DOPO IL PICCIONE, ANCORA UNA PUBBLICA SPORCATURA MURARIA
ARTE? NEL DUBBIO PUGNALONI MOLTIPLICA LE INAUGURAZIONI!

DOPO IL PICCIONE, ANCORA UNA PUBBLICA SPORCATURA MURARIA ARTE? NEL DUBBIO PUGNALONI MOLTIPLICA LE INAUGURAZIONI!

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Al Tiramisu, invece del lavoro di un onesto imbianchino, l’Amministrazione preferisce i colori e le rappresentazioni irreali di un “artista” troppo avanti rispetto alla cultura della città. “Le mie opere – spiega l’autore Teo Pirisi – vivono nel mondo delle idee”. Peccato che gli osimani vivano, tutti i giorni, ad Osimo



Uno, tale Teo PIRISI, 42 anni, è specializzato nel disegnare all’infinito palle concentriche che girano, girano… Più girano, le palle, e più sono spacciate per arte. Un patentino, quello dell’artista (rigorosamente di Sinistra o estrema), distribuito a gratis, in genere, da chi, senza essere imboccato da una velina, non saprebbe distinguere differenze tra una terribile lucertola e un mite coccodrillo. O viceversa.
Un’arte strana quella intuibile, a fatica e solo dopo ripetuti tentativi, tipo il “Il gatto e la luna”, a rari eletti di scuola Pd e oltre, ultimamente, ad Osimo, tutti, indistintamente, appena usciti dalla migliore scuola d’arte possibile.
Ma la cultura quando si eleva a scienza, sentenziava Totò di cui ricorrono in queste ore i 55 anni dalla scomparsa, va premiata. O almeno quantomeno inaugurata. A prescindere.
L’altro, coetaneo dell’artista, il nostro Simone PUGNALONI, l’arte la capisce sotto dettatura. In compenso si fida e non fa troppe domande. Palle roteanti o piccioni volanti, l’importante è che ci sia una situazione da inaugurare in diretta Facebook, con tanto di taglio del nastro Tricolore, discorso ufficiale con la fascia di Primo cittadino e di contorno qualche applauso di consenso.
Mancherebbe solo la presenza della banda, come si conviene in una inaugurazione vera… e probabilmente, sottolineandone l’assenza, abbiamo suggerito una buona idea per la prossima bizzarra inaugurazione; messa a norma di una caldaia a scuola? Pronto il taglio del nastro per la prima riscaldata!
Donazione di due condizionatori d’aria in una casa di riposo? E vai con le forbici per la prima rinfrescata!
Sostituzione di sanitari a scuola? Fermi tutti, per la prima lavata di mani occorre la precedenza al Sindaco multi inauguratore.

Teo PIRISI spiega la propria arte nell’ennesima inaugurazione pugnaloniana

Le recenti inaugurazioni dei bagni pubblici a Piazza Nova e quella, di questi minuti, persino di un prezioso ascensore di collegamento ai tre piani del maxi parcheggio, ne sono solo le ultime testimonianze che gli osimani, una volta increduli, oggi ormai rassegnati, possono raccontare, fresche di memoria.
Di questo passo, con l’avvicinarsi delle Elezioni (769 giorni ancora), i cittadini faranno bene a mettere in conto almeno una pubblica inaugurazione al giorno, qualche giorno anche due! Prima multa del mese, primo morto, persino il primo accidenti, con la logica “dite quello che volete ma parlatene”, potrà essere festeggiato da Pugnaloni.
L’altro giorno, ad esempio, il taglio Tricolore quotidiano è toccato al ricordato lavoro del PIRISI, incaricato di verniciare il grigio cemento che da 20 anni imbruttiva, ma al naturale, la stazione a fondovalle del Tiramisu.
Certo nessuno poteva immaginare che dopo l’obbrobrio giapponese, pagato caro da questa allegra Amministrazione a trazione Pd all’ideatore del piccione di piazza delle Erbe, un altro piccione ideale, stavolta a forma di palle in movimento, venisse a disturbare gli sguardi dei sempre più increduli osimani.
Sia ben chiaro. Nessuno ad Osimo ce l’ha con questo PIRISI e men che meno con il suo lavoro. Solo che sarebbe bene, dato che l’artista vive a Lucca e gli osimani… ad Osimo, che ognuno facesse l’artista a casa propria, senza condannare nessuno a fare i conti con i mostri dell’anima altrui.
Del resto ci vuole dell’autentico coraggio, se non voti Partito democratico e dintorni, ad intuire dell’arte in quei colori buttati a caso, nelle forme e accostamenti più improbabili, e definire il tutto meritevole di essere visto, ogni giorno, da osimani e turisti, proprio nel punto più trafficato della città.
Almeno per il piccione giapponese, pur tremendo, si è scelta una visibilità limitata ai soli addetti ai lavori e quindi una ridotta capacità di procurare danni, all’umore e agli occhi; danni si spera non irreparabili.
Piazzare quelle palle che girano proprio all’ingresso e all’uscita della città, da sommare, magari, a migliaia di private palle personali roteanti.. non è stata una gran bella idea, in particolare perchè gli osimani, doppia elezione al ballottaggio di PUGNALONI a parte, non hanno poi così grosse colpe da farsi perdonare.
Per fortuna, però, Dio esiste; ed ha già regalato al successore di PUGNALONI un invincibile punto uno sul programma elettorale da realizzarsi entro i primi cento giorni dall’avvenuta elezione. Indovinate quale?

Rotondità all’uscita della cabinovia

P.S. Scrive Teo PIRISI nel suo sito: “Lontane dall’essere mere insiemi di linee, le mie opere non sono rappresentazioni astratte, sono sempre ispirate da elementi reali che io idealizzo e trasformo in elementi irreali, non terreni. Più che astratte sono alienate, vivono nel mondo delle idee molto più che in quello fisico. Rappresentano delle idee, idee di realtà”.
Molto più modestamente chiariamo agli aficionados ad oltranza dei murales a tutti i costi che la nostra critica al lavoro eseguito dall’artista lucchese trae forza e convinzione dal nostro personalissimo concetto di “arte”; che alla voce “pittori” non valica mai l’Italia e si ferma – con rarissime eccezioni – a domenica 18 luglio 1610 con la scomparsa di Michelangelo MERISI, in… Arte CARAVAGGIO. Non ce ne vogliano Teo PIRISI e i vari elementi irreali e le numerose opere alienate, più che astratte, protagoniste meno degne, a nostro parere, degli ultimi quattro secoli di pittura.

Inaugurati i lavori pittorici al piano basso del Tiramisu


ADDIO AD ALDO TESEI, CONTRARIO AL NUOVO OSPEDALE DI OSIMO
DA ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITÀ INSABBIÒ IL PROGETTO
ADDIO ALLA CARRIERA PER L'ARBITRO DI OSIMANA-FERMIGNANESE
SUL RIGORE SARNARI HA AMMESSO DI AVER PERSO LA TESTA