IMPOSSIBILE LA VITA CON QUEL FIGLIO…
MEGLIO IL CARCERE CHE DROGATO IN CASA

IMPOSSIBILE LA VITA CON QUEL FIGLIO… MEGLIO IL CARCERE CHE DROGATO IN CASA

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IMPOSSIBILE LA VITA CON QUEL FIGLIO…
MEGLIO IL CARCERE CHE DROGATO IN CASA

Sta facendo discutere l’arresto di William Simonetti, 40 anni, tossico e senza rispetto


William Simonetti, 40 anni, resterà in carcere a meditare sui suoi errori, presumibilmente a lungo.

William Simonetti

L’amara vicenda di cronaca di Osimo Stazione ha fatto parlare a lungo la frazione, rivelando in un batter d’occhio l’identità di W.S., figlio di pochi scrupoli anche di fronte alla incolumità del padre e del fratello.

Una brutta storia di maltrattamenti in famiglia sfociati in aperte minacce e lesioni ai danni del fratello più piccolo; una brutta storia comunque riscattata, socialmente, dalla decisione degli uomini di casa di porre fine a fuorvianti quanto comprensibili sentimenti familiari per fare spazio al riscatto sociale di denunciare l’accaduto anche a costo di determinare per William la revoca della messa in prova presso i servizi sociali e il conseguente via libera all’arresto e al ritorno in carcere.

Una decisione umanamente sofferta quanto non più procrastinabile verso quel figlio capace di tormentare, fino ad ottenerlo, la propria famiglia per l’acquisto di droga.

Richieste decisamente pressanti a cui rispondere no era diventato, anche fisicamente, difficile.

Reduce da stagioni in comunità nel tentativo di raddrizzare la propria esistenza di buono a nulla e tossicodipendente, William Simonetti di recente era stato lasciato anche dalla fidanzatina (barista in un locale del centro, molti anni più giovane dell’uomo) dopo che l’osimano si era presentato nel bar in condizioni non accettabili.

Fatto perdere il lavoro anche alla ragazza, senza entrate e con l’unico sostentamento garantito, in qualche modo, da quanto mamma e papà potevano sottrarsi dal bilancio familiare, William Simonetti di fronte ad un rifiuto inaspettato – mercoledì scorso – di lasciargli altri soldi per la droga, ha dato vita all’ennesima sceneggiata rinchiudendosi in camera “armato” di un coltello da cucina.

Visto il prolungarsi del tempo e temendo per un gesto inconsulto del figlio, i genitori si sono così visti costretti ad allertare il 112 chiedendo l’urgente arrivo dei Carabinieri: uomini che sono giunti giusto in tempo per convincere William ad aprire la porta e… lanciarsi come una furia contro gli innocenti familiari, padre di 63 e fratello 36enne, colpiti ripetutamente dalla furia di William con morsi, calci e pugni!

Da qui il leggero ferimento del fratello (referto del pronto soccorso di 7 giorni) e soprattutto la sofferta decisione familiare di denunciare il consanguineo pur sapendo di procurargli problemi con la giustizia a non finire.

Come la ricordata revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali e quindi l’apertura automatica delle porte di Montacuto con immediato ritorno carcere.

Un autentico provvedimento “salva vita” quello a cui papà e fratello si sono costretti, su suggerimento dei Carabinieri accorsi, essendo ormai consapevoli come la convivenza ulteriore avrebbe potuto far degenerare il rapporto fino al rischio reale di toccare con mano le peggiori conseguenze.


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1 Comment

  1. Salve,
    Ho appena finito di leggere delle bravure di questo soggetto che si chiama William,
    Sono molto dispiaciuto ovviamente per il padre e il fratello e anche per la povera ragazza fatta licenziare da questo losco individuo.
    Molto spesso mi domando è dico come un ragazzo si possa ridurre in certi modi la propria vita, purtroppo a farne le spese sono le persone che gli stanno vicino molto spesso e questo è il vero dramma…..

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