LATINI ROMPE GLI INDUGI: “BASTA CON ROMA, L’UNICO OBIETTIVO E’ OSIMO 2019”

LATINI ROMPE GLI INDUGI: “BASTA CON ROMA, L’UNICO OBIETTIVO E’ OSIMO 2019”

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LATINI ROMPE GLI INDUGI: “BASTA CON ROMA,
L’UNICO OBIETTIVO E’ OSIMO 2019”

Ennesimo tempo scaduto per un Centro-Destra determinato a… perdere le Politiche
pur di non infrangere equilibri interni. Su la Testa volta pagina e i Grillini ringraziano

Basta attendismi. Roma chiede di pazientare ancora quando ho già sottratto ad Osimo gli ultimi dieci giorni. Per quanto mi riguarda la disponibilità a valutare con Forza Italia e gli altri gruppi del Centro-Destra un progetto condiviso termina qui”.

Dino Latini affida ad un comunicato la fine del pour parler che, ciclicamente, alla vigilia di tutti gli appuntamenti politici, si ripete immutato nei tempi.

Per la storia è la quinta volta, dal 2001 ad oggi, che l’ex Casa delle Libertà fa la corte ai 10.000 voti andati dal 1999, in comodato gratuito, a Su la Testa.

Latini, la cui carne è debole come quella di tutta gli uomini, ascolta, annota ma ormai non si illude più.

Le prime volte, magari, quando le parole di ammirazione spese da Roma verso il fenomeno di Casenuove, essendo nuove, potevano sembrare anche vere, Latini ci sarà anche rimasta male; mettere la bocca ad un salto di qualità notevole, per la propria allora giovane carriera e al tempo stesso dare visibilità nazionale a Su la Testa equivaleva a mettere a segno un doppio colpo destinato a cambiare i destini, non solo personali ma della città stessa.

I libri di storia narrano che fu non così e tacciono anche di repliche, perlomeno ufficiali, a tanto amore reciproco speso per nulla.

Dopo i primi due tentativi, analoghi nel copione, i successivi – 2006 e 2008 – hanno destato assai meno reciproco innamoramento. Entrambi i promessi sposi conoscevano vizi e virtù dell’altro, per cui non si andò mai oltre l’incontro in feste di comuni amici con scambio dei rispettivi cellulari.

La storia del matrimonio tra Latini e Forza Italia che non s’ha da fare, a questo punto è nota. Ragion per cui anche nel 2013, ultima possibilità prima dei giorni nostri, tutto resto confinato al vorrei ma non posso di entrambi i coniugi.

Stavolta, invece, come nei bei tempi andati, sembrava che la fusione a freddo di 10.000 osimani, tesi tutti a portare in spalla Latini fino a Montecitorio, anzichè accontentarsi dei 3.858 destinati alla Cacciolari, potesse sortire il miracolo atteso da oltre tre lustri.

Deviare in corsa il treno 2019 con destinazione Osimo per puntare su Roma poteva significare rinverdire il progetto civico fino agli albori e assicurare a Su la Testa un domani possibile anche dopo l’uscita di scena, quando sarà, del proprio padre-padrone.

Un “dopo di noi” garantito che non poteva non far gola.

Purtroppo quasi 20 anni di confronti non hanno portato ad alcun passo in avanti; complice il fatto che sia ad Osimo, come nelle Marche e a Roma, i personaggi chiamati a dialogare sono rimasti sostanzialmente gli stessi di sempre, anche per questo giro illudersi in una fine diversa del “vorrei ma non posso” non sembrava lecito.

Fatto sta, si legge nel comunicato sottoscritto stamani da Su la Testa, che Latini memore di tante altre volte uguali, aveva posto la data di metà novembre quale ultima per valutare nel complesso la situazione.

Stato dell’arte che al 15 novembre racconta di una Forza Italia incapace di rompere i classici schemi di adesione ad un progetto (leggi quarta gamba), uscire dai ricatti politici dei propri alleati (leggi Fratelli d’Italia) e alla fine sostanzialmente senza troppi interessi di sovvertire destini in territori difficili, laddove i sondaggi hanno scritto fredde verità basate sui numeri senza poter contabilizzare lo slancio, l’apporto, la scossa vitale di un candidato diverso.

Spiace che a non credere al merito si sia dimostrato, dall’inizio alla fine, proprio una Forza Italia campione, altrove, nel riconoscere e premiare le situazioni destinate a miglior fortuna.

Dispiace doppiamente perchè anche nella gente c’era stavolta la speranza di trovarsi di fronte alla volta buona, all’occasione colta meglio tardi che mai, al riconoscimento che l’Italia poteva voltare pagina anche aprendo ai tanti Latini, sparsi sullo Stivale, portatori di soluzioni giovani, inedite, alternative.

Dispiace anche e soprattutto perchè la consapevolezza dice che questa ennesima volta, inutile, è giunta a chiudere un intero ciclo visto che Latini, nel 2023, difficilmente sarà ancora il meglio possibile su piazza.

Se tutto questo, indubbiamente, rende triste, in chiave osimana, l’intera Politica nazionale, dall’altro restituisce alla città un Latini ancor più determinato a voler far propria, senza incertezze, la partita del 2019.

“Questo ennesimo tira e molla romano – chiude Latini – non mi sorprende e anzichè avvilirmi accresce in me e in tutto il movimento civico la voglia di confrontarsi sul campo e di restituire agli osimani il maltolto del 2014. Osimo attende con sempre maggior impazienza che torni l’opportunità di dimostrare che la verità non è quella scritta in una  sentenza da rispettare; esito che non rispecchia in sentimenti, la volontà stessa della gente. Ecco – chiosa Latini – questa nuova esperienza mi restituisce ad Osimo determinato come mai, pronto a far mia la sfida del 2019”.

AVVISO DI BURRASCA AI NAVIGANTI:
LA CACCIOLARI NON SOLO NON PORTA VOTI
MA SOTTRAE A FORZA ITALIA
IL 70,14% DEI PROPRI CONSENSI!
OSIMANI E TERREMOTATI!
FORZA ITALIA PROPONE
IL BIS CON GIACCIO 2.0,
OVVERO MISS SCONOSCIUTA...

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