BACCI A PUGNALONI: “LEI È DISINFORMATO SU TUTTO…
NON SA DI COSA PARLA, STUDI O SI SCIACQUI LA BOCCA!”

BACCI A PUGNALONI: “LEI È DISINFORMATO SU TUTTO…  NON SA DI COSA PARLA, STUDI O SI SCIACQUI LA BOCCA!”

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Sulla localizzazione e sulla gestione provinciale del biodigestore il Sindaco di Jesi maltratta pesantemente il nostro Primo cittadino. Terzo brutto muso di fila dopo i casi cimitero e lite on line con Ginnetti. Che succede?


Il nome non è granchè e non invita certo alla lettura. L’hanno chiamato “biodigestore” e immaginiamolo come una sorta di drago dalla cui bocca infiliamo i rifiuti organici e dall’altra bocca escono fuori gas metano e “digestato”, altro parolone inventato in sostituzione del più facile termine di fertilizzante per i terreni poveri di sostanza organica. Insomma un ciclo virtuoso che nell’ultimo decennio sta progressivamente prendendo campo in Italia grazie ai livelli, ormai industriali, toccati dalla raccolta differenziata. Alla base del presupposto.

Nell’immagine, un esempio di biodigestori

Spiegato in soldoni il concetto ostico di “biodigestori” e detto che l’affare si presenta come molto interessante per l’industria privata e per i fornitori pubblici della materia prima (i vari Comuni, non certo per il singolo operatore che addirittura paga salatamente per il servizio senza riavere indietro nulla dell’enorme ricavo economico indotto!) arriviamo alla notizia che vuole, in prospettiva di creare e gestire un mega biodigestore capace di trattare i rifiuti organici dell’intera provincia di Ancona, i Comuni di Osimo e Ancona (e pochi altri) contro il resto delle municipalità provinciali; Jesi in testa.

Senza entrare troppo nel merito tecnico della vicenda, limitiamoci ad evidenziare che ci sarebbe accordo sul dove far sorgere l’impianto – Jesi, spazi ex Sadam – ma non sulla ricca gestione cui accollare, oltre gli oneri finanziari dell’impresa, i futuri ricchi onori prodotti dalla creazione di ricchezza.

Consolidato l’inedito asse PD Osimo-Ancona contro tutti a livello provinciale

In pratica Jesi e gli altri Comuni (tra cui segnaliamo la solita Castelfidardo, Fabriano, Falconara Marittima, Camerata Picena, Corinaldo, Maiolati Spontini, Monsano e Monte Roberto) hanno indicato la creazione di una società mista, privata e pubblica, con quota del 51% al partner privato.

Di parere difforme è il Comune di Senigallia preoccupato di lasciare in mano al partner privato, inseguendo giustamente profitti, l’economia stessa del ciclo industriale.

In disaccordo pressochè totale e isolate anche sul posizionamento a Jesi dell’impianto Ancona e soprattutto Osimo, rappresentata mercoledì – alla riunione Ata (assemblea territoriale di ambito) convocata in videoconferenza – dal Sindaco Pugnaloni.

Impianto che Osimo, spalleggiata dal capoluogo, vorrebbe insediare a Casine di Ostra dove Astea, nonostante un battagliero comitato locale anti biodigestore, ha già investito un paio di milioni di euro, sugli oltre 20 del progetto.

Molto pesante il Sindaco jesino BACCI (Liste Civiche) sul conto di PUGNALONI: “Lei è totalmente disinformato”.

Impianto che, da come stanno andando le cose sul versante politico rispetto alla maggioranza dei Comuni coinvolti, potrebbe segnare una spaccatura verticale con la nascita, in pochi chilometri – Jesi e Ostra – di due strutture concorrenziali.

Impianti destinati a farsi la guerra e ad allungare fatalmente (si parla già di almeno 20 anni di gestione) i tempi di ammortamento.

Come non bastasse, altro nodo tutto da risolvere, sempre legato alla gestione del biodigestore, è la scelta della società pubblica chiamata ad occuparsi della raccolta e del trasporto a Jesi o Ostra o dove sarà dei rifiuti prodotti in tutta la provincia di Ancona; gestore che il Sindaco Marinelli, d’accordo il solo Pugnaloni, vorrebbe, non a caso, far ricadere sull’impresa dorica AnconAmbiente.

Con questo quadro delineato di profondi interessi divergenti, Pugnaloni è andato allo sbaraglio verbale, venendo pesantemente bacchettato dal collega jesino Bacci e non spalleggiato dalla Mancinelli.

Questo il racconto del duello di parole riportato da “Il Resto del Carlino”, fedelmente trascritto.

Ad un Pugnaloni che ha accusato Jesi di aver fatto tutto da sola, scavalcando le determinazioni dell’assemblea incaricata, Bacci ha così replicato.

Per Simone PUGNALONI terza brutta figura consecutiva, in appena tre settimane. Dal Sindaco nessuna replica.

“Lei è disinformato su tutto… è questo è davvero imbarazzante. Il 19 aprile l’Ata ci ha scritto se, come Comune di Jesi, volevamo valutare l’insediamento. Noi – ha proseguito Bacci – abbiamo così avviato  tutto l’iter che nel frattempo ha ricevuto anche i pareri favorevoli di Anac (autorità nazionale anti corruzione) e Agcom (autorità per le garanzie nelle comunicazioni il cui principale compito è quello di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato).

Lei Pugnaloni dovrebbe studiare… altrimenti fa delle figuracce. Non sa di cosa parla! Si sciacqui la bocca…”.

Lasciato solo, Pugnaloni ha preferito non replicare al collega – il Sindaco si è negato il giorno dopo anche ad OSIMO OGGI – limitandosi ad invitare Bacci ad abbassare i toni e perorare un’ultima volta la scelta del bacino di Casine di Ostra quale maggiormente funzionale. Senza però ottenere attenzione. 

Si andrà ad una clamorosa spaccatura con Osimo, per la prima volta nella storia, ad appoggiare un progetto di quello che fu il proprio porto?


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