ALLA CACCIA DEL CONTRATTO CAPESTRO SIGLATO DA REGIONE E CT
IL SOLO “PLAUSIBILMENTE” NON BASTA PER LIBERARSI DI MANCINI

ALLA CACCIA DEL CONTRATTO CAPESTRO SIGLATO DA REGIONE E CT IL SOLO “PLAUSIBILMENTE” NON BASTA PER LIBERARSI DI MANCINI

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Mal consigliato dai Dirigenti, Acquaroli costretto dal parere degli avvocati a fare buon viso a cattivo gioco, meravigliandosi della meraviglia per la riconferma del Mancio a uomo immagine, l’unico tecnico capace di farsi buttare fuori dal mundial dalla Macedonia. Ieri al Bit di Milano l’avvio della maxi operazione pubblicitaria per 5 milioni, incentrata sul Commissario della Nazionale, perdente di successo


Spiega il vocabolario Treccani all’aggettivo “plausibile”: dicesi plausibile un ragionamento che pare ragionevole e convincente, ovvero accettabile dal punto di vista logico.
Allo stesso modo, trasformando l’aggettivo in avverbio, ovvero utilizzando il termine “plausibilmente”, il senso non cambia. Sempre “accettabile, ragionevole”, spiega Treccani.
Plausibilmente è l’avverbio che gli scienziati della Regione Marche, leggasi Dirigenti, hanno utilizzato nel rinnovo del contratto che dal 7 marzo scorso, per la bazzecola di appena 5 milioni di euro, lega l’Ente Regione Marche alla sorte del Commissario tecnico Roberto MANCINI.
Nel caso le cose, due settimane dopo la firma, negli spareggi con Montenegro del Nord e Portogallo, non fossero andate come dovevano andare, quel “plausibilmente”, nelle intenzioni dirigenziali, avrebbe potuto offrire a valenti avvocati una sorta di appiglio a cui appellarsi per considerare nullo il contratto.
Solo una inutile precauzione. Come immaginare, un mese fa, l’Italia calcistica fuori per il secondo mundial consecutivo?
Sappiamo tutti come è andata a finire. E l’essere stati buttati fuori dalla sconosciuta Macedonia del Nord anzichè dal Portogallo di Cristiano RONALDO, non muta il senso storico del dramma, per fortuna solo calcistico.
Resta il fatto che quel “plausibilmente”, come ben spiegato da TRECCANI, è apparso però termine troppo debole, slegato dal contesto, privo di sufficiente forza legale per sperare davvero di ribaltare, a proprio favore, in un Tribunale civile, i termini del contratto tra la Regione e MANCINI.
Almeno, così, dovrebbero avergliela cantata, assai cruda, all’indomani dello 0-1 di Palermo, al Presidente ACQUAROLI. Nessuno, tra i migliori avvocati consultati da via Gentile da Fabriano, avrebbe professionalmente garantito alcunchè di fronte ad un simile “capestro”.
“C’è molto poco da fare – questa in estrema sintesi il responso togato fatto pervenire ad ACQUAROLI – se non sperare che MANCINI resti al proprio posto in Federazione e fingere che nulla sia successo. Gli italiani, anche se tifosi, in questo momento sono per fortuna frastornati dal dopo Covid e dalla novità di una guerra alle porte di casa neanche immaginabile un mese fa… un terremoto di emozioni di fronte alla gravità delle quali pure la sconfitta in casa con la Macedonia del Nord e persino i non mondiali natalizi in Qatar potranno passare in cavalleria, perdonati”.
Ed ancora: “Ci dia retta Presidente. Tanto vale fare buon viso a cattivo gioco e confermare MANCINI magari inventandosi qualcosa sull’uomo anzichè sul tecnico. Passati i primi giorni, se conosciamo bene i nostri polli, nessuno avrà molto da obiettare. E forse, addirittura, applaudiranno alla conferma. Certo Presidè, 5 milioni per un ambaradan di meno un anno, se lo faccia dire, è un autentico ladrocinio… ma che ha studiato simili operazioni?”.

Roberto MANCINI e Francesco ACQUAROLI posano al Bit di Milano sotto il nuovo slogan regionale

Così è ovviamente stato. Senza possibilità per una scelta diversa, ACQUAROLI ha precisato a tutti, falsamente meravigliato della meraviglia altrui, della ipocrita intenzione di proseguire con quel sant’uomo di Roberto MANCINI; che avrà pure perso con la Macedonia del Nord (ma già, dopo appena tre settimane, quasi nessun italiano ricorda l’episodio) ma che pur sempre resta un illustre marchigiano a cui nessuno, insuccesso tecnico storico a parte, può muovere rilievi!
Certo ci vorrà un surplus di fegato nell’ascoltare i nuovi spot del Mancio; magari sperarando, per l’effetto magico del contrario e opposto, che davvero portino vagonate di italiani e stranieri a convincersi di spendere soldi nelle Marche… alla scoperta della terra misteriosa che ha dato i natali al primo uomo capace di perdere con la Macedonia, per giunta senza panna!
Ieri a mezzogiorno, alla Borsa internazionale del turismo, dal 1980 manifestazione promossa dalla Fiera di Milano e riservata ad operatori turistici e all’indotto di settore italiano ed europeo, ACQUAROLI e MANCINI si sono velocemente ritrovati, giusto un’oretta, presso lo stand prenotato dalla Regione Marche.
“Mi fa molto piacere – ha dichiarato MANCINI alla stampa specializzata – continuare ad essere il testimonial delle Marche, continuare (ripetendo il verbo “continuare” per la seconda volta, ma continuare rispetto a cosa?, NdR.) a rappresentare la mia regione…”.
Carico finale del Presidente ACQUAROLI che ha ribadito, non fosse ancora chiaro, come Roberto MANCINI -bontò sua -incarni la figura del testimonial d’eccezione, colui che vive e rappresenta al meglio l’identità di essere marchigiani…”.
Con questo metro riteniamo utile risparmiarvi delle ulteriori considerazioni in tema, per passare direttamente all’augurio finale espresso da ACQUAROLI. “Speriamo che la nostra regione, che ha tanto da offrire, sia finalmente conosciuta da tanti turisti curiosi di scoprire l’Italia. Abbiamo borghi, paesaggi, cultura, enogastronomia, storie, tradizioni, leggende ed eccellenze di arte e umanità…”.
Oltre che patria di perdenti… di successo persino nelle debacle epocali. Venghino, siori venghino…



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