AVVISO DI BURRASCA AI NAVIGANTI:
LA CACCIOLARI NON SOLO NON PORTA VOTI
MA SOTTRAE A FORZA ITALIA
IL 70,14% DEI PROPRI CONSENSI!

AVVISO DI BURRASCA AI NAVIGANTI: LA CACCIOLARI NON SOLO NON PORTA VOTI MA SOTTRAE A FORZA ITALIA IL 70,14% DEI PROPRI CONSENSI!

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AVVISO DI BURRASCA AI NAVIGANTI:
LA CACCIOLARI NON SOLO NON PORTA VOTI
MA SOTTRAE A FORZA ITALIA
IL 70,14% DEI PROPRI CONSENSI!

Il confronto tra i dati delle Politiche 2013 e le Regionali 2015 farà scattare l’allarme?

I numeri non mentono mai. Soprattutto perchè non hanno interessi da difendere. 2+2 dovrebbe sempre fare 4, sia che si affronti il calcolo da Sinistra come da Destra.

Tutto al più il risultato potrà non essere gradito o – al limite – sorprendere se, come confessato dal coordinatore regionale della macchina di Forza Italia nelle Marche, nessuno in casa Azzurra ha badato a perdere del tempo per conoscere, approfondire e comprendere i risultati sul territorio, in chiave di ripristino del sistema maggioritario.

Così come, prima dei conteggi pubblicati da OSIMO OGGI, nessuno in casa Centro-Destra sapeva di partire per Montecitorio con appena una dotazione del 23,79% e uno scarto in voti da recuperare, rispetto al battistrada grillino, di 11.296 voti. Non esattamente bruscolini.

Anche perchè il cavallo di battaglia a cui Forza Italia e partiti alleati si apprestano ad affidarsi – salvo sorprese, tale Barbara Cacciolari, originaria di Castelraimondo, vice coordinatrice regionale anzi vice Presidente Fund-Raising – non sembra la migliore di tutte le possibili scelte.

I soliti numeri impietosi, aggravati dal fatto di essere, quelli del 2015, più attuali di quelli del 2013, parlano per la Cacciolari di una autentica disfatta personale – 1.499 preferenze nei Comuni ricompresi nel collegio delle prossime Politiche – pur risultando la più votata in lista.

Ma il dato che maggiormente dovrebbe far scattare la sirena dell’allarme, codice rosso, è il divario in voti espressi e in percentuali, tra la capacità di attrazione di Forza Italia, formato elezioni Politiche 2013, con i minimi termini a cui lo stesso elettorato ha politicamente condannato la Cacciolari nel 2015, pure candidata di punta per un seggio mancato in Regione.

Tra i due risultati corre purtroppo un abisso – 24.296 alle Politiche e 7.255 alle Regionali – con un drammatico meno 70,14% in termini di consenso.

Molto più di quanto dovrebbe bastare per soprassedere sulla candidatura annunciata, azzerare la situazione e analizzare possibili soluzioni alternative. Sperando esistano.

P.S. Un solo indicatore, a dispetto dell’apparente consenso, sembra dare ragione alla candidata in pectore. Nella sua Castelraimondo la signora Cacciolari è effettivamente riuscita a legittimarsi quale pretendente al titolo di Onorevole conquistando il 97% dei voti andati a Forza Italia. Purtroppo i votanti forzisti del paesino, per quanto compatti con la compaesana Cacciolari, alla fine si sono contati in 180 anime sulle 186 disponibili a dare fiducia a Forza Italia.

L’ennesima conferma della regola non scritta che vuole, in un collegio con Macerata e Osimo a dividersi la parte del leone, il candidato vincente espressione della città numericamente in grado di dettare la linea.

Un concetto semplice che pure, dopo tre batoste consecutive maggioritarie patite dal Centro-Destra – 1994, 1996 e 2001 – non sembra ancora essere entrato nella zucca.

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