ALESSANDRINI FATTO FUORI DAL PAPÀ ALESSANDRO!
PARENTI SERPENTI NELLA LEGA IN VISTA DELLE REGIONALI

ALESSANDRINI FATTO FUORI DAL PAPÀ ALESSANDRO! PARENTI SERPENTI NELLA LEGA IN VISTA DELLE REGIONALI

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A Pontida, complice il Senatore Centinaio e avallato da Salvini, matura il parricidio politico. Ma da Santa Paolina non si esce


PUBBLICATO IL 18 SETTEMBRE 2019


Uccisa in culla la carriera politica di Alberto Maria Alessandrini Passarini. A distruggerla, con un taglio netto alla gola inferto nel sonno, nientemeno che papà Alessandro (degno del miglior azzanno del Conte Ugolino della Gherardesca); oltre all’impossibilità della Lega di comprendere – dalla lontana Pontida – che fine abbiano fatto i 5.611 voti europei/leghisti di maggio.

5.611 osimani pentiti in massa – pari al 75% di quanti hanno votato Lega giusto alle ultime Europee – riscopertesi civici neanche 30 secondi dopo aver giurato fedeltà alla guerra verde a Bruxelles.

Alessandro ALESSANDRINI, già ALLEANZA NAZIONALE, candidato per la LEGA alle REGIONALI 2020

Come è possibile farsi abbandonare da tre elettori su quattro nel breve volgere di un battito di ciglia? A 492 chilometri di distanza dalle Cinque Torri, nonostante le mille raccomandazioni, un centinaio di tentativi di trovare un accordo, le decine di articoli politici denuncianti il pericolo… insomma nessuno è riuscito a mettere in testa ai nuovi longobardi, che Osimo è stata e soprattutto vuol continuare ad essere la capitale storica del civismo italiano. Così come ormai lo è, tra alti e bassi, da giusto 30 anni.

Un concetto semplice da comprendere, specie in un’epoca come l’attuale in cui Destra e Sinistra, passando per i 5 Stelle, fanno a gara nel tentativo di accaparrarsene, qua e la, qualche frangia.

Un concetto anche banale da analizzare. La “questione osimana”, ovvero che pesci pigliare in vista dell’appuntamento regionale di giugno, ci risulta sia stato ripreso domenica scorsa dal gruppo dirigente leghista nazionale, riunito al gran completo sui prati bergamaschi per celebrare l’852° anniversario del giuramento della Lega lombarda contro il Barbarossa.

Tra i numerosi punti all’ordine del giorno, di rilievo nazionale, posti all’attenzione di Salvini (un leader abituato ad approfondire anche le tematiche apparentemente minori) anche la decisione su come dirimere il caso Osimo.

L’ex Ministro Gian Marco CENTINAIO “gancio” del sorpasso in casa ALESSANDRINI

Continuare a dare fiducia ad un giovane inesperto, utilizzato all’ultimo momento alle Comunali per mancanza di qualsiasi alternativa, nonchè titolare di quegli sfracelli in cabina appena accennati (oltre che simpatizzante di idee addirittura Pugnaloniane) o voltare pagina candidando… il padre!

Eh si, complice il gancio del Senatore Gian Marco Centinaio (ex Ministro delle politiche Agricole e al Turismo) di casa ad Osimo negli ultimi mesi e in particolare di casa in casa Alessandrini senior, parrebbe che la Lega non sia in grado di prevedere per Osimo degli Alessandrini!

Pare dunque certificato. Sia se c’è da scegliere un Sindaco che eleggere un consigliere regionale da 14.000 euro al mese per 60 mensilità (il totale fatelo voi), il Carroccio davvero non riesce a guardare oltre la tenuta di Santa Paolina. E i suoi uomini.

Uomini, appunto consanguinei, a cui è toccato giocarsi la partita all’interno del ristretto nucleo familiare con Alberto Maria svantaggiato, però, dal fatto di non sapere, se non troppo tardi, di doversi guardare da rivali importanti, nientemeno nella rassicurante figura di papà!

Un vero e proprio parricidio politico, dunque, quello consumato ai margini del meeting lombardo, che di fatto disarciona in corsa il cavallo scosso di Alberto Maria per far posto al più rassicurante ed esperto Alessandro.

Sorvolando sui problemi familiari che, inevitabilmente, la decisione del vertice della Lega avrebbe portato con se, resta il fatto che – Padre, figlio e persino un eventuale Spirito Santo – anche mutando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.

Il problema principale di casa Alessandrini, infatti, non è certo quello di apparire rassicuranti e affidabili quanto quello di portare voti!

Come ampiamente dimostrato dal figlio (e in passato anche dal padre) la Alessandrini family, al massimo, può abilmente centrare l’obiettivo di non far votare il Centro-Destra in un ballottaggio con la Sinistra (complimenti!) ma è incapace di intestare a proprio merito il voto sulla fiducia che gli osimani sarebbero disposti a concedere alla Lega.

Alberto Maria ALESSANDRINI coccola il fido micio e medita…

Insomma candidando in lista Alessandrini padre o figlio… il risultato in città per i Salviniani è giù destinato a non cambiare, fermando la lancetta alla voce deludente.

Come dire: dopo aver regalato al Pd sia Osimo che Recanati, la Lega (in quanto motore del Centro-Destra) si appresta ad omaggiare i democratici consegnando loro la Regione per 50+5 anni consecutivi. Anche quando una svolta storica sembrava possibile.

P.S. Qualche attivista leghista di buona volontà stia, in questi giorni, particolarmente vicino ad Alberto Maria Alessandrini. Avremmo voluto utilizzare termini più gentili nel riportare la notizia, un racconto più edulcorato tale da lasciare aperta la porta ad una difficile ma indispensabile ricomposizione familiare. 

Al solito, però, la dura realtà dei fatti ha superato anche la più sfrenata delle fantasie non lasciandoci la libertà di minimizzare l’accaduto.

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IL LEADER CIVICO GIUDICATO TROPPO POCO CONTROLLABILE
VINCE DI NUOVO IL VOTO A DISPETTO ANTI LATINI
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