volta, in casi isolati o riguardanti poche persone, risulta fatale.
Stavolta parrebbe il tutto risolversi molto meglio e solo con una gran paura, nonostante che all’inizio gli indizi abbiano portato a pensare a qualcosa di strano ingerito a tavola; ma ben presto ci si è resi conto che il pericolo non veniva dal cibo ma dall’aria intossicata.
Avvelenata dall’impianto di riscaldamento, evidentemente andato in tilt, che sprigionava nel locale calore ma anche la pericolosissima morte bianca, inodore e insapore, tipica del monossido di carbonio.
Parrebbe che, per fortuna, ci sia stato, nel resto della comitiva ancora lucida, il sentore di cosa stava accadendo in maniera subdola e quindi il tempo necessario per ordinare a tutti di portarsi all’aperto.
Nonostante il locale non sia piccolo e capace di ospitare fino a 100/150 persone, il gas emanato da un impianto in cattive condizioni, aveva ormai saturato il pur ampio ambiente, tanto da penetrare – si è riscontrato in seguito – anche in due spazi parrocchiali attigui.

Scattati i soccorsi, dei 26 presenti alla fine gli intossicati sono risultati quasi la metà (cinque adulti e sette bambini) a riprova che la situazione avrebbe potuto a serio rischio l’intero gruppo a tavola se le avvisaglie alla nonna e ai bambini non avessero fortunatamente indotto all’allarme.
Per fortuna, ricomprendendo anche i giovanissimi trasportati a Ravenna, nessuno è apparso a rischio della vita e tutti i ricoverati (i cinque adulti trasportati a Torrette) sono stati giudicati in “condizioni non gravi”.
Sul posto anche i Vigili del Fuoco che, dopo aver messo in sicurezza il locale e appurato che il monossido aveva preso possesso anche di due sale intermedie, hanno confermato il malfunzionamento della caldaia.

Da parte loro i Carabinieri intervenuti a Casenuove, attraverso il Norm e colleghi della Stazione di Loreto, hanno identificato tutti i presenti, raccolto informazioni e messo a referto il nominativo del responsabile del locale – Silvano ZAGAGLIA, responsabile dell’associazione Sangria, affittuaria fino al 2030 degli spazi – per gli adempimenti del caso.
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