ADDIO ALLA CARRIERA PER L’ARBITRO DI OSIMANA-FERMIGNANESE
SUL RIGORE SARNARI HA AMMESSO DI AVER PERSO LA TESTA

ADDIO ALLA CARRIERA PER L’ARBITRO DI OSIMANA-FERMIGNANESE SUL RIGORE SARNARI HA AMMESSO DI AVER PERSO LA TESTA

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Partita annullata e da ripetere mercoledì 27 aprile, partendo dallo 0-0 del primo minuto. Il Direttore di gara, convocato dalla Corte di Appello per il ricorso della formazione ospite, avrebbe potuto negare salvando il risultato ma non la carriera: l’imbarazzante sequenza delle immagini, pur non avendo valore legale, era sin troppo nota: errore tecnico. Poco male, il giovane di Treia rischia di avere comunque un futuro di primo piano, stavolta in politica, con il movimento Azione di Calenda



E alla fine, messo alle strette, l’arbitro Luca SARNARI di Treia, giacchetta nera di Osimana-Fermignanese (col rigore prima assegnato agli ospiti e poi clamorosamente non fatto battere) ha ammesso la propria, grave, responsabilità, dichiarandosi “colpevole” dell’esito falsato dell’incontro.
Gara del 19 marzo annullata per il marchiano errore tecnico di SARNARI e già prevista in calendario per essere ridisputata, partendo dallo 0-0 del primo minuto, mercoledì 27 aprile, ore 16.30
E’ accaduto nei giorni scorsi ad Ancona, in sede di Appello al primo giudizio del giudice sportivo (decisione che aveva omologato il risultato maturato sul campo per 1-0) con la Corte d’Appello territoriale appositamente riunita nel capoluogo per ascoltare il racconto dei fatti dalla voce del diretto ed esclusivo protagonista.
SARNARI, nel frattempo dirottato su più innocui campi giovanili, juniores nazionali, ovvero ad arbitrare Tolentino-Perugia e quindi Sambenedettese-Cannara, è stato così sentito in merito al rigore che il numero 8 Luca BRACCIONI della Fermignanese ha inutilmente tentato di battere per ben quattro volte, prima del fantomatico fallo di fallo di mano sanzionato al rigorista designato.
Il Direttore di gara, 21 anni e prima dell’infortunio al Diana accreditato di una carriera importante nel mondo del calcio, avrebbe potuto raccontare due cose, entrambe ultra negative per la sua carriera: poteva ammettere di nona verci capito più nulla e, sulla scia delle proteste della squadra locale, essere stato indotto a sbagliare (così come è effettivamente successo e riconosciuto dallo stesso SARNARI, auto denunciandosi seppur con quasi un mese di ritardo); diversamente, forte del fatto che i documenti filmati non costituiscono prova, continuare a sostenere l’esattezza del proprio arbitrato… ben sapendo, però, che tutti, nel mondo del calcio, a partire dall Corte federale che doveva decidere sulla vicenda, passando per le severe strutture interne arbitrali, avevano visto e rivisto l’impietoso resoconto filmato del rigore.

Luca BRACCIONI (Fermignanese), ha tentato 4 volte di battere il rigore senza subire alcuna decisione arbitrale

Insomma dire addio ad una carriera promettente per essersi macchiato di un errore impossibile da commettere o dire ciao per sempre al fischietto per aver mentito ai vertici del calcio dilettantisco marchigiano?
Morire per morire, Carlo SARNARI, in un sussulto di dignità, ha scelto di riconoscere, di fronte alla Corte di Appello, la piena, esclusiva e totale responsabilità di quanto erroneamente ordinato.
Non abbiamo avuto il tempo per una ricerca approfondita ma sarà interessante sapere che, mentre nel calcio professionistico italiano l’errore tecnico non si è mai verificato (o quantomeno denunciato in quanto tale) anche nel più imponente mondo dilettantistico l’errore tecnico ammesso da un arbitro costituisce evento rarissimo, da tramandarsi di padre in figlio. E comunque, parrebbe, mai nella storia, quanto successo ad Osimo si è mai verificato in un campo di gioco italiano, in circa 130 anni di partite disputate a tutti livelli! Neanche a livello di sfide tra scapoli e ammogliati o più agguerriti confronti parrocchiali.
Insomma, caro SARNARI, come insegnava BOSKOV ai suoi giocatori, “rigore è quando arbitra fischia” e lei il penalty lo ho visto e lo fischiato ma non ha acconsentito a BRACCIONI di farlo battere.

Giacchetta nera appesa ad un sottile filo per il 21enne Luca SARNARI di Treia

Certo il rigorista pesarese, già al secondo o terzo tentativo a vuoto, interstarditosi a voler far rimanere fermo il pallone su una zolla non in perfetto piano, avrebbe meritato il cartellino giallo e ad anche, al quarto rifiuto, magari un rosso diretto con motivazione a sua scelta. Avendo dimenticato il deterrente dell’ammonizione o dell’espulsione ed anzi aver instaurato con BRACCIONI un atteggiamento “confidenziale”, del tipo, fai pure, “attendiamo tutti i tuoi comodi” ha indotto il calciatore a ritenere di poter ripetere l’operazione, di riposizionamento del pallone, quante altre volte a piacimento, ad libitum.
Piacere che l’arbitro ha interrotto sul più bello, sulla scorte delle proteste giallorosse, quando ormai la sceneggiata stava per imboccata il terzo minuto di attesa…
Poco male SARNARI, lei è giovane, ha talento e si rifarrà di quanto tolto dal calcio con la politica attiva, portando acqua e borse all’astro nascente CALENDA di Azione. Del resto con un simile “marchio” di parte, difficilmente i suoi maestri arbitrali avrebbero consentito l’evolversi e la nascita di una possibile stella politica con una contemporanea e parallela carriera arbitrale, in atto ai massimi livelli corrispondenti di A e B.

L’allenatore dell’Osimana Roberto MOBILI

Per l’Osimana, invece, buon viso a cattivo gioco; e pensare che invece di ritrovarsi in 10 e sotto di un gol alla mezz’ora (come sarebbe potuto accadere con la tentata trasformazione dal dischetto), i giallorossi avranno 90 minuti interi, undici contro udici, per tornare a rivincere partita e campionato.
Con 9 partite ancora da disputare (compreso recupero con la Fermignanese) e ancora 5 punti di vantaggio, è possibile che la sfida con BRACCIONI e soci possa rivelarsi decisiva per laurearsi miglior team, a 100 anni dal secolo di attività atteso ad ottobre, a livello regionale.

Il logo dell’Osimana a pochi mesi dal centenario di attività

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