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𝗔𝗱 𝗔𝗻𝗰𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗮 𝗠𝗮𝗿𝘆 𝗥𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗲 𝗺𝗮𝗿𝗶𝘁𝗼, 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗰𝗹𝗮𝗺𝗼𝗿𝗼𝘀𝗼 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 “𝗯𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮”, 𝗰𝗼𝗹 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗼 𝘁𝗿𝘂𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼. 𝗟𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗲𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗶𝘀𝘀𝗼, 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟭𝟮. 𝗟𝗮 𝗦𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝗠𝗼𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗰𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗰𝗲 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗣𝗶𝗻𝘁𝗼, 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗳𝗹𝗮𝗴𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝟯𝟲𝗲𝗻𝗻𝗲 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 (𝗽𝗹𝘂𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗼) 𝗲 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝗶𝗻𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗯𝗼𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗶𝗲𝗹𝗹𝗶, 𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟬.𝟬𝟬𝟬€

Moglie marito, seppur anziani, non hanno ceduto alla storiella del falso Carabiniere. Anche perché i due c’erano già passati, di recente.

La coppia, infatti, è stata probabilmente “riciclata” per errore dalla organizzazione napoletana che smista sul territorio i falsi Marescialli. E chi sbaglia, anche nel mondo delle truffe, paga puntualmente.

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Così quando venerdì mattina, verso mezzogiorno, è giunta al telefono di casa la chiamata che preannunciava l’arrivo in casa del solito Maresciallo in borghese, i coniugi non hanno perso tempo e, recuperato un cellulare, mentre lei teneva a bada l’interlocutore, lui telefonava alla Polizia!

Lei è una ex parrucchiera di Ancona – Mary RASCHIA, 78 anni, a cui va la palma di anziana più lucida d’Italia.

Mary RASCHIA, 78 anni, ex parrucchiera anconetana. Per due volte vittima di un tentato raggiro e per due volte in grado di evitare la truffa.

Non a caso sabato mattina, giunta in Questura per recuperare un bottino vicino ai 30.000 euro, la donna è stata accolta dagli agenti del vice Questore Carlo PINTO e da un lungo applauso per il sangue freddo-bis dimostrato anche in questa seconda occasione.

In effetti la cosa più semplice e banale da attuarsi, una normale verifica… mossa probabilmente studiata a tavolino dalla coppia dopo la prima esperienza, era davvero la cosa più sensata da… rifare!

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Fatto sta che Giovanni DAVIDE, 36 anni, napoletano, pluri-pluri-pluri pregiudicato, pur essendo del mestiere non aveva messo in conto né l’astuzia delle vittime e tantomeno l’errore fatale della propria organizzazione… finendo intercettato in flagranza di reato.

Tutto si è svolto in pochi minuti. Il tempo per la centrale telefonica di stanza a Napoli di stabilire il contatto (in genere verso l’ora di pranzo) e intrattenere la vittima predestinata all’apparecchio di casa (in modo da impedire di dare l’allarme) che alla porta di casa ha suonato il sedicente Maresciallo…

Come da copione collaudato il militare, tanto farlocco quanto dai modi convincenti, era stato mandato a casa per requisire tutto l’oro possibile presente nell’abitazione… oggetti preziosi, una volta sotto “sequestro”, da mettere a confronto con quanto appena rapinato in gioielleria.

Nell’immagine di repertorio il possibile arresto in flagrante di Giovanni DAVIDE, napoletano, 36 anni.

«Mi continuava a dire che in centro, ad Ancona – ricorda ancora la vittima mancata – c’era stata una rapina con sparatoria; un vero e proprio scontro a fuoco dove… e nel mezzo c’era rimasta implicata proprio l’auto di mio marito”.

Da qui la necessità di verificare l’oro di casa con l’oro appena rubato! Roba da crederci… tanto era il modo di fare… se non fosse che il marito quella mattina non era uscito di casa per trovarsi fianco a fianco con la moglie.

“Quell’uomo era insistente, professionale e molto convincente – ha raccontato la 78enne anconetana agli agenti – e sembrava tutto vero. Ho provato terrore ma per fortuna, allo stesso tempo, non ho perso la lucidità.

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Con la complicità di mio marito (che sarebbe rimasto lontano da casa e appiedato secondo quanto asseriva il Maresciallo) e grazie ad un cellulare, senza farci sentire abbiamo chiamato il 112. Ovviamente mio marito è sempre rimasto accanto a me

Così l’ex parrucchiera, sicura di trovarsi di fronte ad un secondo tentativo di truffa, ha continuato a colloquiare al telefono col napoletano fino a che il mancato Maresciallo non si è presentato al portone del condominio, ritirare il bottino e fuggire via con i preziosi a tempo di record.

Record non omologato però in quanto gli uomini del vice Questore PINTO, allertati dal marito, era già giunti sotto casa della coppia, in attesa di veder uscire il falso Carabiniere dal portone, bottino in tasca.

“Una volta arrivato al pianerottolo di sotto – ha concluso la 78enne anconetana – è stato arrestato in flagrante, quasi davanti ai nostri occhi, con i gioielli appena posti nella tasca del giubbetto. Un plauso, mio e di mio marito, va a tutti i poliziotti che, come la volta scorsa, sono intervenuti subito comprendendo al volo la gravità della situazione”.

Carlo PINTO, vice Questore e da anni Capo della Squadra Mobile di Ancona.

Da ricordare, oltre all’arresto effettuato praticamente in diretta, che le nuove norme del Decreto sicurezza, varate a giugno dal Governo, oltre che facilitare l’arresto, rendendolo obbligatorio, ha inasprito la pena per i malfattori innalzando la reclusione di ulteriori due anni, come Giovanni DAVIDE, con lunghi precedenti per reati predatori e al mondo degli stupefacenti, farebbe bene a prender nota.
Compiute le formalità di rito all’interno degli uffici della Squadra Mobile, su disposizione del Sostituto Procuratore di Turno presso la Procura della Repubblica di Ancona, l’uomo è stato condotto in stato di arresto in carcere a Montacuto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria che interrogherà DAVIDE nei prossimi giorni.

Squadra Mobile di Ancona, solito lavoro di qualità e a buon fine.

Come detto la refurtiva, ammontante a circa 30mila euro e composta da anelli in oro, collane e diamanti, è già stata riconsegnata alla parte offesa che, con commozione, ha di nuovo ringraziato il personale della Polizia intervenuto.

N.B. Utile a sapersi. Oltre che su auto di servizio, i Carabinieri operano sempre in coppia. Diffidare sempre, a maggior ragione, di chi si presenta in borghese e in solitario.

QUI il tuo eventuale e gradito commento alla vicenda:

Cesare GAMBINI

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